Piacenza, 12 novembre 2025 – È grave la preoccupazione del comparto agricolo rispetto a quanto previsto dall’articolo 26 del Disegno di Legge di Bilancio 2026, che introduce, a partire dal 1° luglio 2026, la cessazione della possibilità di utilizzare i crediti d’imposta derivanti da agevolazioni (Transizione 4.0, 5.0, ecc.) per compensare in F24 i contributi previdenziali e assistenziali, inclusi i premi INAIL. Il provvedimento impatterebbe pesantemente su bilanci e programmazione delle aziende colpendo proprio quelle più orientate all’innovazione e agli investimenti, tant’è che Confagricoltura sta esercitando un pressing a tutti i livelli per ottenere il dietrofront della politica. Anche a livello locale, nei giorni scorsi, Confagricoltura Piacenza e Cia Piacenza hanno inviato una lettera congiunta agli esponenti piacentini del Parlamento.
“Si tratterebbe di un cambio delle regole in corsa che mina la certezza del diritto e la fiducia delle imprese nello Stato – sottolinea il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra –. Le aziende agricole hanno effettuato importanti investimenti confidando legittimamente di poter recuperare parte dei costi sostenuti attraverso lo strumento dei crediti d’imposta. Impedire oggi la compensazione con i contributi previdenziali significherebbe compromettere la sostenibilità economica di investimenti già realizzati”.
La norma, introdotta in modo del tutto inaspettato e non presente nelle prime bozze del testo, avrebbe effetto di fatto retroattivo, incidendo anche sui crediti già maturati. Dal 1° luglio 2026, quindi, resterebbero compensabili solo i debiti fiscali derivanti da imposte, mentre sarebbe vietata la compensazione con oneri previdenziali, una modalità oggi utilizzata in modo prevalente dalle imprese agricole.
“Per molte aziende agricole – prosegue la nota di Confagricoltura Piacenza – la compensazione con i contributi previdenziali rappresenta la principale, se non unica, via per valorizzare il credito d’imposta. Vietarla significherebbe vanificare la finalità stessa delle misure agevolative e frenare la modernizzazione di un settore che ha già investito in efficienza, sicurezza, e innovazione”.
Confagricoltura chiede lo stralcio del blocco alle compensazioni in F24 previsto nel testo della Legge di Bilancio e la garanzia della piena validità dei crediti già maturati.
La preoccupazione si inserisce in un contesto già complesso per le imprese agricole. Proprio in questi giorni, infatti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato l’esaurimento dei fondi per il credito d’imposta Transizione 5.0, inizialmente previsto con una dotazione di 6,3 miliardi di euro poi ridotta a 2,5. Le prenotazioni hanno raggiunto i 3 miliardi, mentre per la misura Industria 4.0 restano disponibili soltanto 200 milioni dei 2,2 miliardi stanziati.
“Il rapido esaurimento delle risorse e la prospettiva di nuovi vincoli sull’utilizzo dei crediti – aggiunge Gorra – rischiano di lasciare molte imprese in difficoltà, vanificando la fiducia di chi ha creduto negli strumenti di sostegno all’innovazione promossi dallo Stato. Il settore agricolo non può permettersi ulteriori incertezze: servono regole stabili e strumenti efficaci per favorire la competitività delle imprese”.
Confagricoltura Piacenza pertanto rinnova, con fiducia, l’appello ai rappresentanti politici del territorio affinché la questione venga affrontata con la massima urgenza, a tutela di un comparto che rappresenta un pilastro dell’economia piacentina e nazionale.
