PAC 2026, anticipi già dai primi di agosto. Confagricoltura Emilia-Romagna: “Scelta giusta per dare liquidità alle imprese, ma oggi serve soprattutto a fronteggiare l’aumento dei costi”

Bonvicini: «Le aziende agricole hanno bisogno di ossigeno finanziario immediato, ma il vero problema resta la sostenibilità economica delle produzioni»

 

Bologna, 28 luglio 2026 – Arriveranno già dai primi giorni di agosto gli anticipi della PAC 2026 per le imprese agricole dell’Emilia-Romagna. Una novità resa possibile dal regolamento approvato dall’Unione europea che, in via straordinaria per l’annualità 2026, consente agli Stati membri di anticipare fino al 75% dei pagamenti diretti, con l’obiettivo di rafforzare la liquidità delle aziende agricole in una fase caratterizzata da forti tensioni sui costi di produzione.

In Emilia-Romagna AGREA, d’intesa con il sistema dei Centri di assistenza agricola e con le organizzazioni professionali agricole, ha scelto di privilegiare una modalità di pagamento che consentirà di raggiungere il maggior numero possibile di imprese già entro la prima settimana di agosto. L’anticipo riguarderà il sostegno di base al reddito (BISS), che sarà erogato nella misura del 73%, il sostegno ridistributivo (CRISS) e il sostegno ai Giovani Agricoltori, entrambi anticipati al 75%, mentre ecoschemi e premi accoppiati saranno liquidati con il saldo, a partire dal 1° dicembre, una volta completate le verifiche amministrative e tecniche previste dalla normativa.

Confagricoltura Emilia-Romagna ha condiviso questa scelta perché riteniamo prioritario che la liquidità raggiunga rapidamente tutte le aziende agricole, senza creare disparità tra chi avrebbe ricevuto l’anticipo ad agosto e chi avrebbe dovuto attendere settembre – afferma il presidente Marcello Bonvicini -. In una fase economica complessa è fondamentale mettere le imprese nelle condizioni di disporre subito delle risorse necessarie per affrontare la seconda parte dell’annata agraria”.

Per il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, tuttavia, l’anticipo della PAC rappresenta anche la fotografia delle difficoltà che il settore sta vivendo.

È una misura importante e positiva, che va nella direzione da noi auspicata, ma non possiamo ignorare il contesto nel quale arriva. Per molte imprese quelle risorse non serviranno a programmare nuovi investimenti o a sviluppare l’attività aziendale, ma saranno utilizzate per far fronte all’aumento dei costi di produzione. Dal carburante agricolo ai fertilizzanti, dai prodotti fitosanitari all’energia, i rincari continuano a comprimere la redditività delle aziende. L’anticipo della PAC offre un sostegno alla liquidità, ma non risolve il problema di fondo: le imprese agricole devono poter tornare a produrre reddito in condizioni economiche sostenibili”.

La scelta adottata da AGREA consentirà inoltre di concentrare nei prossimi mesi le attività istruttorie sugli ecoschemi, sui premi accoppiati e sulle verifiche amministrative ancora pendenti, con l’obiettivo di arrivare al pagamento dei saldi della Domanda Unica già dal 1° dicembre e di accelerare, parallelamente, anche gli anticipi delle misure dello Sviluppo rurale.

Apprezziamo il lavoro svolto da AGREA e dalla Regione per garantire tempi certi nei pagamenti – conclude Bonvicini -. Oggi la tempestività è un valore tanto quanto l’entità degli aiuti. Allo stesso tempo continueremo a chiedere interventi strutturali capaci di contenere i costi di produzione e di rafforzare la competitività delle imprese agricole, perché il futuro dell’agricoltura italiana non può dipendere esclusivamente dall’anticipo dei contributi europei”.