Confagricoltura Piacenza a Roma per l’Assemblea nazionale

Piacenza, 20 luglio 2026 – Si è tenuta nei giorni scorsi a Palazzo della Valle, a Roma, l’Assemblea nazionale di Confagricoltura, che ha visto la partecipazione del presidente di Confagricoltura Piacenza Umberto Gorra e del direttore Raffaello Rossi. Due le tappe dell’appuntamento: la parte pubblica, mercoledì 15 luglio sera, dedicata al confronto tra il presidente confederale Massimiliano Giansanti e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida sotto il titolo “Agricoltura italiana: identità, competitività e futuro” e la sessione riservata di giovedì 16, nella quale è stato approvato il bilancio e sono stato condivisi alcuni documenti strategici.

Reciprocità degli standard, non protezionismo

Nel dialogo di mercoledì, Giansanti ha rivendicato il lavoro fatto in questi anni per alleggerire il peso burocratico del Green Deal, trasformandone alcuni elementi «da zavorra a vantaggio competitivo». Sull’accordo Mercosur la posizione di Confagricoltura non è mai stata di chiusura pregiudiziale, ma di reciprocità: «Abbiamo detto sì al Mercosur solo ad una condizione: che i nostri colleghi brasiliani, argentini, uruguaiani e paraguaiani abbiano gli stessi standard. Se loro non applicano gli stessi standard, vanno prese le adeguate contromisure». Un principio legato a un caso concreto, il blocco di un carico di carni al porto per la presenza di antibiotici vietati in Europa: «Non si può fare una gara nei momenti in cui qualcuno utilizza prodotti che sono vietati in Europa. Mettiamo le stesse condizioni e poi vediamo chi vince».

PAC: recuperati i 9 miliardi tagliati

Giansanti ha rivendicato un risultato diretto della mobilitazione del mondo agricolo: il recupero integrale dei fondi PAC che la proposta di luglio scorso aveva tagliato del 24%, per un valore di 9 miliardi di euro per l’Italia. Lollobrigida ha inquadrato la battaglia sulla PAC in una cornice più ampia, richiamando l’anniversario dei Trattati di Roma del prossimo 25 marzo, nati proprio sull’agricoltura come garanzia di sicurezza alimentare nel dopoguerra e di presidio del territorio.

Energia e rinnovabili come leva di competitività

Un asse condiviso tra presidente e ministro è quello dell’energia. Giansanti ha rivendicato le battaglie di Confagricoltura per un modello di produzione energetica — biogas, biometano, fotovoltaico sui tetti e sulle strutture aziendali, geotermico per le serre — pensato non come rendita speculativa ma come riduzione strutturale dei costi di produzione: «Quel risparmio mi rende più competitivo in un mercato che ormai è globale». Lollobrigida ha fornito i numeri del sostegno pubblico: 3 miliardi di euro investiti su oltre 4.000 aziende agricole, con una riduzione media dei costi energetici del 30% certificata dal GSE e un beneficio complessivo stimato in 11 miliardi per il settore. Il ministro ha rivendicato la scelta di destinare gli incentivi a stalle, strutture di trasformazione e serre — non ai campi coltivabili — e di aver portato il finanziamento all’80% eliminando il meccanismo dell’autoconsumo, giudicato inadeguato per le aziende agricole.

Tecnologie di evoluzione assistita e agrofarmaci

Sulle nuove tecniche genomiche, già oggetto del Regolamento europeo salutato positivamente da Confagricoltura lo scorso giugno, Lollobrigida ha ribadito la distinzione netta tra TEA e OGM, richiamando la tradizione italiana della genetica vegetale legata a Nazareno Strampelli e al grano Senatore Cappelli e ha posto una condizione precisa sulla riduzione degli agrofarmaci: «Chi li vuole usare?! Metteteci in condizione di non utilizzarli, non di toglierceli facendo un danno alle nostre produzioni». Una posizione in linea con la richiesta di Confagricoltura di alternative economicamente sostenibili prima di ogni restrizione.

Coltiva Italia, logistica e acqua

Il ministro ha anticipato i contenuti del decreto “Coltiva Italia”, in approvazione alla Camera il 23 luglio: un miliardo di euro aggiuntivo dal 2027, destinato alla filiera vacca-vitello, all’olivicoltura, al fondo di sovranità alimentare (300 milioni), al ricambio generazionale (150 milioni) e al rinnovo dei macchinari agricoli (830 milioni più 430 per la sicurezza), con oltre 6.000 aziende già beneficiarie. Lollobrigida ha inoltre rivendicato 1,3 miliardi investiti sulla logistica e il completamento dei fondi PNRR sulle infrastrutture idriche, oltre al mantenimento del miliardo di sostegno al gasolio agricolo, respingendo l’ipotesi di una transizione prematura verso mezzi elettrici.

Manodopera: qualificazione contro il caporalato

Sul lavoro agricolo, Giansanti ha indicato la qualificazione della manodopera come priorità, insieme al contrasto netto a ogni forma di caporalato: «Dobbiamo lavorare con un modello che possa qualificare il lavoro in agricoltura e i nostri lavoratori». Lollobrigida ha convenuto sulla necessità di uno sforzo collettivo con le parti sociali, puntando su immigrazione regolare e contrasto a quella irregolare.

Mercati esteri: 73 miliardi di export

Giansanti ha ribadito la strategia della qualità citando la crescita dell’export di alcuni prodotti d’eccellenza negli Stati Uniti nonostante i dazi e annunciando nuove missioni verso India, Golfo arabico e Africa anglofona a rafforzamento dei mercati storici — Unione Europea e Stati Uniti — che restano prioritari. Il settore ha raggiunto quota 73 miliardi di euro di export.

Il documento in consegna al ministro

Nel corso del confronto pubblico, Giansanti ha annunciato che sarà consegnato a Lollobrigida, una volta validato, il documento con le proposte elaborate da giunta, comitato direttivo e federazioni di prodotto sulle strategie del settore e le azioni individuate per alcune filiere grano duro, cereali, mais, suinicolo, olio, riso e lattiero-caseario. Alla redazione hanno contribuito anche il presidente e il direttore di Confagricoltura Piacenza che avevano partecipato ai tavoli di lavoro di avvio portando al confronto nazionale le priorità del territorio piacentino.

Il commento di Umberto Gorra

Il presidente di Confagricoltura Piacenza Umberto Gorra ha commentato positivamente gli esiti dell’Assemblea nazionale: «Le rinnovabili restano un asset strategico, ma dentro a una visione in cui la produzione agricola è e deve rimanere la priorità e il primo obiettivo, sia a livello aziendale che politico-istituzionale. Per questo esprimiamo condivisione delle linee d’azione emerse a Roma, che pongono la competitività al centro: una competitività da preservare con la reciprocità sui mercati internazionali da un lato e con l’innovazione tecnologica dall’altro. Una chiosa infine sulla ripartenza della 4.0: auspichiamo che riparta con regole semplici e chiare, con certezze per le aziende. Se sarà così, sarà una leva importante per lo sviluppo delle nostre aziende: un meccanismo che negli anni ha già dimostrato di funzionare».