Confagricoltura Emilia Romagna incontra AGEA: confronto diretto su pagamenti, procedure e criticità del sistema agricolo

A Bologna i vertici regionali e provinciali dell’Organizzazione con il direttore generale AGEA Fabio Vitale. Bonvicini: “Un segnale importante di vicinanza al territorio. Il dialogo diretto è la strada per dare risposte più rapide alle imprese”

 

Al termine dell’incontro deciso l’avvio in Emilia-Romagna di una Task Force territoriale permanente AGEA–CAA–Organismo Pagatore Regionale. Il modello potrà essere replicato nelle altre regioni

 

Bologna, 23 settembre 2026 – Un confronto diretto tra AGEA e Confagricoltura Emilia-Romagna per affrontare le criticità ancora presenti nel sistema delle erogazioni in agricoltura e costruire modalità di collaborazione più efficaci tra amministrazione centrale, Organismo Pagatore Regionale e strutture territoriali.

Si è svolto oggi a Bologna l’incontro promosso da Confagricoltura Emilia-Romagna con Fabio Vitale, direttore di AGEA, e Salvatore Carfì, direttore AGEA Coordinamento, Francesco Sofia direttore Digital Trasformation, alla presenza di Vito Antonio Diomeda, amministratore delegato del CAA Confagricoltura, del presidente regionale Marcello Bonvicini, del presidente del CAA regionale Gianluca Vertuani, del responsabile tecnico del CAA regionale Andrea Vincenzi e del presidente di Codifesa Bologna e Ferrara Danilo Tamisari.

Al confronto hanno partecipato i presidenti e i direttori delle Unioni provinciali di Confagricoltura dell’Emilia-Romagna, con l’obiettivo di portare direttamente all’attenzione di AGEA le problematiche riscontrate quotidianamente dalle imprese e dagli operatori sul territorio.

Al centro dell’incontro il percorso verso un nuovo modello di governance delle erogazioni agricole, in un sistema che oggi risente della presenza di piattaforme differenti, della frammentazione dei processi amministrativi e del disallineamento tra banche dati, con conseguenze sulla tempestività e sull’efficacia dei pagamenti alle aziende.

“Consideriamo molto importante che AGEA abbia scelto di essere qui, di incontrare direttamente la nostra organizzazione, i presidenti delle Unioni, i direttori e soprattutto il nostro CAA regionale che ogni giorno si confrontano con le problematiche delle aziende – sottolinea Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna –. È un segnale concreto di vicinanza al territorio e un metodo di lavoro che apprezziamo. Siamo soddisfatti di questo confronto perché soltanto attraverso un dialogo diretto e continuativo tra AGEA, organismi pagatori, CAA e imprese possiamo individuare più rapidamente le criticità e costruire soluzioni operative. L’obiettivo comune deve essere semplice e molto concreto: procedure più chiare, tempi certi e pagamenti tempestivi agli agricoltori”.

Confagricoltura Emilia-Romagna ha presentato una serie di proposte operative, a partire dalla costituzione di una Task Force permanente AGEA–AGREA–CAA regionali, con l’obiettivo di affrontare sistematicamente le pratiche ancora irrisolte, individuare le cause che impediscono i pagamenti e monitorare l’avanzamento delle azioni correttive. Tra le proposte anche la creazione di un presidio territoriale AGEA e di forme stabili di coordinamento tra AGEA, Organismo Pagatore Regionale e CAA.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alle pratiche pregresse e al sistema assicurativo agricolo, dove permangono anomalie e difficoltà operative che incidono sui tempi di liquidazione. Tra i temi evidenziati figurano il coordinamento tra AGEA e Organismi Pagatori Regionali, la necessità di procedure uniformi e strumenti informatici adeguati, oltre alla definizione di tempi realistici per la chiusura delle posizioni ancora aperte.

“Il problema non è soltanto amministrativo, ma ha conseguenze finanziarie concrete su tutto il sistema – sottolinea Danilo Tamisari, presidente di Codifesa Bologna e Ferrara (Consorzio di difesa delle produzioni agricole) –. I ritardi e le anomalie delle pratiche pregresse rendono sempre più difficile sostenere finanziariamente un meccanismo nel quale il Consorzio anticipa alle compagnie assicurative i premi per conto delle aziende agricole, mentre le risorse pubbliche possono arrivare molto tempo dopo. E quando anche gli indennizzi assicurativi richiedono tempi lunghi, sono le imprese agricole a risentirne maggiormente, proprio nel momento in cui hanno bisogno di liquidità per ripartire dopo un danno. Per questo servono procedure più semplici, tempi certi e un raccordo stabile tra AGEA, organismi pagatori, CAA e sistema dei Consorzi di difesa”.

Nel corso dell’incontro il direttore generale di AGEA Fabio Vitale ha quindi fatto il punto sul percorso avviato dall’Agenzia e sulle prospettive di evoluzione del sistema, soffermandosi sulle questioni poste dai rappresentanti di Confagricoltura Emilia-Romagna.

“Essere presenti sui territori è fondamentale perché ci consente di misurare concretamente quello che stiamo facendo, ascoltare chi opera quotidianamente a fianco delle imprese agricole e capire dove e come possiamo migliorare. Il confronto di oggi ci permette di individuare le problematiche ancora aperte e di definire un cronoprogramma di lavoro per affrontarle, stabilendo priorità e tempi di intervento. L’obiettivo è costruire risposte concrete e rendere sempre più efficace il servizio che AGEA svolge nei confronti degli agricoltori e dei territori», ha dichiarato Fabio Vitale, direttore di AGEA.

Il confronto ha approfondito inoltre le criticità che interessano i diversi comparti, dal settore zootecnico a quello vegetale: disallineamenti tra banche dati, regole di controllo non sempre uniformi, anomalie relative agli Standard Value e problematiche nella gestione delle campagne assicurative pregresse e di quella 2026.

Proprio su questo punto, al termine dell’incontro è arrivato un primo risultato concreto: è stato condiviso l’avvio in Emilia-Romagna di una Task Force territoriale permanente, che vedrà lavorare insieme referenti e dirigenti AGEA presenti sul territorio, CAA e Organismo Pagatore Regionale. Un presidio operativo con il compito di affrontare direttamente le problematiche, individuare le soluzioni e monitorarne l’attuazione secondo un cronoprogramma condiviso. L’Emilia-Romagna sarà così il territorio dal quale partire per mettere a punto un modello operativo che, una volta verificato sul campo, potrà essere replicato anche nelle altre regioni.