Festa della vendemmia, tre tappe in Emilia-Romagna per raccontare il vino partendo da chi lo produce

Confagricoltura Emilia-Romagna porta il pubblico nelle aziende agricole di Parma, Modena e Ferrara. Bonvicini: “Dietro ogni grappolo ci sono persone, imprese e territori. La qualità resta il nostro primo patrimonio”

 

Bologna, 31 agosto 2026 – Tre territori, tre aziende agricole e tre occasioni per entrare nel vivo della raccolta dell’uva e incontrare chi, ogni giorno, lavora nei vigneti dell’Emilia-Romagna. Torna per la quinta edizione la Festa della Vendemmia di Confagricoltura Emilia-Romagna, quest’anno articolata in tre appuntamenti nelle province di Parma, Modena e Ferrara.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 è racchiuso nel claim “Dietro ogni grappolo c’è una storia”. Una scelta che mette al centro non soltanto il vino, ma soprattutto le persone, le aziende e i territori che ne rendono possibile la produzione.

La prima tappa è in programma mercoledì 2 settembre alle ore 18.30 all’Azienda Agricola La Madonnina, in Strada Pilastro 29 a Torrechiara, in provincia di Parma. Si prosegue giovedì 10 settembre dalle ore 17 alla Cantina Zucchi, in Via Viazza 64 a San Prospero, nel Modenese. La terza tappa sarà venerdì 25 settembre alle ore 17 all’Azienda Agricola Bellettato Ettore, in Via Pampano Brusantina 434, località Berra, nel comune di Riva del Po, in provincia di Ferrara.

Visite nei vigneti e nelle cantine, degustazioni e momenti di incontro con i produttori permetteranno al pubblico di conoscere da vicino un’attività che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili dell’agricoltura e del paesaggio regionale.

Abbiamo voluto confermare la Festa della Vendemmia perché crediamo che il modo migliore per spiegare l’agricoltura sia aprire le porte delle nostre aziende e far incontrare le persone con chi produce, dichiara Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna. Dietro ogni grappolo ci sono una famiglia, un’impresa, investimenti, competenze e un territorio. La vendemmia è certamente uno dei momenti più affascinanti dell’anno agricolo, ma è anche il punto di arrivo di dodici mesi di lavoro. Raccontare entrambe queste dimensioni significa dare al consumatore gli strumenti per comprendere il valore reale di ciò che trova in una bottiglia”.

UNA VENDEMMIA ANTICIPATA, TRA CLIMA E MERCATO

La quinta edizione arriva nel pieno di una campagna vitivinicola che, anche quest’anno, ha dovuto confrontarsi con condizioni climatiche impegnative. Le elevate temperature estive hanno accelerato in molte aree i processi di maturazione, imponendo alle aziende un’attenta gestione dei tempi di raccolta. A livello nazionale le varietà più precoci hanno iniziato ad essere vendemmiate con un anticipo mediamente indicato nell’ordine di una decina di giorni.

Il quadro produttivo, tuttavia, non deve essere confuso con quello qualitativo. L’anticipo della raccolta e le difficoltà climatiche non significano automaticamente minore qualità: la situazione varia tra territori, vitigni e singole aziende e sarà possibile formulare valutazioni definitive soltanto al termine della vendemmia.

Non avrebbe senso nascondere le difficoltà, prosegue Bonvicini. Il cambiamento climatico sta modificando tempi e modalità di lavoro, mentre le imprese devono contemporaneamente sostenere costi elevati e confrontarsi con un mercato che richiede grande attenzione agli equilibri tra produzione e domanda. Ma proprio per questo dobbiamo evitare giudizi affrettati sulla vendemmia. I nostri viticoltori stanno lavorando per portare in cantina uve nelle migliori condizioni possibili e, laddove maturazione e sanità delle uve lo consentono, ci sono le premesse per produzioni di qualità. La sfida non è inseguire i volumi: è produrre bene e riuscire a riconoscere il giusto valore economico a quella qualità”.

Sul fronte del mercato, la stessa Regione Emilia-Romagna ha recentemente disposto per la vendemmia 2026 lo stoccaggio delle quantità di IGT Emilia tipologia Lambrusco eccedenti i 235 quintali per ettaro e fino alla produzione massima consentita di 290 quintali per ettaro, una misura finalizzata a mantenere l’offerta compatibile con l’andamento della domanda, tutelando la valorizzazione qualitativa e la competitività del comparto.

DALLA VENDEMMIA ALL’ESPERIENZA IN AZIENDA

La Festa della Vendemmia vuole però guardare anche oltre la produzione. Portare cittadini e consumatori nei vigneti significa infatti mostrare come l’impresa agricola contemporanea sia sempre più capace di affiancare alla propria funzione produttiva accoglienza, divulgazione, degustazione e rapporto diretto con il territorio.

È una dimensione nella quale il vino possiede una forza particolare: il vigneto racconta il paesaggio, la cantina racconta il sapere dell’impresa e il produttore può spiegare direttamente al consumatore cosa significa trasformare un prodotto agricolo in un’eccellenza riconoscibile.

Il valore aggiunto è proprio l’incontro, conclude Bonvicini. Vogliamo che per qualche ora le aziende diventino luoghi nei quali fare esperienza dell’agricoltura. Perché dietro ogni grappolo c’è davvero una storia: e il modo migliore per conoscerla è farsela raccontare da chi quella storia la costruisce ogni giorno”.

FESTA DELLA VENDEMMIA 2026 – 5ª EDIZIONE

PARMA – 2 settembre, ore 18.30
Azienda Agricola La Madonnina
Strada Pilastro 29 – Torrechiara (PR)

MODENA – 10 settembre, dalle ore 17
Cantina Zucchi
Via Viazza 64 – San Prospero (MO)

FERRARA – 25 settembre, ore 17
Azienda Agricola Bellettato Ettore
Via Pampano Brusantina 434 – località Berra, Riva del Po (FE)

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