Nutrie: primi risultati del piano di controllo ma non va diminuito l’impegno. Agrinsieme di Reggio sottolinea il proprio coinvolgimento anche economico, a fianco degli agricoltori e dei soggetti coinvolti

Nei giorni scorsi, in una riunione presso la Provincia di Reggio Emilia, è stato fatto il punto sul piano di controllo, o per meglio dire sui piani comunali di controllo per il contenimento della nutria, a tre mesi dall’avvio del piano stesso. La partenza è infatti avvenuta sul finire del mese di marzo e progressivamente l’attività ha preso piede su tutto il territorio interessato.

“Un territorio molto ampio – sottolinea il coordinatore di Agrinsieme Reggio Emilia, il presidente Cia Antenore Cervi – dato che le segnalazioni sulla presenza di questo roditore riguardano ormai anche le vicinanze di Castelnovo né Monti. Giudichiamo soddisfacente quanto fatto finora e l’impegno dei diversi soggetti attuatori”.

“Ciò non significa – afferma Cervi – che i risultati siano già visibili, perché i danni alle colture agricole nei campi della Bassa e della media pianura restano importanti, così come allo stato attuale non riteniamo scongiurati i rischi per la sicurezza idraulica del nostro territorio”.

“E’ chiaro – afferma il coordinatore di Agrinsieme – che quasi due anni d’interruzione delle attività di controllo e contenimento della popolazione di nutrie hanno notevolmente aggravato il problema sul nostro territorio, come un po’ dovunque su scala nazionale. Ora quindi occorre procedere senza indugi, per riportare la situazione sotto controllo e per riportare i livelli di rischio ed i danni all’agricoltura a livelli che consentano alle aziende agricole di poter svolgere meglio la propria attività ed al territorio intero di godere di maggior sicurezza sul versante idraulico e sul piano sanitario”.

“Quindi – osserva ancora Cervi – seppur con qualche iniziale fatica e non senza incontrare ostacoli, il Piano sta decollando. Va quindi apprezzato l’impegno della nostra Provincia nel coordinare ed attuare il Piano, sulla base delle linee regionali indicate dall’assessorato guidato da Simona Caselli, che stanno diventando un esempio da imitare per le altre regioni”.

“Va anche sottolineato – aggiunge il coordinatore Agrinsieme – l’impegno finanziario dei soggetti, coinvolti nella gestione. Il costo del piano è infatti di 70mila euro per quest’anno, per metà sostenuto dai consorzi di bonifica Emilia Centrale e Terre dei Gonzaga, per la restante parte dai Comuni e dalle associazioni degli agricoltori”.

“Mi piace sottolineare – conclude Cervi – il fattivo intervento delle associazioni che compongono il coordinamento Agrinsieme, che si sostanzia nello stanziamento di 8mila euro, dei complessivi 10mila accollati alle rappresentanze agricole, che nell’occasione hanno raddoppiato il proprio contributo”.

 

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