Piacenza, 08 ottobre – Due misure del Complemento di programmazione per lo Sviluppo rurale 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna si rivolgono a chi lavora nel bosco e a chi intende investire in piantagioni legnose produttive. L’Azione SRD15.2 finanzia gli investimenti produttivi delle imprese forestali, con domande da presentare entro le ore 13 del 15 ottobre 2026; l’Azione SRD15.1 sostiene gli interventi selvicolturali e la realizzazione di impianti di arboricoltura da legno e pioppicoltura, con scadenza fissata al 30 novembre 2026.
A illustrarne opportunità e vincoli è Confagricoltura Piacenza per voce di Susanna Franzini, responsabile dei Servizi tecnici dell’associazione.
«Sono due misure diverse per destinatari e finalità, con un obiettivo comune: restituire valore economico al bosco e al legno — spiega Franzini —. Per il nostro territorio, dove l’Appennino conserva ampie superfici boscate e la pianura lungo il Po ospita pioppeti, si tratta di un’occasione concreta per le imprese che vogliono investire.»
Azione SRD15.2 – Investimenti produttivi forestali
Il bando, approvato con delibera di Giunta regionale n. 1127 del 6 luglio 2026, dispone di 640.000 euro ed è riservato alle micro, piccole e medie imprese regolarmente iscritte all’Albo regionale delle imprese forestali, con almeno una sede operativa o un’unità tecnica in Emilia-Romagna. L’iscrizione deve essere valida alla data della domanda e permanere fino all’erogazione del sostegno: eventuali sospensioni o cancellazioni comportano il rifiuto della domanda o il recupero integrale del contributo già erogato. Per accedere non è necessario essere proprietari, possessori o titolari di superfici forestali.
Sono finanziabili macchinari e attrezzature per la coltivazione in bosco, il taglio, l’esbosco e la prima trasformazione del legname, nuovi impianti di produzione di energia, macchine per i prodotti non legnosi e l’ammodernamento di immobili e infrastrutture destinati a deposito, stoccaggio, stagionatura e prima lavorazione. Il contributo è pari al 60% della spesa ammissibile, per progetti compresi tra 5.000 e 300.000 euro, con un anticipo richiedibile fino al 50% del contributo concesso e una cumulabilità con altri aiuti pubblici del 5% aggiuntivo, entro il tetto complessivo del 65%.
Nella graduatoria pesa la localizzazione: 15 punti vanno alle aree rurali con problemi di sviluppo e alle aree montane e interne (STAMI), tra cui rientrano l’Appennino piacentino-parmense e l’Alta Val Trebbia e Val Tidone; 7 punti ai Comuni con indice di boscosità superiore al 70% e 5 punti a quelli compresi tra il 50% e il 70%.
«Il criterio territoriale premia in modo significativo la montagna — sottolinea Franzini — va detto però che 640 mila euro per l’intera regione, con progetti fino a 300 mila euro, sono una dotazione contenuta. Nell’immediato, a chi è interessato raccomandiamo di contattare subito i nostri uffici, perché la scadenza del 15 ottobre è ormai vicina.»
Le domande vanno presentate tramite il Sistema informativo AGREA (SIAG) entro le ore 13 del 15 ottobre 2026.
Azione SRD15.1 – Interventi selvicolturali
In arrivo anche l’avviso 2026 per l’Azione SRD15.1, che sostiene gli investimenti selvicolturali volti a migliorare il valore economico dei popolamenti forestali e la qualità dei prodotti legnosi e non legnosi ritraibili dal bosco. La misura, con una dotazione complessiva di 836.825 euro, è rivolta ai proprietari o possessori privati di superfici forestali e alle loro associazioni e prevede tre tipologie di intervento: il miglioramento dei boschi esistenti mediante conversione dal ceduo all’alto fusto, la valorizzazione mediante tagli intercalari e diradamenti e la realizzazione di piantagioni legnose produttive di arboricoltura da legno o pioppicoltura, nelle quali sono utilizzabili anche i cloni di pioppo e di Paulownia riconosciuti idonei ai fini forestali.
Il sostegno è pari al 60% della spesa ammissibile. Non è previsto un importo minimo, ma una superficie minima di 2 ettari e una massima di 50 ettari, con un limite di 300.000 euro per progetto. Sono ammesse le spese per materiali, manodopera e servizi, l’acquisto di materiale di propagazione forestale certificato, la preparazione del suolo, la messa a dimora e la protezione, oltre alle spese generali e tecniche; per arboricoltura da legno e pioppicoltura sono coperti solo i costi di impianto. L’accesso è subordinato al raggiungimento di un punteggio minimo di 17 punti su 100, legato alle caratteristiche del richiedente, all’integrazione con altri progetti, alla localizzazione e alla tipologia di intervento.
Gli interventi vanno conclusi entro 12 mesi dalla concessione; sono consentite fino a due varianti e non sono previste proroghe. È possibile chiedere un anticipo del 50% del sostegno concesso, dietro fidejussione. Ogni richiedente può presentare una sola domanda, previa protocollazione del Piano colturale, e per le piantagioni legnose la destinazione d’uso delle superfici va mantenuta per 8 anni. Le domande si presentano tramite SIAG, dal primo giorno utile che AGREA comunicherà sul proprio sito, fino alle ore 13 del 30 novembre 2026.
