TEMPO DI SEMINE: ATTENZIONE AL GREENING

Marchesi (Confagricoltura): il mancato rispetto può comportare il blocco dei pagamenti Pac

E’ tempo di semine e una buona programmazione deve tenere in dovuta considerazione anche i vincoli da rispettare per il cosiddetto greening, il pagamento ecologico della Pac, che nel 2017 registra due novità: l’innalzamento delle sanzioni per il mancato rispetto e la modifica di alcune disposizioni applicative. Giovanni Marchesi, vicedirettore di Confagricoltura Piacenza e responsabile del Servizio Tecnico spiega: ”Il pagamento “verde” o greening è la seconda componente del sostegno della Pac e vale il 50% del titolo. Gli agricoltori sono tenuti ad applicare sul loro terreno tre pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente che vanno rispettate congiuntamente: diversificazione delle colture; mantenimento dei prati permanenti; presenza di un’area di interesse ecologico. L’impegno che influisce maggiormente sulle scelte colturali è la diversificazione delle colture. Vanno programmate almeno due colture nelle aziende la cui superficie a seminativo è compresa tra 10 e 30 ha e almeno tre colture nelle aziende la cui superficie a seminativo è superiore a 30 ha”. Fino a 10 ettari a seminativo, l’agricoltore non ha obblighi di diversificazione. Va precisato che l’erba medica in purezza è considerata “coltura” facente parte della rotazione aziendale. “L’altro impegno importante – sottolinea Marchesi – è l’obbligo di destinare una quota del 5% dei seminativi dell’azienda ad aree di interesse ecologico”. L’agricoltore può scegliere tra diverse tipologie di area di interesse ecologico, tra i terreni lasciati a riposo e le superfici con colture azotofissatrici (es.: erba medica, pisello, soia, fagiolo e fagiolino, ecc…). Sono escluse dal rispettare quest’obbligo le aziende con superficie a seminativo inferiore o uguale a 15 ettari. L’agricoltura biologica è considerata pratica equivalente, per cui sostituisce i vincoli del greening. “E’ bene ricordare – rimarca Marchesi – sin da questa fase di pianificazione agronomica, che il mancato rispetto del greening comporta l’applicazione di sanzioni. Per il 2015 e il 2016 l’agricoltore che non ha rispettato il greening perde tale pagamento, mentre dal 2017, la sanzione va ad intaccare anche gli altri pagamenti con una riduzione anche sui titoli Pac. Speriamo, dal 2017, di poter utilizzare con sicurezza, ai fini del rispetto delle aree ecologiche, gli elementi naturali del paesaggio: come i filari di piante e i margini dei campi, senza sottrarre terreno fertile alle coltivazioni. Quando penso a tante persone – riflette Marchesi –  che non hanno di che mangiare, ci rimango male nel vedere soldi pubblici spesi per non coltivare la terra. Mi auguro, inoltre, che non venga accettata la proposta della Commissione Ue di non poter utilizzare agrofarmaci nelle aree ecologiche. Nella nostra pianura mi riferisco alle colture di pisello, fagiolino, fagiolo e soia. Come è giusto limitare l’uso del concime ai fabbisogni delle piante e degli gli antiparassitari per prevenire o curarne le malattie, senza eccedere o abusarne, per non creare danni all’ambiente o alla salute dei consumatori (oltre che uno spreco economico), allo stesso tempo credo che le coltivazioni vadano alimentate e protette”.

GMarchesi

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