Aiuti al comparto agricolo: tempi e vincoli ne limitano l’efficacia

Piacenza, 29 settembre –  Il quadro delle misure messe in campo negli ultimi mesi a diversi livelli — anche grazie all’azione di rappresentanza di Confagricoltura — ha offerto alle imprese agricole alcuni strumenti per fronteggiare i l’incremento dei costi di produzione e l’instabilità dei mercati legati alla congiuntura geopolitica, in un contesto che le imprese agricole vivono di fatto come una condizione di policrisi, in cui più fattori – climatici, energetici, geopolitici e normativi — si sovrappongono e si rafforzano a vicenda. Confagricoltura Piacenza ha espresso apprezzamento per misure quali gli anticipi Pac e gli sgravi sul costo del gasolio per far fronte alla siccità, ma segnala con altrettanta chiarezza che alcuni sostegni rischiano, nei fatti, di essere parzialmente o totalmente inutilizzabili per le tempistiche con cui vengono resi operativi.

“Se si analizzano i passaggi tecnici di due casi esemplari: la Transizione 5.0 e il credito per il gasolio, risulta evidente che non c’è l’intenzione reale di erogare aiuti alle imprese” – rileva fermamente il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra.

Sorvolando sui contorti tecnicismi, una parte delle imprese che hanno presentato domanda per i benefici previsti dalla Transizione 5.0, le cosiddette imprese “esodate”, hanno una finestra per utilizzare il credito stretta e vincolata: esclusivamente in un’unica soluzione a partire da 5 giorni dalla comunicazione del credito utilizzabile e perentoriamente da esaurire entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di traslarlo sugli esercizi successivi. “Le aziende si trovano a poter assorbire in compensazione il credito per investimenti già realizzati solo in pochi mesi, con una parte del beneficio maturato di fatto non utilizzabile — precisa Gorra -. Un caso con infelici analogie è costituito dal credito d’imposta sul gasolio agricolo”.

Il credito è riconosciuto, teoricamente, fino al 20% della spesa sostenuta per il gasolio agricolo acquistato nel trimestre marzo-maggio 2026 al netto dell’IVA e con un tetto di 50.000 euro per impresa. Le domande devono essere presentate entro il 30 settembre e il credito sarà di fatto disponibile a novembre per essere fruito entro il 31 dicembre 2026.

“Il termine di fruibilità contribuirà a far stanziare minori risorse Se lo scopo è fornire un aiuto alle imprese, il limite temporale non è coerente. Queste misure tanto sbandierate – sottolinea il presidente di Confagricoltura Piacenza – hanno, tra gli altri, il problema sostanziale di essere solo di parziale applicazione, talvolta con delle tempistiche che, se volute, possono persino suonare come una furberia”. Quanto al credito sul gasolio, si aggiunga che, se le domande complessive supereranno il plafond disponibile, cosa molto probabile, l’aliquota del 20% sarà ridotta proporzionalmente tra tutti i potenziali beneficiari.

“Il quadro complessivo – conclude Gorra – restituisce l’immagine di una ‘coperta corta’: risorse e strumenti importanti sul piano dei principi, ma la cui portata viene ridimensionata, più o meno arbitrariamente. Esprimiamo un invito al mondo della politica affinché quantomeno gli strumenti annunciati siano resi pienamente utilizzabili ad esempio posticipando i termini della compensazione. Non da ultimo, le aziende stanno fronteggiano minori entrate e maggiori costi, basti pensare al costo triplicato del gasolio nell’arco di tre campagne e a quello dei fertilizzanti: è fisiologico che abbiano problemi concreti di finanza – conclude Gorra -. Chiediamo un quadro temporaneo di aiuti per gestire le difficoltà finanziarie, senza il quale rischiamo davvero che alcune aziende non sopravvivano alla congiuntura.”