AGRICOLTURA STRATEGICA PER PRESERVARE L’AMBIENTE

Parmigiani (Confagricoltura): tutela ambientale e attività agricola sono simbiotiche non in opposizione

 

“L’attività agricola ha un ruolo strategico dal punto di vista ambientale e della gestione del territorio”. Lo ha sottolineato la componente di giunta di Confagricoltura, l’allevatrice piacentina Giovanna Parmigiani, intervenendo il 24 maggio a Roma al convegno di Federparchi ‘Verso la carta europea dell’agricoltura per le aree protette’.  “Guardiamo con interesse alla ‘Carta europea per l’agricoltura nelle aree protette’ che si sta definendo a livello europeo, con il supporto di Europarc – ha osservato la rappresentante di Confagricoltura -. Tra i suoi obiettivi strategici dovrà avere pure quello di incentivare e sostenere le attività agricole che tutelano l’identità dei territori. Bisogna evitare che le aree naturali, soprattutto in collina e montagna, diventino aree di abbandono e di degrado per mancanza di redditività e di servizi alla persona – ha spiegato Parmigiani – e occorre prevedere la possibilità che si sviluppi e cresca l’agricoltura anche all’interno delle aree protette, non limitandosi al solo biologico; dando anche un ruolo fondamentale all’agriturismo, alle agroenergie, alla fornitura di servizi eco sistemici, alla manutenzione del territorio; consapevoli che l’agroecosistema non può prescindere dalla sostenibilità economica delle imprese agricole che governano il territorio. E’ fondamentale una presa di coscienza da parte di stakeholders e legislatori affinché si prenda atto che tutela ambientale ed attività agricola sono simbiotiche e non in opposizione”. “Quanto alle problematiche ambientali – ha poi spiegato Parmigiani – c’è preoccupazione in Italia per le scelte che il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri UE potrebbero assumere prossimamente nel quadro della strategia Clima-Energia 2030”. Agrinsieme – il Coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – ha da tempo concentrato la propria attenzione sulle possibili conseguenze delle due proposte di regolamento della Commissione Europea relative all’obbligo di riduzione annuale delle emissioni di gas a effetto serra (ESR) e all’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF) nella strategia. In vista del voto sui due dossier, Agrinsieme ha inviato una lettera ai componenti della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo evidenziando la necessità che le azioni per il contrasto al cambiamento climatico non minaccino il mantenimento di adeguati livelli produttivi e che le politiche di riduzione dei gas serra possano coniugarsi con quelle di sviluppo agricolo e forestale. “L’agricoltura europea – ha sottolineato la rappresentante di Confagricoltura – ha già raggiunto un importante traguardo riducendo del 24% le proprie emissioni rispetto al 1990; per conteggiare correttamente il contributo dell’agricoltura alla riduzione dei gas serra è necessario riconoscere pienamente anche la capacità di assorbimento di CO2 dei terreni agricoli e dei pascoli. La proposta LULUCF presentata dalla Commissione UE, inoltre, limita significativamente il contributo della selvicoltura all’attuazione della strategia Clima-energia al 2030, non considerando il ruolo che le foreste svolgono nella bioeconomia, il peso che hanno nell’economia circolare e la necessità della sostituzione del carbonio di origine biogenica a quello di origine fossile. In generale, la tutela ambientale – ha concluso la rappresentante di Confagricoltura – va realizzata in modo evolutivo e non statico, conciliando la conservazione ambientale con l’attività economica, indubbiamente esercitata con tutte le accortezze ed il rispetto della biodiversità. Le imprese agricole (più di 250 mila solo nei siti di Natura2000) sono le prime custodi dell’ambiente”.

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