Piacenza, 27 maggio 2026 – Gli agricoltori italiani in questi mesi hanno dovuto far fronte ai rincari dovuti al blocco dello stretto di Hormuz. Questo blocco ha comportato un aumento rilevante del prezzo dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Nei giorni scorsi il Governo è intervenuto stanziando 100 milioni di euro per il loro acquisto riconoscendo un credito di imposta del 30% per i fertilizzanti, finanziato con 40 milioni di euro, per i mesi di marzo, aprile e maggio. La misura si aggiunge allo stop ai dazi sui fertilizzanti fortemente richiesta da Confagricoltura e decisa a Bruxelles.
In risposta all’aumento dei prezzi del gasolio agricolo viene inoltre finanziato il credito di imposta del 20%, già riconosciuto a marzo con 30 milioni, con ulteriori 60 milioni di euro ed estendendo il periodo anche aprile e maggio.
“Queste misure dovrebbero alleviare le difficoltà a cui le imprese agricole stanno facendo fronte – spiega la consulente fiscale di Confagricoltura Piacenza Michela Filippi –entrambi i benefici consistono in un credito d’imposta per la spesa sostenuta per l’acquisto comprovato mediante le relative fatture, al netto dell’imposta sul valore aggiunto (Iva). Tale credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2026, non concorre alla formazione del reddito e non determina effetti sull’IRAP, siamo tuttavia in attesa del decreto attuativo del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze che ne consente l’effettiva fruizione. Mancano altresì i codici tributo che saranno pubblicati dall’Agenzia delle Entrate”.
I crediti d’imposta introdotti hanno in comune un tetto massimo. Ciò significa che l’entità del credito potrà essere definita solo quando sarà verificato l’ammontare complessivo delle spese sostenute dalle aziende beneficiarie e confrontato con le risorse messe a disposizione. L’incremento dei fondi stanziati, certamente da valutare con favore – rileva Confagricoltura Piacenza – appare tuttavia insufficiente così come è parimenti troppo stretto il termine di utilizzo, attualmente previsto per fine anno. Si auspica che, qualora si rendesse necessario reperire ulteriori risorse per coprire i crediti d’imposta maturati, tali fondi possano essere individuati all’interno del Bilancio senza procedere
