POMODORO: IL PREZZO DI RIFERIMENTO SIA CONSEGUIBILE

Chiesa: serve un accordo quadro estremamente trasparente

La trattativa per il contratto quadro del settore del pomodoro da industria sembra proseguire, con tutte le difficoltà del caso e a fare da preludio ad una campagna che sin dalla fase di pianificazione non si mostra semplice. In previsione del prossimo incontro tra le parti, fissato per martedì 8 marzo, il presidente di Confagricoltura Piacenza esprime un’indicazione chiara: ”Non bisogna ulteriormente penalizzare i parametri di valutazione della materia prima, le proposte fatte circolare sino ad ora sembrano indicare, invece, un approccio contrario e a noi inviso in quanto iniquo, il quale si avvale di complesse tabelle quali-quantitative riviste in un’ottica di programmazione economica per i produttori agricoli.  In altre parole – prosegue Chiesa – chiediamo che il prezzo di riferimento sia il più possibile chiaro e corrispondente ai valori che saranno liquidati alle aziende agricole”. Da parte agricola si respira tensione perché si profila un prezzo comunque inferiore al 2015 e con una forte penalizzazione indotta da un irrigidimento dei parametri di valutazione. ”Non siamo disponibili ad accordi che facciano intendere un prezzo che poi, nei fatti, per effetto di un appesantimento delle valutazioni, porti ad un prezzo di realizzo sostanzialmente inferiore” – rimarca Giovanni Lambertini, l’imprenditore agricolo piacentino presidente della Sezione di prodotto Pomodoro da industria di Confagricoltura Emilia-Romagna. “Dalle valutazioni del dato storico – prosegue Lambertini – si delinea di per sé un prezzo liquidato che storicamente corrisponde a circa il 90% di quello di riferimento contrattato. Un peggioramento dei parametri valutativi potrebbe portare un ricavo finale addirittura inferiore a quello proposto all’inizio della trattativa dalla parte industriale. La parte agricola invece – conclude Lambertini – necessita di estrema chiarezza”.

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