Confagricoltura Emilia-Romagna: “Siamo pronti a contribuire agli obiettivi sulle rinnovabili, ma senza compromettere le produzioni agricole e il reddito delle imprese”
Rimini, 4 marzo 2026 – Il tema dell’agrivoltaico e del ruolo dell’agricoltura nella transizione energetica è stato al centro del confronto che si è svolto oggi alla fiera KEY – The Energy Transition Expo di Rimini.
Un tema strategico per l’Emilia-Romagna, chiamata nei prossimi anni a contribuire in modo significativo allo sviluppo delle energie rinnovabili. Il quadro nazionale assegna infatti alla Regione l’obiettivo di installare 6,3 gigawatt di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, un traguardo molto ambizioso che richiederà scelte equilibrate e condivise sui territori.
Oggi le fonti rinnovabili rappresentano già una quota importante del sistema energetico regionale: la potenza installata da FER ha raggiunto circa 4.730 MW, pari a circa il 40% della potenza elettrica complessiva.
In questo scenario l’agricoltura può giocare un ruolo rilevante, a condizione che la produzione di energia sia compatibile con la funzione primaria delle imprese agricole: produrre cibo e presidiare il territorio.
Su questo punto è intervenuto Nicola Gherardi componente della giunta nazionale di Confagricoltura, sottolineando come l’agrivoltaico rappresenti una possibilità, ma non un obbligo per le aziende agricole.
“L’agrivoltaico avanzato non deve essere visto come un’imposizione, ma come un’opportunità che l’imprenditore agricolo può scegliere di cogliere. In alcuni casi l’ombreggiatura può persino rappresentare un vantaggio agronomico e non solo uno svantaggio, come si pensava in passato. Parliamo comunque di superfici limitate, nell’ordine dello 0,8-3% della SAU (superficie utilizzabile agricola), e il punto centrale deve restare uno: l’attività agricola deve rimanere il cuore del sistema”.
Gherardi ha inoltre evidenziato come il dibattito sul tema debba uscire dalle contrapposizioni ideologiche per concentrarsi su criteri chiari e su una pianificazione equilibrata del territorio.
“È facile essere ambientalisti al bar – ha aggiunto – ma quando si tratta di individuare le aree e costruire soluzioni concrete servono parametri chiari che consentano agli imprenditori agricoli di mantenere prospettive economiche e produttive”.
A raccogliere il filo del ragionamento è stato il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Marcello Bonvicini, che ha richiamato la necessità di affrontare la transizione energetica con pragmatismo.
“La transizione energetica è una sfida reale e importante e gli obiettivi che la Regione e il Paese si sono dati sono molto ambiziosi. Per raggiungerli, però, serve affrontare il tema senza ideologie. L’agricoltura è pronta a fare la propria parte e a contribuire allo sviluppo delle energie rinnovabili, ma questo deve avvenire mantenendo un equilibrio economico e produttivo. Non possiamo dimenticare che i terreni agricoli servono prima di tutto per produrre cibo e garantire reddito alle imprese”.
“Per questo – ha concluso Bonvicini – serve una pianificazione attenta, che individui le aree più adatte e che tenga conto delle esigenze delle imprese agricole. Noi ci siamo, ma la transizione energetica deve camminare insieme alla tutela delle produzioni agricole e dei territori”.
