{"id":7623,"date":"2025-06-16T16:54:41","date_gmt":"2025-06-16T14:54:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confagricoltura.org\/bologna\/?p=7623"},"modified":"2025-06-16T16:54:41","modified_gmt":"2025-06-16T14:54:41","slug":"soccida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confagricoltura.org\/bologna\/soccida\/","title":{"rendered":"Soccida."},"content":{"rendered":"<p>Il diritto agrario codificato affonda le proprie radici nel primo codice civile adottato in Italia, nel 1865, allora Regno d\u2019Italia (Regio Decreto 25 giugno 1865), codice che sostituiva le leggi ed i codici civili vigenti separatamente nei vari stati preunitari italiani. Il codice c.d. \u201cPisanelli\u201d, era sostanzialmente mutuato dal codice civile \u201cNapoleon\u201d, ed era rappresentativo di una codificazione, posta principalmente a tutela della propriet\u00e0; ancora oggi, ad esempio, il testo normativo che definisce la propriet\u00e0, nel codice civile, \u00e8 sostanzialmente la traduzione dell\u2019articolo specifico del codice civile napoleonico (vedasi art. 436 codice 1865, art. 544 codice napoleonico, art. 832 c.c. vigente).<\/p>\n<p>Nel campo agrario il codice del 1865 definiva i contratti di affitto, mezzadria, soccida come\u00a0 modi di godimento della cosa da parte del proprietario terriero. Nel codice del 1942 (quello oggi in vigore) la visione \u00e8 pi\u00f9 \u201ccontrattuale\u201d ed imprenditoriale; vi \u00e8 maggiore autonomia ed equilibrio tra le parti stipulanti, i vari negozi agrari sono focalizzati ed utili alla conduzione dei terreni e degli allevamenti. Il diritto agrario modifica il proprio tratto negli anni \u201960, attraverso una notevole produzione normativa speciale, che tende a sostituirsi in pieno alle regole codicistiche in una diversa prospettiva politico &#8211; sociale, tesa a favorire la nascita della piccola propriet\u00e0 coltivatrice, trasformando i normali coltivatori (mezzadri, affittuari, soccidari) in imprenditori e proprietari del terreno, con ci\u00f2 continuando lo sviluppo delle linee strategiche adottate da Alcide De Gasperi negli anni\u201950, attraverso la \u201cRiforma Agraria\u201d (legge Sila, legge Stralcio), che comportarono l\u2019espropriazione di quasi 750.000 ettari di terreno (in particolare nelle zone vallive, Delta Padano, Fucino, Maremma, Puglia, Lucania, Calabria, Sicilia e Sardegna).<\/p>\n<p>Da ricordare le fonti costituzionali poste a limitazione della libert\u00e0 di intrapresa (art. 41 Cost.), quali l\u2019art. 42 Cost., in materia di propriet\u00e0 e l\u2019art. 44 Cost., in tema di propriet\u00e0 agraria.<\/p>\n<p>Il disegno di riforma si \u00e8 completato con la legge n. 203\/1982, che ha definitivamente acclarato la matrice agraria principale del contratto di affitto rispetto alle altre forme in precedenza vigenti, conservando altres\u00ec la soccida quale contratto utilizzabile seppur con sostanziali limitazioni rispetto al passato.<\/p>\n<p>Nell\u2019 impianto codicistico del 1942 i contratti agrari tipici \u2013 che sono derogabili salvo quanto previsto agli artt. 1634 e 1654 c.c. e consentono la applicazione degli usi ex art. 2187 c.c., si distinguevano in:<\/p>\n<p><b>A) <\/b>CONTRATTI LOCATIZI (Affitto di fondi rustici ex art. 1628 c.c.)<\/p>\n<p><b>B) <\/b>CONTRATTI ASSOCIATIVI (mezzadria ex art. 2141 c.c., colonia parziaria ex art. 2164 c.c., soccida semplice ex art. 2170 c.c., soccida parziaria con bestiame ex art. 2182 c.c. e soccida con conferimento pascolo ex art. 2186 c.c.).<\/p>\n<p>Il processo di tipizzazione dei contratti agrari aveva conosciuto un forte sviluppo con la Legge 15 settembre 1964, n. 756, che enucleava alcuni princ\u00ecpi, cardine ed innovativi, quali il divieto di stipula di nuove mezzadrie, la condirezione della impresa tra concedente e mezzadro, la proroga dei contratti di affitto a coltivatore diretto.<\/p>\n<p>Con tali divieti di stipula di contratti agrari non tipizzati si disponeva la riconducibilit\u00e0, per analogia e prevalenza, di tutte le contrattualistiche ad alcuni tipi legali:<\/p>\n<ul>\n<li>Contratti agrari con effetti obbligatori per terreni (affitto, mezzadria, colonia parziaria, contratti misti tipizzati);<\/li>\n<li>Contratti con effetti reali (enfiteusi e simili);<\/li>\n<li>Rapporti di lavoro;<\/li>\n<li>Contratti associativi di allevamento (soccida).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In particolare, con la Legge 11 febbraio 1971, n. 11, si ulteriormente limitavano le possibilit\u00e0 negoziali attraverso la riconduzione dei contratti misti ad affitto, il privilegio per l\u2019affitto a coltivatore diretto, definendo altres\u00ec per i contratti di soccida con conferimento di pascolo e per gli altri contratti di pascolo la trasformabilit\u00e0 di tali contratti in affitto, a domanda del concessionario.