Assemblea annuale 2016: “Il nostro impegno per progetti e a sostegno delle imprese agricole”. Intervento del Presidente Bonvicini

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 INTERVENTO INTEGRALE DEL PRESIDENTE MARCELLO BONVICINI

 

Benvenuti all’Assemblea annuale di Confagricoltura Reggio Emilia. Grazie per la Vostra gradita presenza

E’ passato quasi un anno da quando ho ricevuto da Lorenzo Melioli il testimone della presidenza della nostra Associazione

L’ho già detto in occasione della mia nomina ma lo voglio ripetere anche oggi:

Nei suoi 6 anni di presidenza Lorenzo ha dato nuove idee alla nostra Associazione, mettendo mano con coraggio all’organizzazione interna e tessendo una serie di relazioni preziose con gli Enti economici e le Istituzioni reggiane e regionali. Dall’amico Lorenzo, che è rimasto tra i componenti del Consiglio Direttivo, ho raccolgo un’associazione profondamente rinnovata e pronta ad interpretare un nuovo modo di fare rappresentanza.

In questo primo anno di presidenza sono successe tante cose nel mondo agricolo reggiano e mi sembra che sia passato molto più tempo. In particolare, ho avuto l’impressione, e ce l’ho tutt’ora, che dal 13 dicembre scorso tutto si sia intensificato e accelerato.

Il 13 dicembre 2015, lo ricorderete, si sono tenute le elezioni per il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.

Basterebbe questa vicenda, tutt’altro che conclusa, per scrivere un libro.

Non per polemica ma per mettere ordine ai fatti, mettiamo in fila gli eventi:

– fin dall’autunno scorso Confagricoltura, con tutte le componenti di Agrinsieme, si è mossa per cercare di dare alla Bonifica un governo unitario con il contributo di tutte le associazioni agricole e non agricole;

– l’intento era quello di arrivare ad un accordo equilibrato che permettesse a tutte le associazioni di impresa di essere adeguatamente rappresentate, così come era già avvenuto con l’elezione di Stefano Landi alla guida della Camera di Commercio di Reggio

– l’accordo era stato trovato e sottoscritto anche formalmente da Coldiretti in data 31 ottobre 2015;

– nel giro di pochi giorni Coldiretti ha disconosciuto l’accordo che pure aveva accettato per iscritto e, senza più farsi sentire ne trovare, si è messa a raccogliere firme e DELEGHE in quantità;

– la storia successiva è nota a tutti: si è andati allo scontro elettorale che la Coldiretti ha perso sulla provincia di Reggio e ha vinto di soli 191 voti sul comprensorio;

– nel giro di poche ore, da diversi seggi elettorali, ci sono arrivate diverse segnalazioni che facevano immaginare tante irregolarità;

– attraverso alcuni consorziati abbiamo presentato un reclamo; la Bonifica ha controllato i verbali e i registri dei seggi;

– RISULTATO: 343 voti espressi in modo non valido, ben superiori ai voti di scarto, e quindi elezioni da annullare secondo il nostro giudizio;

– la Regione ha nominato un commissario (il dott. Zambelli) che si avvale della consulenza di un ex magistrato (il dott. Zincani) per accertare ogni passaggio di questa delicata vicenda;

– attendiamo il pronunciamento del commissario dott. Zambelli, che dovrebbe arrivare a giorni, ma non vediamo come possano essere dichiarate valide elezioni che hanno mostrato a migliaia di consorziati irregolarità così gravi e così diffuse;

La spiacevole vicenda della Bonifica è frutto di ciò che è accaduto in casa della Coldiretti reggiana.

Dopo anni di divisioni interne pro e contro il loro ex Presidente, la Coldiretti reggiana è stata commissariata e lo è tutt’ora.

Con il commissariamento il clima è immediatamente cambiato ed è sparito quel po’ di collaborazione che esisteva con le altre Associazioni Agricole.

Senza timore di smentita, è un dato di fatto che Coldiretti voglia separare completamente la propria attività dalle altre associazioni agricole, rompendo ogni forma di collaborazione. Lo stiamo verificando in questi giorni anche con il centro di formazione Dinamica.

Forse non è un caso che tutto ciò sia avvenuto a Reggio Emilia, provincia importante dal punto di vista agricolo ed economico e provincia nella quale è nata e cresciuta in fretta, e meglio che altrove, l’esperienza di Agrinsieme.

Per anni, giustamente, tutti gli agricoltori hanno chiesto alle loro Organizzazioni di essere unite negli intenti e nell’azione, hanno chiesto compattezza nell’attività sindacale ed economica.

Gli agricoltori stanno chiedendo alle loro associazioni di fare rappresentanza in modo nuovo e chiedono alle associazioni di essere unite.

Le aziende e cooperative agricole rappresentate da Agrinsieme Reggio Emilia generano l’87% dell’occupazione agricola della nostra provincia e ad esse si lega il 95% della produzione di vino e l’81% della produzione di Parmigiano Reggiano. Sono valori particolarmente rilevanti che evidenziano il significato di questo progetto, nel quale credo profondamente e per il quale lavorerò nel corso del mio mandato.

Con Antenore Cervi, attuale coordinatore di Agrinsieme Reggio Emilia, prosegue la collaborazione su tutti i temi all’ordine del giorno e sono certo che proseguirà ancora.

Può darsi che a livello nazionale o regionale Agrinsieme abbia bisogno di ridefinire il suo ruolo e le sue strategie. Forse è necessario “fare un po’ di manutenzione” per partire con un nuovo slancio.

Per quanto ci riguarda, Confagricoltura Reggio Emilia ha sempre creduto in Agrinsieme ed è pronta a rilanciare anche a livello provinciale l’azione del nostro coordinamento.

