PRESENTATA A BRUXELLES LA STRATEGIA SULLA SOSTENIBILITÀ 2030

Gasparini: non c’è ragionevolezza nel costringerci a produrre poco, l’inquinamento si è ridotto con il lockdown mentre l’agricoltura produceva

 

Riduzione del 50% dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura e del 20% dei fertilizzanti, entro il 2030. Taglio del 50% dei consumi di antibiotici per gli allevamenti e incremento del 25% delle superfici coltivate a biologico. Sono alcuni dei principali obiettivi della strategia sulla sostenibilità presentata nei giorni scorsi dalla Commissione europea, con le due comunicazioni su biodiversità e “Farm to Fork” che definiscono il ruolo dell’agroalimentare nell’ambito del Green Deal europeo. Bruxelles punta a raggiungere una quota di almeno il 30% delle aree rurali e marine europee protette, e a trasformare il 10% delle superfici agricole in aree ad alta biodiversità.  La strategia prevede un finanziamento di 20 miliardi l’anno tra fondi Ue, nazionali e privati.  “Le proposte della Commissione penalizzano il potenziale produttivo dell’agricoltura e del sistema agroalimentare europeo. E’ una prospettiva che non condividiamo, anche perché aumenterebbero le importazioni da Paesi terzi che applicano regole diverse e meno rigorose”.  E’ il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Nel contesto dell’emergenza sanitaria in atto, l’agricoltura e il sistema agroalimentare sono stati considerati alla stregua di attività essenziali – ricorda il presidente di Confagricoltura Piacenza Filippo Gasparini – questo aspetto è stato sottolineato anche dalla Commissione Ue, che però ora indica direttrici in contraddizione con la necessità riconosciuta di aumentare la produzione alimentare del vecchio continente”.  “Alla base degli indirizzi della Commissione, c’è una visione che richiede un approfondimento e una valutazione d’impatto economico. La crescita produttiva non è per forza di cose in contraddizione con la sostenibilità ambientale, con la tutela delle risorse naturali e con la salvaguardia della biodiversità” – sottolinea Giansanti.  “Importanti risultati sono già stati raggiunti in Italia e a livello europeo. Occorre andare avanti, con il ricorso e la diffusione delle innovazioni tecnologiche, a partire dalla genetica, e con una più stretta collaborazione tra ricerca scientifica e imprese” – puntualizza il presidente nazionale di Confagricoltura. “Il vero Green Deal – tuona Gasparini –   sarebbe quello di continuare a vivere segregati, perché i dati Arpae sull’inquinamento relativi al periodo di lockdown scagionano l’agricoltura. Ciò non è ovviamente né possibile né auspicabile, ma la drammaticità del momento ha reso evidente che il Green Deal concepito prima del Coronavirus è superato. Togliere i presidi all’agricoltura significa fare la fame e non risolvere il problema dell’inquinamento, frutto, questo, principalmente del livello di vita che abbiamo come società in generale. La stessa società veloce che genera il pensiero comune che con ipocrisia impedendisce agli agricoltori di utilizzare i fattori produttivi e però va dicendo, dopo aver visto in faccia la pandemia, che l’Europa dovrebbe aumentare la percentuale di autoapprovvigionamento alimentare”. “I prodotti destinati all’alimentazione hanno una valenza pubblica che, in futuro, non dovrà essere sottovalutata e sacrificata” aggiunge Giansanti.

Le comunicazioni della Commissione contengono anche elementi di sicuro interesse come l’apertura alla strada dell’utilizzo delle nuove biotecnologie in campo, con indicazioni di linee guida non vincolanti per futuri atti legislativi da concordare con Consiglio e Parlamento europeo.

“Confidiamo nelle potenzialità della cisgenetica. La simbiosi tra agricoltura e ambiente oggi non può essere sancita da un’anacronistica visione del ritorno al passato – conclude Gasparini – per andare oltre la crisi dobbiamo mettere a frutto tutti gli strumenti che la scienza e la tecnologia ci mettono a disposizione e produrre di più gestendo sapientemente tutti i fattori produttivi”.

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