Piacenza, 22 aprile 2026 – Si è svolto venerdì 17 aprile, al Savoia Regency Hotel di Bologna, il convegno “Quale futuro per la frutticoltura?”, promosso da Confagricoltura Emilia-Romagna, che ha riunito rappresentanti della filiera, imprese agricole e istituzioni per un confronto sulle criticità del comparto e sulle prospettive operative.
All’incontro ha partecipato anche una delegazione di Confagricoltura Piacenza, guidata dal presidente Umberto Gorra e dal direttore Raffaello Rossi.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Marcello Bonvicini, che ha portato il punto di vista delle imprese agricole. “La frutticoltura è un comparto identitario per il nostro territorio, ma oggi vive una fase di grande difficoltà – ha evidenziato Bonvicini –. Serve una strategia chiara e condivisa che rimetta al centro la sostenibilità economica delle imprese e la capacità di competere sui mercati”.
Alla tavola rotonda hanno partecipato Danilo Tamisari, presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Frutticoltura di Confagricoltura, Michele Ponso, presidente della Sezione Economica Regionale colture arboree, Roldano Calzolari per il mercato, Adriano Aldrovandi, presidente di UnaPera, e Aristide Castellari, presidente di Agrintesa. Hanno portato il loro contributo anche i parlamentari Davide Bergamini e Stefano Vaccari, a testimonianza della necessità di affrontare il tema della frutticoltura sul piano delle scelte di politica agricola. Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi.
Nel corso dei lavori è emerso con chiarezza come l’agricoltura stia attraversando una fase complessa, caratterizzata da una sovrapposizione di fattori critici che coinvolgono trasversalmente i diversi comparti produttivi. In questo contesto, la frutticoltura evidenzia difficoltà particolarmente marcate, legate all’andamento dei mercati, alla pressione competitiva internazionale e agli effetti degli eventi meteorologici estremi.
Per quanto riguarda il comparto pericolo, è stata evidenziata la necessità di un riorientamento produttivo, anche attraverso l’introduzione di nuove varietà più rispondenti alle attuali esigenze di consumo, tra cui tipologie di pera più adatte a un consumo rapido e fuori casa.
Tra gli elementi di criticità segnalati figurano inoltre:
- la concorrenza dei prodotti esteri
- i danni causati da eventi climatici avversi, non adeguatamente compensati dagli attuali sistemi di indennizzo
- l’elevato fabbisogno di investimenti iniziali, che rappresenta un ostacolo all’ingresso, in particolare per i giovani imprenditori
Il confronto ha evidenziato la necessità di rafforzare gli strumenti a disposizione delle imprese agricole, con particolare riferimento all’innovazione tecnologica, alle misure di sostegno economico, ai processi di aggregazione e organizzazione del settore e alle iniziative di valorizzazione del prodotto nazionale.
“Il comparto frutticolo si trova oggi ad affrontare una fase di forte criticità all’interno di un contesto generale che sta coinvolgendo l’intero sistema agricolo – ha dichiarato il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra –. È necessario intervenire con strumenti adeguati, a partire dai principi difesa. Non è un problema solo del comparto frutticolo il doversi confrontare con prodotti importati che utilizzano principi attivi da noi vietati senza peraltro prevedere adeguate alternative. Servono inoltre misure che consentano alle imprese di sostenere gli investimenti, affrontare la concorrenza e rispondere alle nuove dinamiche del mercato. In particolare, nell’incontro è stato evidenziato che occorrerebbe accompagnare i processi di riorganizzazione del comparto, favorire l’aggregazione e valorizzare una produzione nazionale che mantiene elevati standard qualitativi”.
L’incontro ha confermato la necessità di un impegno coordinato tra imprese, organizzazioni di rappresentanza e istituzioni per definire interventi concreti a sostegno di un comparto strategico per l’agricoltura regionale.