<\/p>\n<p>Il processo di riforma\u00a0 si \u00e8 concluso sostanzialmente con la Legge 3 maggio 1982, n. 203 che, con l\u2019art. 25, disponeva la conversione dei contratti di soccida con conferimento di pascolo e la soccida parziaria con conferimento di pascolo in affitto.<\/p>\n<p>In pratica, oggi \u00e8 possibile unicamente la definizione, inter partes, di contratti di soccida semplice ex art. 2171 c.c., ovvero parziaria ex art. 2182 c.c.<\/p>\n<p>Secondo la dottrina prevalente, possono essere stipulati contratti di soccida con conferimento di pascolo o di terreno con le forma derogatorie di cui all\u2019art. 45 l. 203\/82.<\/p>\n<p>La stipula ex art. 45 L. 203\/82 \u00e8 sempre consigliabile qualora le parti vogliano derogare a norma interpretative inderogabili ex art. 58 L. 203\/82. Proprio in ordine alla soccida \u00e8 opportuno dare conto di un recente sviluppo normativo.<\/p>\n<p>Con recente circolare (n. 94 del 21 maggio 2025) l\u2019NPS ha formalizzato nuove linee interpretative avuto riguardo alla soccida chiarendo numerose criticit\u00e0. Come detto, innanzi la soccida \u00e8 un contratto agrario associativo oggi sviluppatosi, in Italia, in particolare nel comparto degli allevamenti in particolare avicoli: due le parti il soccidante e il soccidario; costoro ad esempio si associano per allevare una certa quantit\u00e0 di pollame con lo scopo di suddividere, a consuntivo, l\u2019eventuale l\u2019accrescimento degli animali come degli altri prodotti ed utili che derivino anche per le attivit\u00e0 connesse e complementari.<\/p>\n<p>La circolare INPS si sofferma in specie sulla \u201csoccida monetizzata\u201d; in tale tipologia contrattuale in alternativa alla divisione in natura degli accrescimenti tra le parti si conviene la liquidazione in denaro della quota spettante al soccidario a fronte della dazione al soccidante dell\u2019intero accrescimento degli animali allevati.<\/p>\n<p>La circolare INPS nella nota in commento\u00a0 prende atto dei chiarimenti del Ministero delle Finanze (circ. n. 32\/1973 e n. 48\/1995) e dell\u2019Agenzia delle Entrate (interpello n. 134\/2024), in ordine alla\u00a0 natura del passaggio materiale degli animali\u00a0 allevati in soccida tra le due\u00a0 parti (soccidante e soccidario) in particolare nelle fasi costitutive ed estintive del contratto di soccida; si ricorda che dal punto di vista fiscale\u00a0 la cessione dedotta, nel caso di soccida monetizzata, non \u00e8 da valutarsi come un atto traslativo della propriet\u00e0 nemmeno\u00a0 quando la somma riconosciuta\u00a0 al soccidario \u00e8 corrisposta a titolo di assegnazione della quota-parte risultante dalla valorizzazione e\u00a0 vendita dell\u2019accrescimento del bestiame.<\/p>\n<p>Conformemente l\u2019INPS, in merito all\u2019inquadramento contributivo del soccidante, formula nella predetta circolare direttive pi\u00f9 coerenti ponendo fine al forte contenzioso, sviluppatosi negli anni, che si poggiava sulla interpretazione secondo la quale la monetizzazione dell\u2019accrescimento configurasse, in concreto,\u00a0 una forma di acquisto dal mercato e non una forma di ripartizione del prodotto, perdendo il soccidante\u00a0 la\u00a0 natura agricola delle cattivit\u00e0 connesse, ad es. di prima trasformazione e\u00a0 vendita, venendo meno, in capo al soccidante, la prevalenza di prodotto acquisito sul mercato rispetto a quello di produzione aziendale. La odierna circolare INPS inequivocabilmente chiarisce che la presa in carico, da parte del soccidante, del prodotto accresciuto non pu\u00f2 essere qualificato come acquisto sul mercato, anche nel caso della soccida monetizzata essendo ci\u00f2 \u201c<i>irrilevante al fine della valutazione della sussistenza o permanenza del requisito di prevalenza<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Con tale precisazione viene pertanto meno il contenzioso oggi in essere; la circolare INPS infatti conferisce il mandato alle strutture periferiche di provvedere al riesame dei carichi vertenziali in essere\u00a0 provvedendo, in via di autotutela, all\u2019annullamento od alla riforma dei provvedimenti assunti in materia di inquadramento o in tema di recupero contributivo.<\/p>\n<p>(M. Mazzanti)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il diritto agrario codificato affonda le proprie radici nel primo codice civile adottato in Italia, nel 1865, allora Regno d\u2019Italia (Regio Decreto 25 giugno 1865), codice che sostituiva le leggi ed i codici civili vigenti separatamente nei vari stati preunitari italiani. 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