GLOBAL FOOD FORUM: STRATEGIE CONDIVISE PER FAR CRESCERE L’AGRICOLTURA

Parmigiani: le difficoltà del territorio sono le istanze da portare al confronto con le istituzioni

 

“Portare l’agricoltura verso traguardi importanti: questo è il nostro obiettivo, condiviso con Farm Europe, in un percorso di confronto iniziato lo scorso anno e proseguito nel corso di questi due giorni di dibattito e di proposte”. Con queste parole il presidente di Confagricoltura e presidente del Global Food Forum Massimiliano Giansanti ha concluso domenica la due giorni in provincia di Treviso in cui rappresentanti di istituzioni, organizzazioni, amministrazioni europee hanno dibattuto a lungo. Presenti anche Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente e Paolo De Castro, europarlamentare. L’instabilità di mercato e i danni creati dai cambiamenti climatici – è emerso nel corso forum – devono essere affrontati semplificando e migliorando l’applicazione degli strumenti di gestione dei rischi (assicurazioni e fondi mutualistici) in funzione sia della diversità di condizioni dell’agricoltura negli Stati membri, sia della variabilità di caratteristiche delle filiere agroalimentari a livello nazionale e regionale. “Serve – ha osservato il presidente di Confagricoltura – un pool sovranazionale che aiuti le imprese a fronteggiare calamità ed emergenze sempre più frequenti”. Un’attenzione particolare, nel corso dei lavori, è stata posta sul ‘non food’, come le energie rinnovabili che impongono necessariamente un nuovo modello agricolo che metta al centro l’innovazione – tecnologica e digitale – e la valorizzazione della biomasse, al fine di rispondere ai principi di economia circolare e della bioeconomia. Un altro tema che ha raccolto interesse da parte dei partecipanti è stato quello degli equilibri di mercato e delle pratiche sleali all’interno della filiera agroalimentare. “Al centro dei pensieri di Confagricoltura – ha sottolineato l’imprenditrice piacentina, Giovanna Parmigiani, che ha presieduto i lavori di uno dei seminari tematici in programma – resta la redditività delle aziende. Gli agricoltori hanno voglia di essere protagonisti del mercato e di ricavare il reddito dai prezzi che ricevono. Per ottenere questo va bene il libero mercato, ma occorrono anche regole per favorire aggregazione e relazioni interprofessionali e per evitare pratiche sleali, dove un quadro comunitario può essere utile prendendo ad esempio le esperienze nazionali”. Parmigiani ha partecipato al gruppo di lavoro su: “Scienza, salute e nutrizione – essenziale un approccio coerente a livello UE” insieme al membro del Parlamento europeo Pilar Ayuso, a Dacian Ciolos già primo ministro rumeno e commissario europeo per l’agricoltura, Christian Lambert presidente della French Farmers Organisation FNSEA e Andrea Gavinelli responsabile dell’Unità per il benessere degli animali della Commissione europea. “Il dibattito su benessere, scienza e nutrizione – ha spiegato Parmigiani – ha evidenziato i problemi della comunicazione, spesso superficiale e volta a screditare il settore agroalimentare. Le soluzioni proposte hanno individuato come leve le opinioni scientifiche, supportate da laboratori e Università pubbliche, piattaforme di confronto tra i decisori e la filiera e una maggiore comunicazione istituzionale”. Per Confagricoltura è importate che i problemi riscontrati sul territorio trovino voce anche in ambiti di confronto tra istituzioni. Non a caso Giovanna Parmigiani parteciperà nei prossimi giorni anche a un summit internazionale sui grandi fiumi del mondo. “L’acqua e il clima – sottolinea Parmigiani – sono fattori primari per il nostro settore”. “A livello nazionale chiediamo da anni un piano idrico – conviene con lei Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza, che prosegue: – “a livello locale, decliniamo le nostre istanze anche nella richiesta di infrastrutture. Servono le dighe”. E commentando il successo del Global Food Forum, il presidente piacentino conclude: “Confagricoltura Piacenza da sempre ha cari i temi affrontati, auspica e applica che al dibattito segua una politica concreta sul territorio di tutti i giorni, anche aggressiva, se serve. Abbiamo bisogno che si ricominci a parlare di prezzi e costi, ben vengano le iniziative che hanno a cuore la competitività delle aziende. Non siamo solo produttori di cibo, ma di prodotti base per la trasformazione, il prezzo che ci riguarda, nella maggior parte dei casi, è quello dei prodotti intermedi, dobbiamo, come si è fatto, parlare di prezzo di pomodoro, di latte e dei costi che ricadono sull’agricoltura a causa di filosofie inutili”.

 

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