Pensiamo che il percorso di Agrinsieme sia stato fin qui molto positivo e che vada rilanciato.

Voglio dedicare qualche minuto ad un altro argomento, anche questo di stretta attualità: il Consorzio Agrario

La nostra posizione contraria alla fusione tra il CAP di Reggio e il Consorzio Agrario di Bologna e Modena è ben nota e l’abbiamo espressa fin dal 2011 in ogni modo, prendendoci anche minacce di querela.

Più ancora delle perdite e dell’indebitamento finanziario ci preoccupavano la mancanza di un progetto economico credibile e la ricaduta non positiva sull’economia agricola reggiana.

Fusione Ferrara / Pastificio / fondo Agris/Banca Popolare Vicenza

Oggi, alla luce di ciò che è accaduto, sarebbe fin troppo facile dire “noi ve lo avevamo detto”, ma non è questo che ci interessa.

Ci interessa dire ai nostri Associati che le lezioni non sono servite a niente e che la maggioranza che guida ancora oggi il Consorzio Agrario continua a fare gli stesi errori, anzi: ne commette di altri e molto gravi!

Il Consorzio dell’Emilia, nato dalla fusione con il CAP di Reggio, chiuderà quest’anno con una perdita di 5,5 milioni di Euro, che si sommano alle perdite dello scorso anno, oltre all’indebitamento complessivo di 65 milioni di euro al 31/12 scorso.

Cosa fare in futuro…

Conferimenti dei prodotti?

Rimaniamo all’interno del Consorzio Agrario

Guardando all’attività sindacale di questo mio primo anno di mandato ci sarebbero tante cose di cui parlare. Un tema che mi preme molto, anche per questioni personali aziendali, è il problema dei danni da animali selvatici e nocivi.

Nutrie e non solo

La Regione ha approvato il Piano regionale per il controllo delle nutrie. La nostra Provincia ha fatto la sua parte ma la situazione reale, in campagna, rimane grave e i danni alle colture e agli argini sono consistenti

Settori agricoli:

Cereali

– calo prezzi

– stati generali del grano

Parmigiano Reggiano

– modifica del disciplinare

– approvazione dei nuovi piani produttivi, importante per cercare di stabilizzare i prezzi riducendo il rischio di una volatilità che sarebbe distruttiva per le aziende, anche in considerazione dell’eccesso produttivo del “post-quote latte” in tuta Europa

– nuova presidenza del Consorzio, ad Alessandro Bezzi auguri di buon lavoro

Vino

– problemi commerciali

Suini

– ai problemi di mercato si aggiungono trasmissioni televisive che danno un’informazione non corretta

Bietole

– chiusura stabilimento San Quirico

La nostra manifestazione del 5 maggio scorso a Bologna

Dal 2000 ad oggi hanno chiuso in Italia oltre 310 mila imprese del settore primario: un numero enorme che può salire ancora vertiginosamente se non si mette mano ai tanti problemi “in campo”: i ritardi nei pagamenti comunitari, la burocrazia asfissiante, i prezzi all’origine in caduta libera e le vendite sottocosto, le incognite dell’embargo russo, i danni da fauna selvatica, sempre più gravi.

Per tutti questi motivi, Confagricoltura, Cia e Copagri sono scese in piazza il 5 maggio scorso.

Occorre innanzitutto modificare la Pac nella riforma di medio periodo e ripensare radicalmente al suo futuro: accrescere i pagamenti accoppiati ai settori in crisi, ripensare il greening, semplificare radicalmente gli strumenti di gestione del rischio, anche a tutela del crollo dei prezzi.

Quanto al rapporto con la Pubblica amministrazione, bisogna affrettare l’approvazione dei provvedimenti sulla semplificazione burocratica.

A questo proposito, bene le misure approvate dall’assessore regionale Simona Caselli pochi giorni fa, ma la strada della semplificazioneè ancora lunga!

Ogni azienda è costretta a produrre ogni anno 4 chilometri di materiale cartaceo per rispondere agli obblighi burocratici, “bruciando” oltre 100 giornate di lavoro. Per non parlare del crollo vertiginoso dei prezzi alla produzione e della forbice esorbitante nella filiera tra i listini all’origine e quelli al consumo, dove in media per ogni euro speso dal consumatore finale, solo 15 centesimi vanno nelle tasche dell’agricoltore.

A problemi annosi come questi, si somma la vicenda dell’embargo russo: tra frutta, verdura, carni e prodotti lattieri, il blocco di Mosca alle nostre produzioni agricole è costato finora 355 milioni di euro, con esportazioni “made in Italy” dimezzate in quasi due anni.

Conclusioni

Uno dei nostri compiti principali rimane quello di denunciare presso l’opinione pubblica, la politica e le istituzioni le cose che non vanno. E lo faremo sempre.

Ma non dobbiamo dimenticare che i tempi stanno cambiando. Viviamo tempi nei quali tutto cambia velocemente: l’economia, la società nel suo complesso, le istituzioni. Tutto cambia e deve cambiare il ruolo delle Associazioni che fanno rappresentanza.

Confagricoltura, non solo a livello nazionale, ma anche a livello provinciale vuole essere contemporanea e vivere da protagonista questo cambiamento.

“La difesa degli interessi delle imprese agricole rimane fondamentale ma oggi non basta più. Più che attraverso le rivendicazioni, le associazioni debbono essere al fianco delle imprese attraverso progetti economici, per sostenere lo sviluppo, l’innovazione delle aziende

Confagricoltura vuole svolgere sempre di più questo ruolo: essere al fianco della imprese agricole con nuovi servizi per accompagnarle verso il mercato e restituire valore aggiunto alle aziende all’interno delle filiere.

Sono certo che tutti gli Associati ci sosterranno in questo percorso!

 

 

 

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