La crisi idrica è un’emergenza cronica. Il Governo stanzia 8 milioni di euro per Parma e Piacenza

“La crisi idrica è un’emergenza cronica. Servono provvedimenti strutturati e di lungo periodo, non interventi a tampone nei momenti di maggiore difficoltà”. È questo il messaggio lanciato chiaramente da tutte le associazioni agricole, con Confagricoltura Parma ed il presidente Mario Marini in prima fila, per auspicare un cambio di rotta deciso nel modus operandi con cui è stata affrontata sino ad oggi la problematica della carenza idrica, ossia facendo ricorso a provvedimenti emergenziali ma mai strutturali in grado di evitare il ripresentarsi del problema una volta rientrato il cosiddetto allarme rosso.

Le ultime settimane sono state molto intense sotto il profilo della gestione della risorsa idrica. Le notizie della carenza di precipitazioni, della siccità e dei gravissimi rischi per le coltivazioni in campo sono state l’apertura di tg e giornali nazionali, a sottolineare quanto la situazione sia grave.

Qualcosa si è mosso, ma il timore è che – come è sempre accaduto sino ad oggi – una volta rientrato l’allarme, ci si dimentichi del problema della crisi idrica per il settore agricolo salvo poi il suo ripresentarsi puntuale ogni primavera ed estate.

Ad oggi il Consiglio dei ministri ha deliberato, su proposta del presidente Paolo Gentiloni a seguito della richiesta avanzata dal presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, lo stato di emergenza nel territorio delle province di Parma e Piacenza “in conseguenza della crisi idrica in atto, dovuta a un lungo periodo di siccità a partire dall’autunno 2016, aggravato dalle elevate temperature estive e dai rilevanti afflussi turistici, che hanno determinato un considerevole aumento delle esigenze idropotabili”. Un provvedimento che ha permesso di assegnare 8,6 milioni di euro a Parma e Piacenza prevedendo ulteriori deroghe alle norme nazionali per assicurare la fornitura di acqua potabile alla popolazione, anche mediante autobotti, e per potenziare l’approvvigionamento di acqua con interventi strutturali.

“La dichiarazione di stato di emergenza nazionale e le importanti risorse in arrivo sono frutto dell’impegno dalla Regione in stretta collaborazione con il Dipartimento nazionale di Protezione civile e i territori” ha spiegato l’assessore all’Ambiente, difesa del suolo e protezione civile, Paola Gazzolo. “Ora continueremo ad essere al fianco della popolazione e degli operatori agricoli, anche mettendo a disposizione le nostre conoscenze e i nostri uffici per supportare le richieste di deroga ai limiti di prelievo di acqua”.

La deroga al Dmv (il deflusso minimo vitale) può essere richiesta dai titolari di concessioni al prelievo per uso potabile e irriguo. In quest’ultimo caso la domanda può essere presentata dai singoli o in forma associata da parte di più aziende, anche attraverso le associazioni di categoria. La richiesta dovrà attestare l’impossibilità di approvvigionamento idrico da fonti alternative ed essere accompagnata da una relazione che contenga le minime informazioni necessarie: l’attuale valore di Dmv, il volume di acqua prelevata e richiesta, le modalità del prelievo, gli ettari irrigati o il numero di abitanti serviti e le eventuali misure di mitigazione.

 

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