A CENA CON LA SCIENZA: PARTENZA FRIZZANTE DELLA DECIMA EDIZIONE A LA TOSA

Coltivazione della vite e vino originano dalla Georgia: lo ha provato un pool di scienziati

 

Il ciclo di incontri A Cena con La Scienza, organizzato da Confagricoltura Piacenza e Agriturist, è giunto alla sua decima edizione. Ha preso il via venerdì 3 maggio presso l’agriturismo La Tosa. “Gli appuntamenti di quest’anno – ha spiegato Michele Lodigiani coordinatore dell’iniziativa –  che vedono il format ormai consolidato dell’intervento di un esperto con il proseguo del dibattito a tavola, vogliono celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo e riprendono studi e attività a cui il Genio aveva dedicato attenzione”. L’interesse per la viticoltura di Leonardo è noto, tanto che Lorenzo il Magnifico gli fece dono di una vigna: un vitigno di Candia Aromatica riportato in vita qualche anno fa nel centro di Milano, dopo lunghe ricerche. Il primo appuntamento è stato dunque dedicato proprio alla storia della vite e del vino, grazie alla relazione di Osvaldo Failla – professore ordinario di Arboricoltura Generale e coltivazioni Arboree dell’Università di Milano. Presenti a dialogare in sala con lui numerosi accademici dell’ateneo milanese e dell’Università Cattolica di Piacenza, imprenditori del settore del vino e cultori della prestigiosa bevanda. La location non poteva essere più azzeccata: i rinomati vini de La Tosa hanno infatti accompagnato la cena e le disquisizioni. I numerosi presenti, circa una settantina, hanno inoltre potuto visitare il museo del vino presente in azienda.

Failla ha sviluppato la sua relazione partendo da uno studio condotto da un team di scienziati, di cui ha fatto parte, e i cui risultati sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences, una delle maggiori riviste scientifiche a livello mondiale. L’esperto ha illustrato le motivazioni biologiche e storico-sociologiche che hanno portato alla diffusione del vino nell’antichità.  “La ricerca ha permesso di datare la vinificazione a 6000 anni prima di Cristo – ha detto Failla – ben prima di quanto si pensasse. L’invenzione del vino ha radici mitologiche e persino la Bibbia ne parla identificando Noè quale inventore del vino. Dal punto di vista storico e archeologico, la ricerca ha permesso di stabilire con una certa esattezza che le prime tracce di domesticazione della vite e di vinificazione sono documentate nell’area caucasica della Georgia”. Con il passare dei millenni, attraverso gli scambi commerciali, si è diffuso il consumo del vino e con esso le tecniche di vinificazione, a partire dal Mediterraneo in tutta l’Europa occidentale, soprattutto a seguito dell’espansione dell’impero romano. Ma perché gli esseri umani consumano alcool? “C’è stata una mutazione di un gene che ha permesso di metabolizzare l’etanolo – ha spiegato Failla -. Sono tante le bevande alcooliche che l’uomo produce, tutte realizzate attraverso la fermentazione di cereali o frutta. Con tutta probabilità possiamo pensare che siano nate dai capricci dei bambini del neolitico: le pappe non consumate fermentavano e diventavano alcooliche”. La sua relazione ha poi dedicato ampio spazio all’importanza della vinificazione nella società georgiana dove si stima che la produzione per uso famigliare eguagli quella per uso commerciale. E’ una regione in cui si trova una grande varietà di vitigni e vini che solo in tempi recenti inizia ad essere conosciuta ed apprezzata all’estero. Altro aspetto interessante di quest’area è la particolare tecnica di vinificazione realizzata con vasi interrati in cui viene fatta macerare l’uva con buccia e viticci.  In proposito Failla ha spiegato come la ricerca abbia riguardato anche analisi chimiche dei reperti archeologici, in particolare dei resti dei vasi di terracotta utilizzati per la fermentazione, nei quali si è ricercato l’acido tartarico che si sviluppa nel processo di vinificazione. Failla ha tenuto anche a sottolineare il carattere multidisciplinare degli studi condotti, aspetto, tra l’altro, ricordato nel gradito intervento del collega Luigi Mariani che ha spiegato di essersi occupato della la verifica della compatibilità fra produzione viticola e clima in epoca neolitica nell’area interessata.

Il prossimo appuntamento è in programma il 17 maggio presso l’agriturismo Boschi Celati di Fossadello dove Francesco Salamini – Chairman del Comitato Scientifico del Parco Tecnologico Padano parlerà di “Scienze agrarie come azione necessaria per un futuro meno incerto”.

fotografia di un momento della serata: Osvaldo Failla ha fatto dono di una sua pubblicazione ai proprietari dell’azienda La Tosa per la biblioteca del loro museo.

Da sinistra: Gianpietro Bisagni – presidente di Agriturist Piacenza ed Emilia Romagna; Michele Lodigiani – coordinatore di A Cena con la Scienza; Ferruccio Pizzamiglio – proprietario de La Tosa; Osvaldo Failla – docente e relatore; Stefano Pizzamiglio – fratello di Ferruccio e cotitolare dell’Impresa.

 

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