Dissocupazione agricola: le domande entro il 31 marzo

Entro il 31 di marzo 2026 vanno presentate le domande di disoccupazione agricola.

“La domanda di indennità di disoccupazione agricola – spiega Chiara Emanuelli, responsabile del patronato Enapa di Confagricoltura Parma – deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la disoccupazione”.

L’indennità spetta ai lavoratori agricoli che:

  • siano iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti per l’anno cui si riferisce la domanda o che abbiano un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato solo per una parte dell’anno di competenza della prestazione dando luogo, così, a eventuali periodi di mancata occupazione al di fuori del contratto di lavoro;
  • abbiano almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l’iscrizione negli elenchi agricoli, ovvero lavoro agricolo con qualifica OTI per almeno due anni civili antecedenti la domanda o, in alternativa, con l’iscrizione negli elenchi, ovvero lavoro agricolo con qualifica OTI, per l’anno di competenza della prestazione e l’accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione);
  • abbiano almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente (tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento)”.

Possono essere utilizzati, per raggiungere i 102 contributi giornalieri, anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e di congedo parentale, compresi nel biennio utile.

“L’indennità – ricorda Emanuelli – spetta nella misura del 40% della retribuzione di riferimento ed è corrisposta per il numero di giornate di iscrizione negli elenchi nominativi, e comunque per un numero massimo di giornate pari a 182 all’anno. Sono valutati anche i periodi di lavoro dipendente svolti in altri settori, purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio cui si riferisce la domanda. Per le persone disoccupate che non hanno i requisiti per la disoccupazione agricola è possibile rivolgersi al patronato per verificare se si ha diritto all’indennità mensile di disoccupazione NASpI”.

Patronato Enapa Parma:
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