Piacenza, 07 settembre 2026 – La vendemmia 2026 nei Colli Piacentini si è aperta con un netto anticipo rispetto alla media stagionale e sta procedendo a un ritmo sostenuto. Le prime uve destinate al metodo classico sono state raccolte già nei primissimi giorni di agosto e la vendemmia vera e propria è partita il 10 agosto, complice un’estate segnata da temperature elevate e da una carenza idrica che si protrae dalla seconda metà di maggio, da allora infatti le precipitazioni significative sono state solo due.
A fare il punto sull’andamento della campagna è Confagricoltura Piacenza per voce del vicepresidente dell’associazione Stefano Pizzamiglio che, anche in quanto presidente della Sezione vitivinicola, è in costante dialogo con gli altri viticoltori associati nelle diverse vallate del territorio, dalla Val Tidone alla Val d’Arda.
«La caratteristica di questa vendemmia è senza dubbio la precocità, la più marcata degli ultimi anni — sottolinea Pizzamiglio —. Abbiamo iniziato a raccogliere con giorni, in alcuni casi settimane, di anticipo rispetto alla norma e la campagna si sta chiudendo altrettanto rapidamente, con le uve bianche già concluse e la gran parte delle uve rosse ormai raccolte o in via di raccolta.»
Sul fronte delle uve bianche i quantitativi risultano leggermente superiori rispetto allo scorso anno, tra il 5 e il 10% in più. «La scarsità d’acqua ha inciso soprattutto sulla dimensione degli acini — spiega Pizzamiglio —, che sono più piccoli e il peso complessivo dei grappoli che è più contenuto, dunque con una resa in mosto più bassa, a fronte però di una quantità di uva leggermente superiore rispetto alla scorsa annata.»
A giocare un ruolo decisivo è stata l’escursione termica tra giorno e notte. Nonostante le ondate di calore con punte estreme di 34-36 gradi, l’escursione ha permesso alle temperature di scendere fino a 20-21 gradi durante la notte, mantenendo buoni livelli di acidità nelle uve e favorendo gradi zuccherini equilibrati, senza eccessi grazie anche alla scelta dei viticoltori di anticipare la raccolta. A restare contenuta è in particolare l’acidità malica, la componente che dà freschezza al vino, mentre la struttura acida complessiva si mantiene su livelli buoni. Dal punto di vista sanitario l’uva si presenta molto sana e l’unica criticità registrata riguarda alcune scottature solari. Le sofferenze sulle viti, per le alte temperature, hanno interessato in particolare le piante più giovani, dotate di un apparato radicale più superficiale, mentre le piante più vecchie hanno retto sorprendentemente bene, con una differenza netta tra i due gruppi.
«Sui rossi è ancora presto per un giudizio definitivo sui tannini — precisa Pizzamiglio —. Nelle annate siccitose il rischio è che risultino più secchi e meno morbidi, ma la barbera ne ha naturalmente pochi e non desta preoccupazioni; per gli altri vitigni sarà necessario valutare nelle prossime settimane, anche se le uve viste finora non mostrano particolari criticità.»
«Al momento la qualità è molto buona, sia sui bianchi sia sui rossi — conclude Pizzamiglio —. È ancora presto per un giudizio definitivo sulle uve rosse ancora in raccolta, ma le premesse in vigna sono decisamente positive e questo ci restituisce fiducia dopo un’estate complicata sul fronte idrico.»
Sul fronte dei vitigni rossi la barbera risulta quasi interamente raccolta, la croatina è in avvio di raccolta e il cabernet sarà avviato nei prossimi giorni. La conclusione della vendemmia è attesa tra la metà e la seconda metà di settembre, con tempistiche diverse a seconda della tipologia di prodotto. «Le aziende orientate ai vini fermi tendono a raccogliere più tardi, per garantire una maggiore struttura, rispetto a quelle indirizzate ai vini frizzanti — spiega Pizzamiglio, che con il fratello Ferruccio e la famiglia conduce l’azienda vitivinicola La Tosa di Vigolzone —. Noi, che siamo orientati alla produzione di vini fermi, siamo solitamente tra gli ultimi a concludere la raccolta: quest’anno è prevista attorno al 18-20 settembre.»
