La Regione Emilia-Romagna ha ufficialmente approvato il bando “Interventi a favore del settore apicoltura” per l’anno 2027. La misura persegue con forza la crescita qualitativa e quantitativa del comparto sul territorio regionale, integrando lo sviluppo economico delle aziende con la tutela dell’ambiente e della salute dei consumatori. Di seguito propongo una sintesi dettagliata dei requisiti, delle spese ammissibili e delle modalità di partecipazione per i nostri associati.
Gli obiettivi strategici della misura
Il provvedimento punta a rafforzare la resilienza e la competitività degli apiari regionali attraverso precise linee di intervento:
- Incremento del reddito degli apicoltori e miglioramento delle tecniche di conduzione aziendale.
- Lotta attiva alle malattie dell’alveare, con particolare focus sul contrasto alla varroasi.
- Ripristino del patrimonio apistico tramite la salvaguardia e la tutela della sottospecie autoctona Apis mellifera ligustica.
- Razionalizzazione del nomadismo per una gestione ottimale del territorio.
- Sviluppo del mercato e promozione del prodotto locale attraverso percorsi di assistenza tecnica, formazione e comunicazione.
Beneficiari
I fondi sono destinati a due macrocategorie aventi sede legale in Emilia-Romagna, fascicolo aziendale aggiornato e posizione contributiva (DURC) regolare:
- Apicoltori (Singoli o Associati): Imprenditori apistici e professionisti. I richiedenti in forma singola devono obbligatoriamente possedere una partita IVA attiva ed essere iscritti all’Anagrafe Apistica Nazionale (BDN) con una consistenza minima di almeno 20 alveari censiti (salvo specifiche eccezioni).
- Forme Associate: Organizzazioni di produttori, associazioni, cooperative e consorzi di tutela. Salvo specifiche deroghe, viene richiesta una rappresentatività minima di almeno 50 soci con partita IVA e un patrimonio apistico complessivo pari ad almeno il 5% di quello totale regionale.
Spese ammissibili
Il bando riconosce gli interventi realizzati e fatturati nell’arco temporale compreso tra il 1° luglio 2026 e il 30 giugno 2027, suddivisi in tre macroaree:
- Intervento A (Assistenza e formazione): Corsi di aggiornamento professionale, seminari formativi, sussidi didattici, implementazione della banca dati regionale e servizi specialistici di assistenza tecnica a beneficio dei produttori.
- Intervento B (Investimenti materiali e immateriali): * Lotta agli aggressori: Acquisto di arnie con fondo a rete (antivarroa), attrezzature per la somministrazione di farmaci, varroa scanner e sistemi di sterilizzazione.
- Prevenzione avversità climatiche: Sistemi di monitoraggio da remoto e acquisto di alimentazione di soccorso (sciroppi/canditi).
- Ripopolamento: Acquisto di sciami, nuclei, pacchi d’api e regine certificate Apis mellifera ligustica.
- Nomadismo e Meccanizzazione: Attrezzature per la movimentazione (gru, rimorchi), macchinari per l’apiario, DPI e dotazioni per l’estrazione, il confezionamento e la conservazione (es. attrezzature per smielerie).
- Intervento F (Promozione e comunicazione): Eventi informativi, seminari, convegni, concorsi, analisi qualitative dei prodotti e partecipazione a fiere strategiche rivolte a consumatori e operatori del settore.
Dotazione finanziaria e aliquote di contributo
Il plafond complessivo stanziato per l’Emilia-Romagna ammonta a euro 1.203.143,51. La spesa minima ammissibile per ciascuna domanda è fissata a 500,00 euro.
I rimborsi pubblici sono così modulati:
- Fino al 100% per le attività di formazione e strumenti informativi (Intervento A.1) e per le spese di promozione/comunicazione (Intervento F).
- Fino al 90% per l’assistenza tecnica fornita direttamente dalle forme associate (Intervento A.2).
- Del 60% per gli investimenti aziendali strutturali (Intervento B) effettuati dai singoli apicoltori.
- Del 75% per i medesimi investimenti aziendali se effettuati in forma collettiva dalle Forme Associate.
- Del 50% come eccezione specifica per l’acquisto dell’alimentazione di soccorso.
Norme di salvaguardia e demarcazione
Per evitare il fenomeno della sovra-compensazione (doppio pagamento), le medesime spese non possono beneficiare di altre misure comunitarie o nazionali. È stata definita una netta demarcazione con le misure dello Sviluppo Rurale (Intervento ACA 18 – impegni per l’apicoltura): la pratica del nomadismo finanziata da questo bando non può avvenire nelle medesime aree vincolate dall’ACA 18. Una analoga separazione vige rispetto alle tutele dell’Ecoschema 5 della PAC (misure per gli impollinatori).
Procedure e scadenze
La presentazione delle istanze deve avvenire esclusivamente per via telematica tramite l’applicativo informativo regionale SIAG. La scadenza è fissata per venerdì 16 ottobre 2026 ore 13:00. Invito gli interessati a rivolgersi allo scrivente per tempo per preparare al meglio tutta la documentazione.
(M. Pezzoli)