Di seguito le schede di sintesi.
| AZIONE SRD15.2 – INVESTIMENTI PRODUTTIVI FORESTALI | |
| Atto di approvazione | Delibera di Giunta regionale n. 1127 del 6 luglio 2026 |
| Beneficiari | Micro, piccole e medie imprese (PMI) iscritte all’Albo regionale delle imprese forestali, con almeno una sede operativa e/o un’unità tecnica in Emilia-Romagna. I richiedenti possono anche non essere proprietari, possessori o titolari di superfici forestali |
| Vincoli di iscrizione all’Albo | L’iscrizione deve risultare valida alla data di presentazione della domanda e permanere fino all’erogazione del sostegno; sospensioni o cancellazioni comportano il rifiuto della domanda o il recupero integrale del contributo già erogato |
| Spese ammissibili | • macchinari e attrezzature per la coltivazione in bosco, il taglio e/o allestimento, concentramento, esbosco e mobilizzazione del legname, macchinari per il trattamento e la prima trasformazione
• nuovi impianti di produzione di energia e macchine e attrezzature per lavori in bosco relativi a prodotti non legnosi • ammodernamento di immobili e infrastrutture per raccolta, deposito, stoccaggio, mobilitazione, stagionatura e prima lavorazione dei prodotti legnosi e non legnosi • spese generali, nei limiti del paragrafo 1.11 delle Disposizioni comuni |
| Localizzazione | Gli investimenti su immobili e infrastrutture sono ammessi solo su superfici ricadenti in Emilia-Romagna |
| Dotazione finanziaria | € 640.000,00 |
| Spesa minima ammissibile | € 5.000,00 per progetto |
| Importo massimo | € 300.000,00 per progetto |
| Intensità dell’aiuto | 60% della spesa ammissibile |
| Anticipo | Fino al 50% del contributo concesso |
| Cumulabilità | +5% con altri aiuti pubblici, entro il tetto complessivo del 65% |
| Punteggio (criterio P02) | • aree rurali con problemi di sviluppo o aree montane e interne (STAMI): 15 punti; nel Piacentino rientrano l’Appennino piacentino-parmense e l’Alta Val Trebbia e Val Tidone
• Comuni con indice di boscosità superiore al 70%: 7 punti • Comuni con indice di boscosità tra il 50% e il 70%: 5 punti Punteggio minimo di ammissibilità: 20 punti |
| Presentazione delle domande | Bando approvato il 6 luglio 2026 e in corso; domande tramite il Sistema informativo AGREA (SIAG) entro le ore 13:00 del 15 ottobre 2026 |
| A chi rivolgersi | Servizi tecnici di Confagricoltura Piacenza, via Cristoforo Colombo 35, Piacenza, e uffici di zona dell’associazione |
| AZIONE SRD15.1 – INTERVENTI SELVICOLTURALI | |
| Stato dell’avviso | Avviso pubblico 2026 in fase di emanazione da parte della Regione Emilia-Romagna |
| Beneficiari | Proprietari o possessori privati e/o loro associazioni, titolari di superfici forestali |
| Piano di investimenti (PI) | • miglioramento di boschi esistenti mediante tagli di conversione (da ceduo ad alto fusto)
• miglioramento di boschi esistenti mediante tagli intercalari • realizzazione di piantagioni legnose produttive (arboricoltura da legno o pioppicoltura), anche con cloni di pioppo e di Paulownia riconosciuti idonei ai fini forestali |
| Tempi di realizzazione | 12 mesi dalla concessione del sostegno |
| Dotazione finanziaria | € 836.825,00 |
| Soglia minima | Superficie minima di 2 ettari (nessun importo minimo) |
| Soglia massima | Superficie massima di 50 ettari; importo massimo di € 300.000,00 per progetto |
| Intensità dell’aiuto | 60% della spesa ammissibile |
| Cumulabilità | 5% con altri aiuti pubblici, entro l’intensità massima del 65% |
| Punteggio | Minimo 17 punti per l’inserimento in graduatoria; massimo 100 |
| Spese ammissibili | • materiali, manodopera e servizi necessari alle operazioni selvicolturali
• acquisto di materiale di propagazione forestale arboreo e arbustivo certificato, trasporto, preparazione del suolo, messa a dimora e impianto, manodopera e protezione • spese generali e tecniche N.B. Per arboricoltura da legno e pioppicoltura sono coperti solo i costi di impianto |
| Vincoli | Una sola domanda per richiedente; Piano colturale da protocollare prima della domanda; per le piantagioni legnose, mantenimento della destinazione d’uso delle superfici per 8 anni |
| Varianti e proroghe | Consentite fino a 2 varianti; non sono previste proroghe |
| Anticipo | 50% del sostegno concesso, dietro fidejussione |
| Presentazione delle domande | Tramite SIAG, dal primo giorno utile comunicato da AGREA sul proprio sito, fino alle ore 13:00 del 30 novembre 2026 |
| A chi rivolgersi | Servizi tecnici di Confagricoltura Piacenza, via Cristoforo Colombo 35, Piacenza, e uffici di zona dell’associazione |
«Per pioppicoltura e arboricoltura da legno la misura copre i soli costi di impianto, ma un sostegno del 60% può pesare sulla scelta di destinare superfici a una coltura a ciclo lungo — conclude Franzini —. Sono però requisiti da verificare con attenzione: la superficie minima, il punteggio soglia, il Piano colturale da protocollare prima della domanda e il vincolo di destinazione per otto anni. Invitiamo i soci a rivolgersi per tempo ai Servizi tecnici e agli uffici di zona di Confagricoltura Piacenza: una valutazione preliminare permette di capire se il progetto raggiunge la soglia e di predisporre una domanda completa senza rincorrere la scadenza di fine novembre.»
