Dopo la posizione espressa nelle scorse settimane, l’associazione interviene sul progetto di legge approvato dalla Giunta regionale: “Transizione energetica sì, ma senza penalizzare le imprese agricole”
Bologna, 12 marzo 2026 – Confagricoltura Emilia-Romagna interviene sul progetto di legge approvato dalla Giunta regionale sulla localizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, le cosiddette aree idonee, che sarà ora esaminato dall’Assemblea legislativa.
L’associazione richiama le posizioni già espresse nelle scorse settimane sul tema della transizione energetica in agricoltura, ribadendo la necessità di distinguere tra modelli realmente compatibili con l’attività agricola e interventi che rischiano di sottrarre suolo produttivo alle coltivazioni.
Confagricoltura sottolinea come la tutela del suolo agricolo produttivo rappresenti un principio fondamentale in una regione ad alta vocazione agroalimentare come l’Emilia-Romagna, dove l’agricoltura non è solo un settore economico ma un elemento strutturale del territorio.
Particolare attenzione dovrà essere posta ai criteri individuati per l’utilizzo delle aree agricole. La previsione di un limite massimo dello 0,8 per cento della superficie agricola utilizzata a livello regionale e del 2 per cento a livello comunale rappresenta un elemento nuovo che merita un confronto approfondito con il mondo agricolo, per evitare che strumenti pensati per tutelare il territorio si traducano in vincoli che limitano la capacità di investimento delle imprese.
Confagricoltura richiama inoltre l’attenzione su alcuni aspetti tecnici contenuti nel progetto di legge regionale che meritano un approfondimento nel confronto con il settore agricolo. In particolare, alcune disposizioni rischiano di introdurre ulteriori rigidità rispetto alla disciplina nazionale, ad esempio attraverso meccanismi di priorità legati all’autoconsumo o l’obbligo di ricorrere a specifiche tipologie di impianti agrivoltaici avanzati, caratterizzati da costi di realizzazione e gestione particolarmente elevati
Confagricoltura ribadisce inoltre che la regolazione regionale dovrebbe mantenere coerenza con il quadro normativo nazionale, evitando l’introduzione di restrizioni ulteriori che rischiano di generare incertezza e di penalizzare le imprese agricole.
L’associazione condivide l’obiettivo di favorire l’autoconsumo energetico e lo sviluppo delle comunità energetiche, strumenti che possono contribuire alla sostenibilità economica delle aziende agricole e alla riduzione dei costi energetici. Allo stesso tempo è necessario evitare che eventuali vincoli troppo rigidi finiscano per favorire soggetti più strutturati sul piano finanziario rispetto agli imprenditori agricoli.
“La transizione energetica è una sfida che il mondo agricolo non ha mai rifiutato – sottolinea il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna Marcello Bonvicini – ma deve essere governata con equilibrio. È giusto individuare aree realmente idonee e costruire regole chiare che permettano alle imprese agricole di partecipare alla produzione di energia rinnovabile senza compromettere il suolo produttivo”.
“Il punto – conclude Bonvicini – non è dire sì o no alle rinnovabili, ma distinguere tra modelli realmente compatibili con l’attività agricola e interventi che rischiano di sottrarre terreno alle coltivazioni. Le imprese agricole devono poter essere protagoniste della transizione energetica, non subirla”.
