L’associazione richiama l’attenzione sui temi ancora aperti: tutela degli investimenti, valore dei terreni, risorse economiche e governance del Piano
Bologna, 29 maggio 2026 – Domenica 31 maggio scade il termine per la presentazione delle osservazioni alla Variante del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (PAI Po), uno strumento destinato a incidere in modo significativo sulla pianificazione del territorio, sulla gestione del rischio idraulico e sulle prospettive di sviluppo delle imprese.
Confagricoltura Emilia-Romagna ha trasmesso le proprie osservazioni attraverso un articolato lavoro tecnico e politico-sindacale, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento del Piano nella convinzione che sicurezza del territorio, sostenibilità delle attività produttive e tutela delle imprese debbano procedere insieme.
“La prevenzione e la sicurezza rappresentano una priorità assoluta – dichiara il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Marcello Bonvicini – ma è altrettanto necessario che gli strumenti di pianificazione siano costruiti attraverso un percorso condiviso, sostenibile e concretamente applicabile ai territori.”
Nelle osservazioni presentate, l’associazione richiama l’attenzione su alcuni aspetti ritenuti centrali per il comparto agricolo: il rischio di trasferimento degli effetti delle misure di laminazione sulle aree rurali, la necessità di una valutazione preventiva degli impatti economici e agronomici, la tutela degli investimenti realizzati e l’introduzione di strumenti certi di compensazione e indennizzo.
Particolare attenzione viene inoltre posta sulle conseguenze indirette che i nuovi vincoli potrebbero produrre sul sistema economico, non soltanto in termini di investimenti produttivi ma anche sul valore patrimoniale dei terreni agricoli e degli immobili aziendali.
“Per un’impresa agricola la terra non rappresenta solo uno strumento produttivo – prosegue Bonvicini – ma anche patrimonio, capacità di investimento, accesso al credito e prospettiva futura. È quindi necessario valutare con attenzione gli effetti che determinate scelte pianificatorie possono produrre sul sistema economico nel suo complesso.”
Per Confagricoltura Emilia-Romagna, la scadenza delle osservazioni non rappresenta la conclusione del percorso ma l’avvio di una fase altrettanto importante.
Tra i temi sui quali l’associazione chiede ulteriori chiarimenti figurano infatti i criteri e le modalità di riconoscimento degli indennizzi, le coperture economiche disponibili, il quadro complessivo degli investimenti previsti e la definizione di un cronoprogramma puntuale delle opere.
“Le imprese hanno bisogno di conoscere non soltanto i vincoli ma anche le prospettive – conclude Bonvicini –. Serve un quadro chiaro che indichi quali interventi saranno realizzati, con quali risorse, con quali tempistiche e con quali effetti concreti sulla riduzione del rischio. Per questo riteniamo necessario un tavolo permanente di confronto e monitoraggio che accompagni le successive fasi di attuazione del Piano.”
Confagricoltura Emilia-Romagna ribadisce quindi la volontà di proseguire un confronto costruttivo con Regione, Autorità di Bacino e soggetti coinvolti, affinché il Piano possa diventare uno strumento efficace di prevenzione e sicurezza, ma anche sostenibile per le imprese e per i territori.
