Confagricoltura Reggio Emilia e Cia: bene la revisione delle tariffe per gli scarichi in pubblica fognatura degli allevamenti suinicoli

Le due Associazioni hanno raggiunto un accordo positivo con Iren – Dal prossimo anno le tariffe saranno decise da un’autorità nazionale

 

Confagricoltura di Reggio Emilia e Cia – Agricoltori Italiani hanno raggiunto con Iren un accordo che soddisfa le associazioni e gli allevatori di suini interessati da scarico di effluenti zootecnici in pubblica fognatura. Si tratta di diversi e consistenti allevamenti nei comuni di Bibbiano, Cavriago e San Polo (6 allevamenti per circa 18 mila capi), aderenti alle due Organizzazioni, ma anche ad altre sigle.

Lo scarico in pubblica fognatura fu convenuto anni fa, consentendo agli allevamenti in questione di inviare i liquami alla depurazione, adottando da parte loro un trattamento biologico primario per ridurre alcune componenti dei reflui. Si tratta di una situazione specifica di alcune aree sensibili come la Val d’Enza nel reggiano, ma anche di Lombardia e Veneto, con il duplice vantaggio di assicurare un corretto smaltimento degli effluenti zootecnici, a costi accessibili per gli allevatori. Non va dimenticato poi che tradizionalmente gli allevamenti suini smaltiscono il siero residuo dalla lavorazione del Parmigiano Reggiano.

Per gli anni 2016 e 2017 era però sorto un problema dovuto alla revisione delle tariffe che erano schizzate molto in alto. La verifica attuata dalle due associazioni con Iren (ente gestore del servizio di depurazione) ha messo in rilievo che da un lato vi era un errore nei coefficienti di calcolo, dall’altro erano state utilizzate specifiche tipiche degli impianti industriali, che ora sono state riconsiderate. Pertanto agli allevamenti interessati sarà inviata una bolletta di conguaglio che provvederà a dedurre i maggiori costi imputati; così le tariffe applicate avranno aumenti di entità limitata.

Confagricoltura e Cia, contemporaneamente, hanno teso a sensibilizzare le rispettive strutture nazionali, in quanto dal 2018 la definizione delle tariffe di depurazione non sarà più a livello regionale, ma sarà accentrato presso l’Aege (Autorità nazionale per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico); l’intento è quello di aprire un dialogo con tale ente, onde mantenere le tariffe a livelli sostenibili dagli allevamenti, considerato anche il valore ambientale di questa particolare esperienza di smaltimento dei reflui.

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