Bonvicini: “Le imprese non possono continuare a sostenere da sole il costo dell’emergenza”.
Beltrami: “Le restrizioni continuano a produrre danni economici che mettono a rischio la sostenibilità degli allevamenti”
Bologna, 26 giugno 2026 – Confagricoltura Emilia-Romagna accoglie con favore la richiesta avanzata dalla Regione Emilia-Romagna al Governo per il rifinanziamento del fondo nazionale destinato a compensare i danni indiretti subiti dalle imprese della filiera suinicola a causa della Peste Suina Africana (PSA). Una sollecitazione che va nella direzione auspicata dall’organizzazione agricola, che da tempo evidenzia la necessità di garantire continuità agli strumenti di sostegno fino al superamento dell’emergenza.
La situazione continua, infatti, a pesare sulle imprese della filiera, chiamate da oltre venti mesi a sostenere costi aggiuntivi e limitazioni operative derivanti dalle misure di contenimento della malattia. Dopo gli stanziamenti nazionali che hanno coperto i danni indiretti fino al 31 ottobre 2024, non sono state previste ulteriori risorse, mentre l’emergenza sanitaria e le relative restrizioni continuano a produrre effetti economici significativi.
“Accogliamo con favore l’iniziativa dell’assessore Mammi – dichiara Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna – perché richiama l’attenzione su una problematica ancora aperta per molte imprese. Gli allevatori hanno affrontato questa emergenza con grande senso di responsabilità, investendo nella biosicurezza e rispettando rigorosamente tutte le prescrizioni previste. Riteniamo importante che il percorso avviato possa tradursi in un rifinanziamento degli strumenti di sostegno, così da accompagnare le aziende fino al superamento dell’emergenza e garantire la tenuta di una filiera strategica per l’agroalimentare italiano.”
Per Andrea Beltrami, presidente della Federazione regionale di prodotto Suinicola di Confagricoltura Emilia-Romagna, “le restrizioni continuano a incidere in modo rilevante sull’attività delle imprese, determinando costi aggiuntivi, limitazioni operative e difficoltà nella programmazione aziendale. Il rifinanziamento degli indennizzi rappresenterebbe un segnale concreto di attenzione verso un comparto che continua a garantire qualità, occupazione e valore economico per il territorio e per l’intero sistema agroalimentare nazionale.”
Confagricoltura Emilia-Romagna sottolinea inoltre l’impegno della Regione sul fronte della prevenzione, attraverso gli interventi per la biosicurezza degli allevamenti e il rafforzamento delle attività di contenimento della diffusione della PSA. Un’azione importante che deve procedere parallelamente al sostegno economico delle imprese, affinché gli sforzi messi in campo dagli allevatori possano essere accompagnati da strumenti adeguati.
Accanto alla richiesta di rifinanziamento degli indennizzi, Confagricoltura Emilia-Romagna sta seguendo anche altri aspetti operativi legati all’emergenza. Tra questi, la nevessità di prevedere specifiche deroghe alle disposizioni del Piano Aria regionale per le aziende interessate dalle restrizioni sanitarie. L’obiettivo è consentire una maggiore flessibilità nella gestione degli allevamenti, in particolare per quanto riguarda gli adempimenti legati alle emissioni e alla gestione degli effluenti zootecnici, evitando che l’emergenza sanitaria si traduca anche in un aggravio burocratico e gestionale per le imprese.
L’organizzazione richiama infine l’attenzione su un tema che da anni considera centrale anche nella gestione dell’emergenza PSA: quello della fauna selvatica.
“La diffusione della Peste Suina Africana – conclude Bonvicini – conferma quanto sia necessario affrontare il tema della gestione della fauna selvatica con pragmatismo, responsabilità e senza ideologismi. È una questione che Confagricoltura pone da tempo all’attenzione delle istituzioni. Serve un approccio fondato sulle evidenze scientifiche e su una collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti, capace di coniugare tutela dell’ambiente, sicurezza sanitaria e salvaguardia delle attività agricole. Solo così sarà possibile rendere realmente efficace la strategia di contrasto alla PSA e proteggere una filiera fondamentale per il nostro Paese.”

