Prezzo del latte: intesa al MASAF, un passo avanti con margini ancora da migliorare

Piacenza, 25 giugno 2026 – Confagricoltura Piacenza prende atto dell’accordo sul prezzo del latte alla stalla raggiunto nella serata del 24 giugno al tavolo convocato presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida. L’intesa fissa le quotazioni per il semestre luglio-dicembre 2026 su una traiettoria crescente: 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 per settembre e ottobre, 50 per novembre e dicembre — invertendo l’andamento decrescente che aveva caratterizzato gli ultimi sei mesi. I prezzi si applicano ai quantitativi conferiti con riferimento ai volumi produttivi del 2025; le produzioni eccedenti saranno oggetto di trattativa diretta tra produttore e azienda acquirente. L’accordo prevede inoltre un sistema di verifica dei dati produttivi affidato a soggetti terzi, a garanzia della trasparenza del mercato.

«L’accordo rappresenta un’inversione di rotta rispetto agli ultimi mesi e va nella direzione di restituire un orizzonte di riferimento al comparto — osserva il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra —. Registriamo positivamente lo sforzo condotto al tavolo. Allo stesso tempo, l’esperienza ci insegna che le intese ministeriali fissano una direzione programmatica: poi sono le leggi di mercato, nella quotidianità delle aziende, a determinare i risultati concreti. I risultati del tavolo, per forza di cose, in quanto esito di una mediazione istituzionale non soddisfano pienamente, al contempo è dovere di Confagricoltura parteciparvi con la consapevolezza che il risultato è una sintesi di compromesso e come tale non può rendere giustizia ad un settore complesso, con differenze territoriali anche molto marcate».

Un elemento di criticità riguarda il rapporto tra le quotazioni concordate e i costi di produzione effettivi. Questi ultimi si attestano oggi stabilmente oltre i prezzi fissati dall’accordo per i primi quattro mesi del semestre. È un dato che gli imprenditori zootecnici conoscono bene. Va considerato inoltre il contesto stagionale: il periodo estivo, con la fisiologica contrazione delle produzioni legata alle alte temperature, è tradizionalmente quello in cui le condizioni di mercato sono più favorevoli ai produttori. Una variabile che, nelle valutazioni degli operatori del settore, avrebbe potuto contribuire a definire quotazioni di partenza più vicine ai costi reali. Su questo fronte si esprime con franchezza Gabriele Dieci, presidente della sezione di prodotto Lattiero-casearia di Confagricoltura Piacenza e di Confagricoltura Emilia-Romagna. «L’accordo porta un elemento di certezza al settore per i prossimi sei mesi e questo ha un valore. Resto però perplesso sulle quotazioni definite per la prima parte del semestre: se i costi di produzione superano i 50 centesimi e vendiamo a 48 e 49, la stabilità per gli allevatori è parziale. In questo periodo dell’anno, con le produzioni in calo per il caldo e la domanda che regge, auspicavo si potesse aspirare a condizioni migliori, evidentemente non si è potuto ottenere di meglio. È una valutazione che dobbiamo ai nostri associati, nella massima trasparenza.»

Confagricoltura Piacenza continuerà a seguire l’evoluzione delle quotazioni nelle prossime settimane, mantenendo il presidio degli interessi degli imprenditori zootecnici provinciali in raccordo con il livello regionale e nazionale dell’Associazione. Il futuro della zootecnia da latte resta una priorità dell’agenda dell’Associazione. «Le aziende piacentine che operano in questo comparto sono realtà strutturate, con investimenti importanti e una proiezione di lungo periodo — conclude Gorra — meritano strumenti certi e duraturi. Continueremo a portare la loro voce nelle sedi opportune, con la stessa chiarezza che dobbiamo loro ogni giorno».