{"id":47,"date":"2020-10-31T17:18:12","date_gmt":"2020-10-31T16:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confagricoltura.org\/parma\/?p=47"},"modified":"2021-01-27T15:32:16","modified_gmt":"2021-01-27T14:32:16","slug":"agricoltura-trend","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confagricoltura.org\/parma\/agricoltura-trend\/","title":{"rendered":"Bilancio dell\u2019annata agraria 2020"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abIl territorio e gli imprenditori agricoli devono essere protagonisti della nuova politica agricola europea, nella predisposizione del prossimo piano regionale di sviluppo rurale e nella programmazione degli investimenti. Bisogna cogliere le opportunit\u00e0 del Recovery Fund mettendo in campo una sinergia di crescita intelligente, tra le istituzioni e le rappresentanze agricole, per sostenere le aziende in questa difficile fase\u00bb, archivia il bilancio agricolo 2020 e guarda avanti\u00a0<strong>Marcello Bonvicini,<\/strong>\u00a0<strong>presidente di Confagricoltura Emilia Romagna. \u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il granaio dell\u2019Emilia-Romagna chiude l\u2019anno con un risultato commerciale tutto sommato positivo malgrado il quadro produttivo regionale molto disomogeneo. Il clima \u00e8 stato benevolo con le province orientali \u2013 la Romagna -, ma non con quelle occidentali dove le abbondanti piogge autunnali hanno causato ritardi nelle semine e dove, per contro, la successiva assenza di precipitazioni da febbraio a giugno inoltrato ha infierito sul raccolto del frumento tenero e duro. L\u2019orzo, invece, ha portato a casa quasi ovunque produzioni superiori alla media e un buon peso specifico. Sulla brillante performance del mercato interviene&nbsp;<strong>Lorenzo Furini,<\/strong>&nbsp;responsabile dei&nbsp;<strong>produttori di cereali<\/strong>&nbsp;di Confagricoltura Emilia Romagna, che chiarisce: \u00abIl prezzo del frumento tenero mostra oggi un incremento di circa 23 euro a tonnellata rispetto a dicembre scorso (da 193 a 216 euro\/ton su base annuale). Il valore del duro \u00e8 addirittura passato da 257,50 a 301 euro a tonnellata nello stesso periodo: un risultato raggiunto anche grazie all\u2019orientamento dell\u2019industria pastaria sempre pi\u00f9 indirizzato verso il prodotto made in Italy. Nel breve \u00e8 previsto un andamento potenzialmente stabile per il duro e in leggera flessione per il tenero\u00bb. Quanto alla campagna 2021, \u00absi stima un aumento della superficie regionale coltivata a grano da 230 a 238 mila ettari, con il duro che arriva cos\u00ec a coprire oltre il 30% degli ettari investiti; le coltivazioni di orzo sono in tendenziale crescita (+ 2-4%) e passano da 25 a 26 mila ettari totali\u00bb. Si preannuncia inoltre un balzo in avanti anche nelle superfici dedicate alla coltura del mais, \u00abcomplice il successo commerciale ottenuto dal mais da granella il cui prezzo \u00e8 aumentato di 23,3 euro a tonnellata negli ultimi 12 mesi e dalle crescenti richieste del prodotto destinato ai biodigestori, alle agroenergie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona l\u2019annata per le&nbsp;<strong>proteoleaginose<\/strong>, \u00abin particolare \u2013 spiega&nbsp;<strong>Marco Faccia<\/strong>, presidente della sezione di prodotto \u2013 la soia ha ottenuto rese pi\u00f9 che sodisfacenti, in media 40-50 quintali a ettaro, sia negli areali vocati del Ferrarese e del Bolognese sia in Romagna. Sul fronte commerciale, il prezzo del seme di soia ha raggiunto la soglia (ambita) dei 390 euro a tonnellata. Ci\u00f2 lascia presupporre un aumento delle superfici investite nel 2021, spinto soprattutto da contratti di coltivazione e vendita vantaggiosi per l\u2019agricoltore. &nbsp;Un nuovo e crescente interesse sta riscuotendo anche il girasole, la cui superficie regionale supera attualmente i 10 mila ettari. \u00c8 importante \u2013 evidenzia infine l\u2019imprenditore \u2013 ridurre la dipendenza dall\u2019estero di queste materie prime, fonti proteiche fondamentali per la nostra industria mangimistica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Stupefacente la&nbsp;<strong>produzione vitivinicola<\/strong>&nbsp;sotto il profilo quali-quantitativo, ma l\u2019annata 2020 resta comunque contrassegnata dagli effetti del Covid e dalla grave crisi innescata dalla chiusura di bar e ristoranti. \u00abVa male\u00bb, \u00e8 il grido d\u2019allarme di&nbsp;<strong>Mirco Gianaroli<\/strong>, presidente dei viticoltori di Confagricoltura