Credito d’imposta Industria 4.0 per agricoltura, pesca e acquacoltura

E’ in arrivo il decreto attuativo per il credito d’imposta “Industria 4.0” destinato alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura.

Si tratta di una notizia particolarmente attesa dagli operatori del settore primario che, nonostante la misura sia formalmente in vigore dal 1° gennaio 2026, non hanno ancora potuto accedere all’agevolazione per l’assenza delle disposizioni operative necessarie.

Saranno agevolabili gli investimenti in beni materiali e immateriali nuovi riconducibili agli Allegati IV e V della Legge n. 199/2025, che riprendono e aggiornano i tradizionali beni “Industria 4.0” già previsti dagli Allegati A e B della Legge n. 232/2016.

Tra i beni potenzialmente interessati rientrano:

  • macchine agricole con sistemi di interconnessione;
  • attrezzature digitali e dispositivi IoT;
  • sistemi di guida automatica e agricoltura di precisione;
  • software gestionali e piattaforme di monitoraggio;
  • sistemi avanzati per la raccolta e l’elaborazione dei dati aziendali.

La misura prevede un credito d’imposta pari al 40% del costo sostenuto, calcolato su investimenti fino a 1 milione di euro.

Il beneficio riguarda gli investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 28 settembre 2028.

Per gli acquisti effettuati tramite leasing finanziario, il valore dell’investimento agevolabile sarà determinato assumendo il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto del bene.

Il Ministero ha individuato nel Gestore dei Servizi Energetici (GSE) il soggetto responsabile della gestione operativa della misura.

Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione attraverso modello F24 a partire dall’anno successivo a quello di effettuazione dell’investimento.

La normativa prevede specifici adempimenti documentali. In particolare, le imprese dovranno:

  • conservare tutta la documentazione comprovante il sostenimento della spesa;
  • riportare nelle fatture e nei documenti di acquisto il riferimento all’art. 1, commi da 454 a 459, della Legge n. 199/2025;
  • ottenere la certificazione da parte di un revisore legale dei conti in merito all’effettivo sostenimento delle spese e alla corretta determinazione del credito.

Un ulteriore elemento di interesse riguarda la volontà manifestata dal Ministero di valutare un futuro rifinanziamento dell’agevolazione.

(A. Filippetti)