POMODORO: difficoltà in molte aree, occorre valorizzare meglio la materia prima

Chiesa: problemi nel sud Italia e in Spagna, da noi la situazione per ora è sotto controllo

 

Notizie di forti difficoltà nelle produzioni di pomodoro da industria provengono dal Foggiano, la principale area di produzione nazionale, ma anche dalla Spagna, nostro principale competitor al livello europeo. Problemi meteorologici, che in provincia di Foggia hanno interrotto per più giorni la campagna, arrecando danni a centinaia di ettari di coltivazione e causando un inedito crollo delle rese medie di produzione, ma anche agronomici e parassitari. “Nel piacentino, spiega Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza, la situazione è per il momento sotto controllo, anche se registriamo problemi di valorizzazione della materia prima, che, come avevamo previsto all’indomani della conclusione dell’accordo per l’annata 2016, sconta, in taluni casi, gravi penalizzazioni che vanno addirittura oltre il temuto. Ci pare che, anche alla luce della situazione di mercato che si profila, questa situazione sia del tutto inaccettabile, e chiamiamo le Organizzazioni di prodotto al monitoraggio, alla vigilanza e alla segnalazione a chi di competenza dei comportamenti che si discostano dall’applicazione corretta e rigorosa degli accordi contrattuali”. Dello stesso tenore l’opinione di Giovanni Lambertini, Presidente della Sezione di prodotto pomodoro da industria dell’Emilia Romagna, che conferma le preoccupazioni di Chiesa. “L’accordo 2016, dice Lambertini, chiuso ad un prezzo inferiore di circa l’8 per cento rispetto a quello del  2015, sta evidenziando ulteriori problematiche, là dove non ha risolto il tema dell’applicazione dei parametri qualitativi che anche quest’anno, paradossalmente, determinano un’ulteriore penalizzazione delle quotazioni, confermando la loro natura di strumenti per la diminuzione del prezzo reale corrisposto ai produttori agricoli, piuttosto che di elementi di valutazione della qualità del pomodoro. Ci auguriamo che nel prosieguo della campagna ci sia una maggior uniformità di valutazione da parte delle aziende trasformatrici, che oggi, a quanto risulta, si comportano, inspiegabilmente, in modo difforme tra di loro, a parità di prodotto consegnato proveniente, spesso e volentieri, dallo stesso campo e dunque senza alcuna ragione”. L’obiettivo, conclude la nota di Confagricoltura, è di garantire la massima correttezza tra le parti della filiera che, come si è più volte affermato, per essere vincente deve essere coesa, facendo valere le indiscusse professionalità, che, come è altrettanto noto, costituiscono il punto di forza del nostro distretto agroindustriale.

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