Emilia Romagna. \u00abServe un forte intervento da parte delle istituzioni per scongiurare la chiusura di 9 mila aziende viticole sulle 17 mila presenti su territorio regionale. Sono soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni a soffrire di pi\u00f9, con importanti giacenze di magazzino e fatturati decurtati anche del 60%, proprio ora, nel periodo invernale, che l\u2019attivit\u00e0 non pu\u00f2 essere fermata e si richiede il massimo impegno lavorativo per potature e lavorazioni in cantina\u00bb. Una riflessione a parte va fatta per le grandi realt\u00e0 del vino che invece chiudono il bilancio con un incremento di vendite intorno al 25%, prevalentemente nella GDO e nei supermercati che non hanno per nulla risentito della debacle, anzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il&nbsp;<strong>settore frutticolo<\/strong>&nbsp;ha aperto l\u2019anno con una perdita quali-quantitativa pari a 400 milioni di euro a causa delle gelate di inizio marzo che hanno colpito pi\u00f9 di 9.000 aziende su una superficie coltivata di circa 48.000 ettari, decimando il raccolto delle principali specie frutticole in particolare le drupacee nell\u2019areale romagnolo e le sue variet\u00e0 precoci. \u00abAmaro \u00e8 il bilancio consuntivo 2020 \u2013 dice&nbsp;<strong>Albano Bergami<\/strong>, presidente regionale e nazionale dei&nbsp;<strong>frutticoltori<\/strong>&nbsp;di Confagricoltura Emilia Romagna -. La capacit\u00e0 produttiva di albicocche, pesche, nettarine e susine ha registrato il minimo storico; quella di kiwi e ciliegie si \u00e8 dimezzata. Infine, ammonta a circa 85 milioni di euro la conta dei danni sul pero provocati dalla maculatura bruna, tra le pi\u00f9 temibili malattie fungine che \u00e8 esplosa in agosto con una virulenza mai vista prima\u00bb. C\u2019\u00e8 un piano di rilancio condiviso tra Regione e rappresentanze che guarda alla riconversione varietale, alla ricerca avanzata sulla difesa fitosanitaria, a moderni impianti di protezione da eventi calamitosi e alla revisione del sistema assicurativo e della legge 102 come anche a sgravi contributivi e fiscali sull\u2019esempio dei paesi Ue competitor. \u00abBisogna agire in fretta per frenare l\u2019emorragia. A preoccupare sono lo stallo politico nazionale nell\u2019attuare le necessarie riforme strutturali, la burocrazia ormai fuori controllo e la mancanza di una visione comune, produttiva e commerciale, da definire quanto prima al Tavolo ortofrutticolo istituito al Mipaaf. Inoltre \u2013 conclude Bergami \u2013 chiediamo con forza la valutazione dell\u2019impatto della strategia europea Farm to Fork sulle aziende agricole e sull\u2019agroalimentare per evitare scelte imprenditoriali non sostenibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il presidente dei&nbsp;<strong>produttori di pomodoro<\/strong>,<strong>&nbsp;Giovanni Lambertini<\/strong>, fissa gli obiettivi per il prossimo anno: \u00abValorizzare al meglio la campagna in termini di superfici, di programmazione dei trapianti e dei quantitativi, considerando il potenziale di trasformazione delle industrie e lavorando insieme, al tavolo di contrattazione del nuovo accordo quadro, per una remunerazione oggettiva della qualit\u00e0. Pur nell\u2019attuale contesto di elevata incertezza, appare evidente la vitalit\u00e0 dei mercati del pomodoro \u201cmade in Italy\u201d, che vince sugli scaffali di tutto il mondo e dall\u2019Emilia-Romagna proviene il 70% del raccolto del Nord\u00bb. Le anomalie climatiche hanno caratterizzato il 2020 determinando un accorciamento dei tempi di raccolta per via della maturazione in contemporanea delle bacche e anticipando la chiusura della campagna. Tuttavia la resa per ettaro \u00e8 stata alta (74 ton\/ha) e la qualit\u00e0 superiore alla media quinquennale (4,82 di grado brix), sia per la produzione integrata che per quella biologica. Nonostante ci\u00f2, il prezzo riconosciuto al produttore si \u00e8 mantenuto basso nei periodi critici della campagna scaricando prevalentemente sulla parte agricola l\u2019onere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Covid non ha penalizzato le&nbsp;<strong>produzioni biologiche<\/strong>&nbsp;e i relativi consumi, confermando il trend di crescita costante degli anni precedenti anche se rallentato. Il responsabile di settore,<strong>&nbsp;Paolo Parisini,&nbsp;<\/strong>tira le somme: \u00abIl nostro comparto rappresenta oltre il 15% della superficie agricola dell\u2019Emilia-Romagna ed ha all\u2019attivo pi\u00f9 di 6000 imprese. La