Giornata mondiale dell’acqua: occorre una gestione coerente con le necessità del territorio

Piacenza, 20 marzo 2026 – In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, che si celebra il 22 marzo, Confagricoltura Piacenza torna a porre al centro del dibattito pubblico la questione idrica, risorsa sempre più strategica per la tenuta del sistema agricolo e produttivo del territorio.

I dati parlano chiaro: a livello globale, il 97% dell’acqua è salata e solo il 2,5% è dolce, di cui meno dell’1% effettivamente disponibile per gli usi umani. Nel bacino del Po il tema ha assunto carattere di urgenza: il 2022 ha segnato uno degli anni più siccitosi della storia recente, mentre si moltiplicano eventi piovosi sempre più intensi e concentrati, con effetti dirompenti sulla gestione delle risorse idriche locali.

«L’acqua è una risorsa strategica, destinata a incidere sempre di più sugli equilibri economici e produttivi» dichiara il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra. «In queste condizioni è necessario poter trattenere l’acqua quando è disponibile: senza strumenti di accumulo non è possibile garantire continuità alle imprese agricole.»

Infrastrutture idriche: il nodo irrisolto

Nel Piacentino, la gestione della risorsa idrica è resa particolarmente complessa dal carattere torrentizio dei corsi d’acqua locali, con portate discontinue e concentrate in brevi finestre temporali. Le imprese agricole hanno risposto con l’adozione di tecnologie avanzate e soluzioni per l’ottimizzazione dei consumi, ma il quadro strutturale resta critico per l’assenza di infrastrutture adeguate.

«Le aziende stanno investendo, ma senza infrastrutture adeguate il sistema resta esposto alla variabilità del meteo» sottolinea Gorra.

In questo contesto, Confagricoltura Piacenza ribadisce con forza la necessità di potenziare, mantenere le grandi infrastrutture e ove necessario realizzarne nuove. «Le dighe esercitano preziose funzioni di accumulo idrico, laminazione delle piene e utilizzo plurimo della risorsa. Sono infrastrutture che riteniamo indispensabili per dare stabilità al sistema agricolo locale e maggiore sicurezza complessiva alla comunità» afferma il presidente.

Tra le priorità indicate dall’organizzazione figura anche la revisione della convenzione che disciplina i rilasci dalla diga del Brugneto. «Gli accordi attuali vanno aggiornati per essere coerenti con le esigenze del territorio piacentino e con una gestione più efficace ed equa della risorsa», osserva Gorra.

Confagricoltura Piacenza evidenzia altresì il ruolo cruciale svolto dal Consorzio di bonifica nella gestione e manutenzione della rete irrigua. «Si tratta di un lavoro tecnico essenziale: senza una rete efficiente l’acqua non arriva alle imprese e senza acqua non si produce», rimarca il presidente.

Il differenziale produttivo tra superfici irrigue e non irrigue è significativo e, in funzione delle colture e delle annate, può risultare determinante per la sopravvivenza stessa delle aziende. Alcune produzioni strategiche per le filiere agroalimentari locali richiedono, per loro natura, l’irrigazione come condizione indispensabile.

Il nodo del deflusso ecologico

Criticità specifiche vengono segnalate in merito all’applicazione del deflusso minimo vitale, oggi denominato deflusso ecologico. «Si tratta di un parametro che, così come è attualmente applicato, non risulta compatibile con il regime torrentizio dei nostri corsi d’acqua. È necessario rivederne l’impostazione tenendo conto delle specificità idrogeologiche locali», conclude Gorra.

Confagricoltura Piacenza si dichiara disponibile a un confronto strutturato con istituzioni ed enti competenti, nell’ottica di una governance della risorsa idrica coerente con le caratteristiche del territorio, le esigenze del comparto agricolo e delle comunità locali.