Pere e kiwi, sbloccati 11 milioni di euro per le imprese agricole. Bonvicini: “Un risultato importante, ma la frutticoltura ha bisogno di interventi strutturali”

 

Il MASAF autorizza AGEA a utilizzare le risorse residue per integrare gli indennizzi della campagna 2023. Ulteriori 464,74 euro per ettaro per le pere e 643,15 euro per i kiwi. Nessuna nuova domanda per le aziende già ammesse.

 

 

Bologna, 6 ottobre 2026 – Una risposta concreta alle difficoltà delle imprese frutticole, particolarmente significativa per l’Emilia-Romagna, territorio di riferimento per la produzione nazionale di pere. Confagricoltura Emilia-Romagna accoglie positivamente la decisione del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) di autorizzare AGEA a utilizzare le risorse residue del Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, stimate da Confagricoltura in circa 11 milioni di euro, per integrare gli indennizzi destinati ai produttori di pere e kiwi.

Il provvedimento, sollecitato da Confagricoltura e recepito nelle istruzioni operative AGEA n. 88 del 16 ottobre 2026, permette di recuperare risorse inizialmente destinate agli interventi relativi al 2024, che non erano state integralmente utilizzate a causa dei vincoli previsti dalla disciplina degli aiuti di Stato. I fondi saranno ora destinati a integrare gli indennizzi della campagna 2023, per i quali le domande ammissibili erano state finanziate solo parzialmente rispetto allo stanziamento disponibile.

“Accogliamo con soddisfazione un provvedimento che consente di recuperare risorse importanti e di destinarle alle imprese agricole che ne hanno diritto. È anche il risultato dell’azione sindacale portata avanti da Confagricoltura a livello nazionale per ottenere risposte concrete a un comparto che attraversa una fase particolarmente difficile”, dichiara Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna.

“Per la nostra regione – prosegue Bonvicini – questo intervento assume un significato particolare. La pericoltura è una componente strategica dell’economia agricola emiliano-romagnola, ma negli ultimi anni ha dovuto affrontare una successione di eventi climatici estremi, emergenze fitosanitarie e difficoltà economiche che hanno messo a dura prova la tenuta delle aziende. Ogni risorsa recuperata è importante, ma non possiamo limitarci a intervenire dopo che il danno si è verificato. Servono politiche strutturali di prevenzione, strumenti di gestione del rischio realmente efficaci e misure capaci di sostenere gli investimenti e la competitività delle imprese”.

Nel dettaglio, secondo le disposizioni AGEA, l’integrazione degli indennizzi è così articolata:

  • Filiera della pera: contributo aggiuntivo di 464,74 euro per ettaro, che si somma ai 1.361,71 euro già corrisposti, per un sostegno complessivo pari a 1.826,45 euro per ettaro.
  • Filiera del kiwi: contributo aggiuntivo di 643,15 euro per ettaro, che si somma ai 616,68 euro precedentemente erogati, portando il sostegno complessivo a 1.259,83 euro per ettaro.

L’erogazione delle integrazioni non richiede la presentazione di nuove domande. AGEA procederà sulla base delle istanze relative alla campagna 2023 già istruite positivamente e riconosciute ammissibili. Si tratta quindi di risorse destinate a beneficiari già individuati, non di un nuovo bando aperto alle imprese.

Confagricoltura Emilia-Romagna sottolinea tuttavia che il ricorso al regime de minimis continua a rappresentare un limite all’efficacia degli strumenti di sostegno, comprimendo le possibilità di intervento a favore delle imprese maggiormente colpite.

“Il punto centrale è garantire alle aziende agricole condizioni che consentano di programmare il futuro, non soltanto di recuperare una parte delle perdite del passato – conclude Bonvicini –. La frutticoltura emiliano-romagnola ha competenze, qualità e capacità produttiva, ma ha bisogno di certezze. Occorre rafforzare gli strumenti di difesa dalle calamità, sostenere la ricerca contro le fitopatie e assicurare risorse adeguate a preservare un patrimonio produttivo che rappresenta anche occupazione, filiere e identità dei nostri territori”.

Confagricoltura Emilia-Romagna continuerà a seguire l’attuazione del provvedimento, anche attraverso le proprie strutture territoriali, per garantire la corretta informazione e assistenza alle imprese interessate.