Regione \u00e8 prima in Italia per numero di aziende di acquacoltura bio. Da evidenziare inoltre il boom nella produzione di ortaggi da agricoltura biologica che oggi investono oltre 10 mila ettari complessivi da Piacenza a Rimini. Nelle quotazioni all\u2019ingrosso non ci sono state sostanziali variazioni, ad eccezione del farro (in recupero) e del grano duro (in calo). Una sola nota dolente: i gravissimi danni provocati dagli ungulati, in special modo nelle zone collinari e a ridosso dei parchi, fino a minacciare se non annullare la redditivit\u00e0 delle coltivazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Si appresta a concludere un anno complesso il presidente degli&nbsp;<strong>allevatori di suini&nbsp;<\/strong>di Confagricoltura Emilia Romagna,<strong>&nbsp;Andrea Cavazzuti<\/strong>. Da un lato la chiusura del canale horeca aggravata dal tracollo del turismo e dall\u2019azzeramento degli eventi; dall\u2019altro il blocco delle esportazioni di carne suina dalla Germania alla Cina \u2013 a causa dei focolai di peste suina africana accertati nel paese -, che ha generato volumi di prodotto extra verso mercati di sbocco come l\u2019Italia. \u00abIn sintesi, le quotazioni dei suini da ingrasso \u2013 spiega l\u2019allevatore \u2013 sono crollate vertiginosamente da 1.70 a 1 euro al chilo nel periodo da gennaio a giugno per poi risalire in estate e quindi calare nuovamente fino a toccare 1.20 euro. Si confermano molto bassi anche i valori medi attuali dei capi da 30 chili: all\u2019incirca 2 euro\/kg\u00bb. Soffre il sistema allevatoriale dell\u2019Emilia-Romagna che produce il 13% circa dei capi da ingrasso commercializzati in Italia: in 10 anni si \u00e8 ridotto di oltre il 30% il numero degli allevamenti presenti sul territorio e del 60% quello delle scrofaie. \u00abSi rischia di perdere pezzi importanti della filiera, che rappresentano il fiore all\u2019occhiello della produzione nazionale. Confagricoltura invoca l\u2019intervento delle istituzioni regionali (semplificazione degli adempimenti burocratici in materia ambientale e sanitaria) e nazionali (supporto alle aziende in crisi e un quadro legislativo capace di dare unit\u00e0 e forza commerciale alla filiera e al Consorzio del Prosciutto di Parma, per valorizzare la nostra produzione di qualit\u00e0). Occorre limitare le importazioni dall\u2019Europa \u2013 incalza Cavazzuti \u2013 poi \u00e8 incomprensibile il rinvio dell\u2019etichettatura d\u2019origine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il&nbsp;<strong>latte e i prodotti lattiero-caseari<\/strong>, la riflessione del presidente della sezione,&nbsp;<strong>Roberto Gelfi,&nbsp;<\/strong>parte dall\u2019impatto del Covid nelle scelte di consumo, \u00absempre pi\u00f9 indirizzate verso l\u2019alta qualit\u00e0 e il cibo di marca (Parmigiano Reggiano): la prolungata permanenza a casa ha infatti favorito un\u2019alimentazione consapevole e prodotti caratterizzati da una alta \u201creputazione\u201d, riducendo l\u2019acquisto di alimenti a \u201ccorta scadenza\u201d come il latte fresco. Quindi nel 2020 non sono mancate tensioni sul prezzo del latte alimentare, con una linea di tendenza al ribasso. Per il prodotto destinato alle Dop, c\u2019\u00e8 stata una ripresa delle quotazioni a partire dall\u2019autunno. Sono state evidenti le manovre speculative nell\u2019ambito del Parmigiano Reggiano, pertanto, al fine di contrastare tali minacce \u2013 dice a chiare lettere Gelfi \u2013 sar\u00e0 necessario aumentare i posti-forma nei magazzini del comprensorio della Dop, orientando in tale direzione anche le linee d\u2019intervento del prossimo PSR; migliorare le condizioni di accesso (garanzie e tassi di interesse) alle forme di credito gi\u00e0 esistenti, cos\u00ec da sostenere i produttori nello sforzo di rimandare la vendita del prodotto a un momento commerciale pi\u00f9 favorevole; studiare nuove soluzioni di finanziamento, quali ad esempio fondi \u201crotazionali\u201d, partecipati sia dal privato (produttori e i loro consorzi), che dal pubblico come anche da banche e assicurazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bene la regione cha ha accolto la nostra proposta di favorire l&#8217;occupazione agricola<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":83,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wp_mapbox_gl_js_media":[],"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-47","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.8 - 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