Piacenza, 30 marzo 2026 – “Impresa, lavoro e presidio del territorio: le imprese agrituristiche sono anche tutto questo” Sono le parole con cui Raffaello Rossi, Direttore di Confagricoltura Piacenza, ha aperto il convegno Strategie per l’agriturismo del futuro, tenutosi mercoledì 25 marzo 2025 presso l’agriturismo Boschi Celati di Fossadello, nel piacentino. Un pomeriggio di confronto e formazione promosso da Agriturist Emilia-Romagna e Confagricoltura Piacenza, aperto a tutti gli operatori agrituristici, che ha visto una partecipazione numerosa e attenta.
Rossi ha tracciato con chiarezza lo spirito dell’incontro, sottolineando il legame profondo tra agriturismo e identità territoriale: “Sempre più persone, me compreso, prediligono l’agriturismo perché trovano un turismo lento, pacato, culturale, fatto di tradizioni. In agriturismo vedi veramente il territorio, ne assapori la cucina: è la nostra cultura, apprezzata e da promuovere sempre più perché permette un’esperienza immersiva e arricchente.”
Lorenzo Melioli, Presidente di Agriturist Emilia-Romagna ha fornito alcune anticipazioni sui contenuti della nuova legge regionale sull’agriturismo, al momento ancora in bozza, frutto di un lungo lavoro condotto insieme a Confagricoltura. “La nuova legge dell’agriturismo dell’Emilia-Romagna racchiuderà alcune nostre importanti osservazioni – ha sottolineato -. Come Confagricoltura abbiamo partecipato in modo molto propositivo ai tavoli e la Regione ha recepito importanti sollecitazioni su come affrontare le opportunità imprenditoriali di questo settore e vi assicuro che non è banale. La legge vigente risaliva a vent’anni fa, quando l’agriturismo era ancora associato all’immagine della fattoria tradizionale con pochi animali e camere limitate. Il mondo nel frattempo è cambiato radicalmente, e le norme non erano più al passo con le esigenze delle imprese”. Tra le novità più rilevanti della bozza ora in discussione, Melioli ha annunciato il passaggio dal numero massimo di camere al numero di posti letto. Altre novità significative riguarderanno il numero di pasti giornalieri consentiti. Dovrebbe inoltre essere introdotta una maggiore apertura verso l’edilizia libera: potranno essere inserite nelle aree aziendali strutture mobili e prefabbricate di pregio, ferma restando la sensibilità dei singoli Comuni.
Melioli ha concluso con un invito alla consapevolezza: “Noi abbiamo cose che gli altri cercano, ma non sappiamo di averle. Andavamo in bicicletta in campagna perché eravamo poveri ora invece ci si si mette sulla bicicletta e si percorrono le carraie perché è bellissimo. Dobbiamo essere consapevoli di quello che abbiamo e renderlo un valore aggiunto per la nostra azienda.”
Giovanna Montesissa, Coordinatrice di Agriturist Piacenza, ha guidato con vivacità e concretezza la parte centrale del convegno, spaziando dalla sostenibilità aziendale all’intelligenza artificiale, dalle convenzioni associative alle reti di fornitura locale. Il filo conduttore è stato costante: fare sistema, condividere competenze, non restare isolati.
Sul fronte della sostenibilità certificata, Montesissa ha presentato il lavoro di Valoritalia – ente di certificazione accreditato – con le sue referenti Linda Rocchi e Giulietta De Biasi, illustrando le opportunità offerte dalla norma ISO 21401 per il turismo sostenibile. Con premessa fondamentale, offerta dalla stessa Montesissa: “Noi siamo già sostenibili: è molto più facile per un agriturismo dimostrare di sostenibile che per qualunque altra tipologia di azienda.” Montesissa ha accennato anche al tema della sicurezza antincendio, un tema divenuto più sensibile dopo le recenti vicende di cronaca.
Gianpietro Bisagni, vicepresidente di Agriturist Nazionale e Presidente del Club Agricycle di Piacenza ha riportato il discorso al cuore della missione associativa, ricordando la storia di Agriturist Piacenza e il senso di ciò che è stato costruito negli anni: “Sono state tante le cose fatte insieme, partendo dall’inizio, quando anche solo trovare una lavanderia che lavasse le lenzuola per una piccola struttura era un problema. Raccogliendosi insieme, 15-16-17 strutture riescono a fare gruppo, fare margine, lavorare. Fare rete per riuscire a fare economia di impresa è imprescindibile.” Bisagni ha rimarcato il potenziale inespresso del territorio piacentino: “Piacenza, le nostre quattro valli offrono tantissimo, qui il turismo può solo crescere”. Ha poi insistito sull’importanza di non essere piccoli per restare piccoli, ma di crescere investendo nei servizi. Bisagni ha anche citato la crescita costante del turismo in bicicletta – a due cifre ogni anno – come opportunità da non trascurare per il territorio piacentino e ha invitato tutti gli operatori a sfruttare le convenzioni riservate ai soci Agriturist, già disponibili e comunicate dall’associazione.
Elena Gherardi, Vicedirettore di Confagricoltura Piacenza e moderatrice dell’incontro, ha offerto a margine dei lavori una riflessione che ha sintetizzato i temi della giornata con una visione trasversale: “La sostenibilità che abbiamo – e che già pratichiamo – va soprattutto raccontata. Non soltanto perché ce lo dice il marketing, ma perché raccontarla significa dimostrarla e quindi certificarla. Il tema centrale di oggi è che la nostra sostenibilità deve essere, prima di tutto, economica” Gherardi ha poi evidenziato: “La nostra sostenibilità è più forte se è integrata nella rete territoriale di attori”. E ringraziando gli intervenuti ha aggiunto: “Confagricoltura mette a disposizione delle imprese agrituristiche competenze specialistiche su un settore – quello dell’agriturismo – che è per sua natura estremamente complesso da gestire”.
Il convegno di Fossadello ha confermato la vitalità di un settore in evoluzione, capace di guardare al futuro con strumenti nuovi – dalla certificazione di sostenibilità all’intelligenza artificiale, dalle strutture in edilizia libera alla mobilità elettrica – senza perdere di vista l’identità che lo rende unico: il legame con la terra, con il territorio, con la cucina locale.
