Piacenza, 16 settembre – Si è svolta giovedì 10 settembre 2026, presso la Sala Contrattazione di Piacenza della Camera di Commercio dell’Emilia, la commissione di rilevazione dei prezzi delle uve bianche, momento tecnico periodico attraverso cui rappresentanti di venditori, commercianti, acquirenti ed esperti fotografano l’andamento del mercato per ciascuna vallata della provincia.
A rappresentare Confagricoltura Piacenza nella commissione è stato il produttore Davide Valla. Il listino ufficiale conferma un mercato con richiesta e scambi in tutte le valli, seppur con dinamiche differenziate: in Val Tidone l’Ortrugo DOC ha spuntato prezzi tra 45,00 e 65,00 euro al quintale, in aumento sia sul minimo (+12,50%) sia sul massimo (+8,33%) rispetto alla rilevazione precedente. In Val Nure la stessa varietà si è attestata tra 45,00 e 55,00 euro, con il minimo in crescita del 7,14% e il massimo in flessione dell’8,33%; andamento analogo in Val d’Arda e Val Chero, tra 40,00 e 55,00 euro. In Val Trebbia il range è stato di 45,00-55,00 euro, con entrambi gli estremi in calo rispetto al listino precedente.
«È una buona vendemmia e le quotazioni delle uve bianche lo confermano — commenta Davide Valla —. Siamo soddisfatti dell’annata, anche se al momento abbiamo a disposizione solo i dati sulle uve bianche e per un quadro completo bisognerà attendere anche l’esito sulle uve rosse.»
Le buone quotazioni si inseriscono in un’annata segnata dalla precocità: la vendemmia 2026 nei Colli Piacentini si è aperta con un netto anticipo rispetto alla media stagionale, complice un’estate segnata da temperature elevate e da una carenza idrica che si è protratta dalla seconda metà di maggio sino a inizio settembre. Le uve bianche sono già state interamente raccolte, con quantitativi leggermente superiori rispetto allo scorso anno, tra il 5 e il 10% in più, pur con una resa in mosto più contenuta dovuta alla minore dimensione degli acini. A giocare un ruolo decisivo sulla qualità è stata l’escursione termica tra giorno e notte, che ha mantenuto buoni livelli di acidità nelle uve nonostante le ondate di calore, con un’uva sanitariamente molto sana, salvo alcune scottature solari localizzate.
Sul fronte dei vitigni rossi, il 24 settembre si terrà la rilevazione dei prezzi. La barbera risulta quasi interamente raccolta, la croatina e il cabernet sono in fase di raccolta. «Sui rossi è ancora presto per un giudizio definitivo sui tannini — precisa il vicepresidente di Confagricoltura Piacenza e presidente della Sezione vitivinicola Stefano Pizzamiglio —: nelle annate siccitose il rischio è che risultino più secchi e meno morbidi, ma la barbera ne ha naturalmente pochi e non desta preoccupazioni; per gli altri vitigni sarà necessario valutare nelle prossime settimane.» «Al momento la qualità è molto buona, sia sui bianchi sia sui rossi — conclude Pizzamiglio, che con il fratello Ferruccio conduce l’azienda vitivinicola La Tosa di Vigolzone —. Le premesse in vigna sono decisamente positive e questo ci restituisce fiducia dopo un’estate complicata sul fronte idrico.»
«L’elemento su cui c’è convergenza tra gli attori della filiera — rilevano all’unisono i due vitivinicoltori — è la preoccupazione per l’aumento dei costi di produzione, quali energia e vetro, che necessariamente si rifletterà sui prezzi in bottiglia della prossima annata. Un tema che pesa in un momento in cui il mercato del vino è già fermo: si beve meno, anche se si beve meglio. La qualità di questa vendemmia va nella giusta direzione. È dunque necessario lavorare uniti sulla valorizzazione dei nostri vini: una ricetta semplice, ma difficile realizzazione.»
