MALTEMPO: PREOCCUPAZIONE NELLE CAMPAGNE

Confagricoltura Piacenza: numerose le segnalazioni di allagamenti

Piove da due giorni e la nostra provincia di nuovo in ginocchio. Lo stato di allerta diramato per il fine settimana è diventato, per alcune zone, di allarme. In queste ore la mente corre all’alluvione di settembre e la preoccupazione cresce. Stamattina alle 8 la Prefettura di Piacenza ha alzato il livello di attenzione: da preallarme ad allarme per criticità idraulica del fiume Arda e del fiume Chiavenna, che infatti è straripato a Chiavenna Landi costringendo la chiusura della provinciale per Cortemaggiore. Il torrente Riglio già da questa notte è straripato provocando allagamenti sulle strade interne del comune di San Giorgio e sulla provinciale verso Carpaneto. A Veggiola di Gropparello una frana ha interrotto la strada. Torrenti al limite e smottamenti si registrano nei comuni di Vernasca e Lugagnano dove le strade stanno cedendo e in particolare è a rischio chiusura la strada che sale da Lugagnano verso Morfasso, all’altezza della cementeria, erosa dall’Arda in piena. Vari smottamenti si sono verificati lungo la strada che collega la Valchero alla Valchiavenna. Alla diga di Mignano, giunta quasi al limite della capacità di invaso, sono state aperte le paratie per consentire il deflusso dell’acqua, raggiungendo i 60 mc/sec. Numerose le telefonate degli associati di Confagricoltura Piacenza che segnalano rivi e canali oltre la soglia di sicurezza, allagamenti nelle campagne, interruzione di strade e acqua nelle corti. “Arda, Ongina, Chiavenna, Chero e Nure – spiega Enrico Chiesa, presidente di Confagricoltura Piacenza – sono particolarmente ingrossati e diversi canali hanno già invaso i campi nelle zone di Villanova e Monticelli. Preoccupa anche il Trebbia. Da Rivergaro sono arrivate fotografie di campi allagati a Pieve Dugliara. Il Tidone è in piena ed uscito dall’alveo a Rottofreno mandando sott’acqua le semine. Stessa sorte per il torrente Loggia, che ha allagato cantine a Gragnano in località Vallarsa.  Ora siamo di nuovo in emergenza e gli forzi dovranno essere concentrati a ridurre i pericoli, a porre in essere le procedure predisposte, ma ciò che da sempre chiediamo è una presa di coscienza che impone un piano idrico integrato che tenga conto anche della mutata situazione, sia essa imputabile alla gestione dei fiumi o ai cambiamenti climatici. Ancora una volta siamo a contare i danni, enormemente superiori al costo delle opere di manutenzione e di prevenzione che sono tuttora avversate dall’ideologia pseudoambientalista dominante”.

Pieve Dugliara

Pieve Dugliara (PC)

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