Firmato il nuovo accordo per la filiera del pioppo

Un nuovo accordo a sostegno della filiera del pioppo è stato firmato nei giorni scorsi fra Confagricoltura, Api (Associazione pioppicoltori italiani) e le regioni Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia.

Quello del pioppo è un settore molto importante per l’Emilia Romagna, basta pensare che la nostra, con i suoi circa 4.700 ettari, è la terza regione italiana per estensione coltivata con questa pianta, impegnando gli addetti del settore agricolo per oltre 30mila giornate annue. A livello nazionale, l’Emilia Romagna è inoltre la seconda regione per volume di produzione di pioppo lavorato, destinato prevalentemente a uso industriale (pannelli, mobili, imballaggi). Numeri elevati che rendono bene l’idea dell’impatto economico del settore, soprattutto se si considera che a firmare l’accordo sono state le cinque Regioni sui cui terreni si trova la maggior parte dei 60mila ettari nazionali coltivati a pioppo.

Senza dimenticare che la filiera legno-arredo, con le sue 81mila imprese, impiega l’8% dei dipendenti del settore manifatturiero, per un fatturato di 35 miliardi di euro, di cui 13,5 derivanti dalla sola esportazione di prodotti per l’arredamento. “Recepiamo con soddisfazione la firma della nuova intesa – ha commentato Romeo Azzali, presidente della sezione Emilia Romagna dell’Api (Associazione pioppicoltori italiani) –, da cui però occorre partire per definire con chiarezza i vari aspetti che riguardano il settore. Quello di cui hanno bisogno le aziende agricole è infatti la certezza delle regole con investimenti di lun- go periodo, solo così si potrà dare continuità alla pioppicoltura”.

“Ci tengo a ringraziare in modo particolare l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi per aver firmato l’accordo e avere sempre sostenuto la pioppicoltura già nel suo pre- cedente mandato – precisa Azzali –. Proprio per questo abbiamo invitato l’assessore a Parma, per un incontro dedicato a questo tema, da organizzare a inizio anno. La Val Padana è la zona più vocata d’Italia per la pioppicoltura e per sostenerla occorre, innanzitutto, una progettualità condivisa fra tutti gli enti coinvolti, lavorando insieme verso obiettivi comuni. Ad esempio occorre chiarire con precisione il nodo dei rinnovi delle concessioni di terreno demaniali in diverse aree golenali. Con la Regione Emilia Romagna si è operato proprio in questa direzione, ma adesso c’è bisogno di capire se si continuerà in questo modo anche quando terminerà il periodo di sospensione dovuto agli interventi del Pnrr”.

Fra gli obiettivi indicati nella nuova intesa troviamo: incentivare la nascita di filiere dedicate, aumentare la materia prima nazionale destinata all’industria interna del legno, della carta e dell’energia rinnovabile, promuovere le pra- tiche colturali sostenibili, intercettare sostegni economici dai fondi Ue, a partire da quelli per lo sviluppo rurale, e regolamentare l’attività pioppicola all’interno delle aree della Rete Natura 2000 e di altre aree protette, nel rispet- to di quanto previsto dal Regolamento sul ripristino della natura.

“Questo accordo è un punto importante che segue il percorso partito oltre dieci anni fa, finalizzato al rafforzamento della filiera del pioppo e all’aumento della materia prima nazionale destinata all’industria interna del legno, della carta e dell’energia rinnovabile” spiega il presidente nazionale dell’Associazione pioppicoltori e della sezione economica di pioppicoltura e arboricoltura di Confagricoltura Mantova, Fabio Boccalari, tra i firmatari dell’accordo. “Il passo avanti fatto, ora, con l’intesa siglata tra le 5 regioni è significativo perché coinvolge direttamente, per la prima volta, i due sistemi di certificazione degli standard forestali Pefc e Fsc – prosegue Boccalari –. Con la partecipazione del Cluster Italia foreste legno, che si propone come strumento attivo per concre- tizzare gli obiettivi dell’accordo”.

Il tema della sostenibilità torna anche nelle parole di Azzali: “Il nostro è un settore che è esempio di sostenibilità, con la piantumazione dei pioppi contribuiamo a ridurre la Co2 nell’atmosfera e questo fa aprire tutto il discorso riguardante i crediti di carbonio. Un altro aspetto da valutare è anche quello della dispo- nibilità di cloni sempre più resistenti ai cambiamenti climatici, che permetterebbero di ottimizzare anche l’uso della risorsa idrica”.