ASSICURAZIONI AGRICOLE: IL SISTEMA E’ FARRAGINOSO

Confagricoltura: in liquidazione ora i premi 2015, riconsideriamo le procedure del Pai

 

In due anni si è perso un valore assicurato nel settore agricolo pari al 17%(-6% nel 2015,-11,3% nel 2016). Ma, se si entra nel dettaglio dei settori, si scopre che il valore assicurato delle produzioni vegetali è sceso del 26%, con una perdita di 851 milioni di euro. “Serve un sistema più efficace di gestione del rischio – spiega il direttore di Confagricoltura Piacenza, Luigi Sidoli -. Tra paesi comunitari l’Italia è uno di quelli che ha puntato maggiormente sulle misure di prevenzione del rischio attraverso l’assicurazione agevolata dei prodotti agricoli; uno strumento in cui Confagricoltura crede fortemente e di cui ha sempre sollecitato la diffusione. Le risorse provenienti da Bruxelles sono interessanti: 1.600.000 euro per sei anni, dal 2015 al 2020. Gli agricoltori però si stanno disaffezionando dallo strumento assicurativo, laddove invece l‘obiettivo era quello di far crescere contratti, con il rischio anche di perdere risorse comunitarie preziose che rischiano di tornare a Bruxelles”.  Nel 2015 si è passati a una piattaforma europea per il settore assicurativo con un cambio di modello che aveva come auspicio quello di aiutare le coperture assicurative. “Purtroppo non si è riusciti a creare un modello assicurativo che sia agevolmente fruibile –  sottolinea Sidoli -. Burocrazia, errori gestionali e procedure informatiche ancora non definite per la compilazione dei piani assicurativi individuali (Pai), ritardano l’erogazione dei contributi comunitari. E così ci troviamo che si è aperta la nuova campagna assicurativa 2017 per le produzioni agricole mentre si sta ancora procedendo ai primi pagamenti alle aziende delle assicurazioni agevolate agricole che si riferiscono alle domande del 2015. In questo modo si mette in crisi pure il sistema dei consorzi di difesa (che anticipano i premi dei produttori)”. Infatti, si legge nei dati messi a disposizione da Confagricoltura, su 152.569 Pai a due anni di distanza 27.378 sono ancora bloccati. Inoltre su oltre 117 mila domande di sostegno solo 38.979 sono state accettate senza dimenticare, spiega Sidoli, che su 35.750 domande di pagamento sono 24.854 quelle effettivamente pagate. “C’è poi – ha aggiunto – il problema del sistema di regole per calcolare le rese medie che non permettono alle imprese di attuare polizze con valori assicurati adeguati alle loro esigenze. Le imprese spesso sono costrette a stipulare contratti assicurativi con valori troppo bassi rispetto alle loro potenzialità produttive; e cosi le polizze finiscono per perdere di interesse per i contraenti. Per cercare di ovviare il problema, abbiamo avviato un servizio di consulenza nella stipula delle Polizze in grado di seguire l’associato anche nella fase di richiesta dei liquidazione del danno, gli interessati possono rivolgersi al proprio ufficio di zona. A livello nazionale – conclude il direttore – ci aspettiamo che si prenda atto delle difficoltà e si proceda a introdurre elementi di correzione con procedure semplificate, riferimenti più coerenti con le rese agricole, introducendo dei buffer cioè delle percentuali di oscillazioni ammesse. Si tratta di “elementi in grado di facilitare la vita degli agricoltori e che possono essere fatti in maniera rapida senza interessare l’Ue” ma con semplice “decreto del ministero”. Confagricoltura, in ultima analisi, considera una priorità rivedere le procedure del Pai con l’obiettivo di una reale semplificazione e snellimento del processo.

campo pomodoro

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