Piacenza, 17 febbraio 2026 – Sala Visconti gremita per l’incontro promosso nei giorni scorsi da Confagricoltura Piacenza in vista dell’imminente apertura del bando PNRR “Facility Parco Agrisolare 2026”. Un appuntamento tecnico, rivolto alle imprese agricole interessate a investire in impianti fotovoltaici su fabbricati rurali produttivi, che ha messo al centro sia i parametri finanziari della misura sia i nuovi adempimenti fiscali legati alla produzione di energia elettrica.
Ad aprire i lavori è stata Roberta Bettuzzi, responsabile dell’Ufficio Investimenti, che ha ricostruito l’impianto della misura e le condizioni operative di accesso.
«La Facility Parco Agrisolare è una misura PNRR che finanzia impianti fotovoltaici installati sulle coperture di fabbricati rurali in uso all’attività agricola. La procedura è a sportello e l’attivazione è prevista a giorni, quindi la preparazione della domanda deve essere tempestiva ma soprattutto completa sotto il profilo tecnico e documentale», ha spiegato.
Possono accedere imprenditori agricoli, imprese agroindustriali, cooperative e consorzi del settore primario, con esclusione dei soggetti con volume d’affari inferiore a 7.000 euro. La potenza minima realizzabile è pari a 6 kWp, mentre la potenza massima installabile arriva a 1.000 kWp.
Dal punto di vista finanziario, sono previsti massimali distinti: fino a 1.500 €/kWp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, 700 €/kWp per interventi complementari (come rimozione amianto, areazione e isolamento), 1.000 €/kWh per sistemi di accumulo e fino a un massimo di 30.000 euro per dispositivi di ricarica. La spesa complessiva ammissibile per singolo beneficiario non può superare 2.330.000 euro cumulativamente tra le diverse finestre di bando.
Per le imprese attive nella produzione primaria, l’intensità massima di contributo può raggiungere l’80% delle spese ammissibili nel caso di impianti dimensionati sui consumi aziendali; scende al 30% se l’intervento non è finalizzato al soddisfacimento del fabbisogno energetico aziendale, con maggiorazioni per piccole e medie imprese.
«La corretta definizione della potenza dell’impianto è un passaggio decisivo. Se l’intervento è coerente con i consumi aziendali si accede all’intensità più elevata, ma serve un’analisi preventiva dei fabbisogni e una progettazione accurata», ha aggiunto Bettuzzi. «In fase di presentazione è necessario allegare stima preventiva delle spese, schema unifilare, relazione tecnica e planimetrie: la completezza della documentazione incide direttamente sulla valutazione del progetto».
Accanto agli aspetti legati all’investimento, l’incontro ha affrontato in modo puntuale il tema degli adempimenti fiscali, alla luce della revisione del Testo Unico Accise e delle nuove disposizioni in materia di dichiarazioni di consumo.
Marco Piacentini, responsabile dell’Ufficio Gestione Calamità e Danni, che collabora con l’Ufficio Investimenti sulle tematiche connesse ai bandi, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di coordinare fase progettuale e gestione amministrativa.
«L’investimento non si esaurisce con l’installazione dell’impianto. Occorre considerare fin dall’inizio gli obblighi collegati alla produzione di energia elettrica, sia in caso di cessione totale sia di autoconsumo parziale», ha sottolineato Piacentini. «Una pianificazione corretta evita criticità successive, in particolare in fase di rendicontazione e di verifica dei requisiti».
Le slide illustrate hanno evidenziato le principali novità introdotte dal decreto legislativo n. 43 del 28 marzo 2025 noto come decreto accise che rivede alcune regole in materia di accise. I n particolare, per le nostre aziende agricole la novità principale riguarda gli adempimenti dichiarativi che da annuali diventano semestrali. Gli impianti da fonti rinnovabili con potenza superiore a 20 kW, sia in cessione totale sia in cessione parziale, sono soggetti alla dichiarazione di consumo. Con la revisione normativa, già dal 2026 si passerà da un’unica dichiarazione annuale da presentare entro fine marzo di ogni anno, a due dichiarazioni semestrali, con la prima (gennaio–giugno 2026) da presentare entro fine settembre 2026.
Piacentini ha spiegato che «L’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha tolto l’obbligo della vidimazione dei registri, la cui compilazione puntuale e corretta dei dati di produzione e consumo di energia elettrica è fondamentale per una corretta compilazione della dichiarazione consumo».
L’incontro ha confermato l’interesse delle imprese agricole del territorio verso strumenti di investimento che richiedono però un approccio integrato: valutazione tecnica, sostenibilità economica dell’intervento e gestione corretta degli adempimenti successivi.
Filippi ha evidenziato alcuni aspetti fiscali legati alla realizzazione di un impianto fotovoltaico con un finanziamento del PNRR, qual è il Bando Facility Parco Agrisolare 2026.
Confagricoltura Piacenza, attraverso il lavoro coordinato tra Ufficio Investimenti e consulenza fiscale, accompagna le aziende nella verifica preliminare dei requisiti, nella predisposizione delle domande e nella gestione degli obblighi dichiarativi connessi alla produzione di energia elettrica. Un’attività che proseguirà nelle prossime settimane con l’assistenza individuale alle imprese intenzionate a presentare domanda sul bando in apertura.
