Grano amaro: oggi 100 chili di grano valgono meno di 8 chilogrammi di pane

027-1Il prezzo del grano tenero è sceso ai minimi storici, sedici euro al quintale un quarto di secolo fa valeva 30.000 lire, gli attuali 15 euro – Giornata di mobilitazione di CIA – Confagricoltura – Copagri – Presso l’azienda agricola Villani di Gualtieri hanno fatto il punto della situazione il presidente CIA Antenore Cervi e per Confagricoltura Davide Calzolari, con l’appoggio del Sindaco Renzo Bergamini

“Cento chilogrammi di frumento valgono, al mercato attuale, meno di 8 chili di pane: una situazione insostenibile, contro la logica delle cose, che non può nemmeno lasciare indifferenti i consumatori di fronte ad un tale distorsione dei mercati che vede danneggiati gli agricoltori in primis”. Per questo oggi in tutta l’Emilia Romagna CIA, Confagricoltura e Copagri sono mobilitate per informare cittadini e consumatori di una situazione che si rivela insostenibile per gli agricoltori, con un’iniziativa denominata “Grano amaro”. Nella provincia di Reggio Emilia, un incontro informativo è stato effettuato presso l’azienda agricola Villani in via Fattori a Gualtieri, dove il presidente di CIA Antenore Cervi e per Confagricoltura Davide Calzolari hanno sottolineato amaramente la situazione del comparto cerealicolo che a tutt’oggi – a campagna di raccolta ormai in fase avanzata – assiste a quotazioni del frumento tenero sui 16 euro al quintale, mentre quello duro è valutato 19 euro. La solidarietà ed il sostegno istituzionale sono stati espressi dal Sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini, mentre timori e speranze dei giovani imprenditori del settore sono stati espressi da Valeria Villani dell’azienda che ospitava l’evento.

Già nei primi mesi del 2016 il frumento tenero panificabile valeva mediamente 166 euro a tonnellata, quello duro a 238 euro e l’orzo 170 euro a tonnellata (quotazioni Borsa Merci Bologna). Questa la fotografia della situazione in campo quando, mai come quest’anno, i frumenti presentano un’alta qualità, con proteine elevate e ottimo peso specifico.

“E’ inoltre una annata con un raccolto soddisfacente nella media ed anche oltre – hanno spiegato i rappresentanti di Cia e Confagricoltura di Reggio –  ed è per questo che abbiamo dato vita ad una iniziativa che abbiamo chiamato “Grano amaro”, per far capire alla cittadinanza il nostro disagio e far conoscere la situazione critica  dei cereali, e mettere in  evidenza il divario tra costo del frumento,  pane e pasta. Abbiamo voluto far vedere –  anche fisicamente –  cosa sta avvenendo, in considerazione del fatto che 25 anni fa un quintale di frumento valeva circa 30.000 lire, gli attuali 15 euro. Se si fanno le debite proporzioni c’è stata una perdita di valore che non ha eguali in altri prodotti”.

La produzione di quest’anno del grano tenero, secondo le prime indicazioni dei tecnici, nella provincia di Reggio Emilia si annuncia sui 70/75 q.li per ettaro, contro i 62,6 del 2014 ed i 55 del 2015, annata segnata da un andamento meteorologico molto sfavorevole. Anche il livello qualitativo si annuncia notevole. Nella nostra provincia, la cerealicoltura ha una notevole importanza per il comparto agricolo: il frumento tenero copre oltre 10mila ettari di superficie, mentre quello duro ha appena superato gli 800 ettari, con un forte aumento negli ultimi anni. In netto calo sono invece i cereali ‘zootecnici’ con l’orzo ed il mais che in pochi anni hanno quasi dimezzato le superfici occupate, oggi circa rispettivamente a mille e 6.500 ettari.

Ma, “Quello dei prezzi – hanno concluso Cia, Confagricoltura e Copagri, è un problema serio e non si limita alle sole aziende agricole: il crollo del prezzo del frumento non ha portato alcun beneficio al consumatore. Serva una riflessione sull’intera filiera, non è possibile che i costi gravino solo su produttori e consumatori finali”.

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