Lattiero-caseario: situazione preoccupante. Confagricoltura Piacenza convoca la sezione

Piacenza, 02 febbraio – La Sezione Lattiero-casearia di Confagricoltura Piacenza si è riunita nei giorni scorsi per un confronto sul momento critico che sta attraversando il comparto del latte. Nel corso della riunione è stata ribadita la necessità di affrontare una fase congiunturale complessa con scelte di prospettiva evitando soluzioni impulsive che rischiano di produrre effetti strutturali negativi irreversibili sul settore.

La Sezione di prodotto ha espresso una posizione chiara: la crisi non può essere affrontata attraverso la riduzione delle produzioni o con l’introduzione di sistemi di “due prezzi” del latte.

«La produzione – ha sottolineato Alfredo Lucchini, presidente di Sezione e vicepresidente di Confagricoltura Piacenza – non si può modulare a seconda delle fasi di mercato, peraltro rapide, senza conseguenze economiche, produttive e sociali». I dati mostrano una fase con prezzi del latte spot dimezzati rispetto a un anno fa e il prezzo del latte alla stalla nazionale in rapida discesa. «Pensare di risolvere una fase negativa con scelte drastiche è un errore» ha ribadito il presidente dalla sezione. Durante il confronto è stato evidenziato come l’idea di ridurre le produzioni venga spesso presentata come una soluzione, ma comporti in realtà abbattimenti di bestiame con perdita di asset produttivi strategici. «I dati analizzati nel corso della sezione rilevano la tendenza verso una concentrazione del patrimonio zootecnico in stalle più dimensionate e moderne che consentono una gestione migliore della mandria sotto ogni profilo».

Ampio spazio è stato dedicato al tema degli investimenti realizzati e ancora in corso da parte delle aziende piacentine. Le stalle del territorio hanno infatti investito in modo significativo per consolidarsi, ammodernarsi, migliorare la produttività, spesso utilizzando strumenti come i Programmi di sviluppo rurale, che avevano l’obiettivo di rafforzare la competitività del settore.

«Oggi, chiedere di ridurre o smantellare significa bruciare investimenti recenti – ha evidenziato il presidente di Sezione – e vanificare uno sforzo enorme, fatto con risorse private e anche con opportunità messe a disposizione da risorse pubbliche. È una scelta che finisce per penalizzare chi ha investito e premiarne chi non lo ha fatto. Ridurre oggi significa indebolire il settore domani – ha aggiunto Lucchini – perché il latte che non produciamo qui verrà comunque sostituito da latte estero. Così perdiamo autonomia e competitività».

La Sezione ha inoltre ribadito la propria contrarietà al sistema dei due prezzi del latte.

«Il latte è un unico prodotto e il prezzo dovrebbe essere, per quanto più possibile, unico – ha rimarcato Lucchini –. Introdurre meccanismi che pagano una parte della produzione a un prezzo e un’altra a valori legati al latte spot è un’illusione che non crea valore. In un sistema maggiormente organizzato il latte spot non sarebbe un problema e le strutture economiche avrebbero la forza di gestire la volatilità mediando nelle situazioni di crisi».

La Sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Piacenza indica con forza la propria linea orientata allo sviluppo perché la tutela del patrimonio zootecnico locale rappresenta una scelta strategica non solo per il settore lattiero-caseario, ma per l’intera economia agricola del territorio.

«Chiediamo progetti dedicati allo sviluppo mercati esteri per i derivati e politiche che spingano sull’export con la garanzia di ricadute reali sulla produzione di latte italiano. Servono interventi di sistema che favoriscano aggregazione e stabilità, senza scaricare le crisi su della parte debole degli allevatori. L’obiettivo – conclude Lucchini – deve essere la competitività, coerentemente con la realtà territoriale piacentina, caratterizzata da un settore ancora solido. Ribadiamo che non servono risorse per far chiudere le aziende, ma strumenti per guardare avanti».