Confagricoltura Parma al Gola Gola Festival: “Abbiamo parlato di agricoltura con migliaia di cittadini”

 

“Abbiamo raccontato l’agricoltura, con i suoi sacrifici e le sue soddisfazioni, a migliaia di cittadini. Per noi è stata una vetrina fantastica durante la quale educare tante persone al ruolo fondamentale che il settore primario ha nel garantire il cibo che ogni giorno arriva sulle nostre tavole”.

È questo il commento finale di Mario Marini, presidente di Confagricoltura Parma, al termine della tre giorni del Gola Gola Festival che ha proposto nel centro di Parma decine di appuntamenti dedicati al cibo, al gusto e più in generale al settore agroalimentare nel primo weekend di giugno.

Confagricoltura Parma ha allestito la piazza dell’agricoltura, nel cuore del quartiere cittadino dell’Oltrettorrente, dove migliaia di cittadini di sono fermati per una foto davanti ai trattori o per un attimo di relax sulle “poltrone di paglia” dell’area talk show dove si sono susseguiti dibattiti ed incontri di approfondimento. Gettonatissimi anche i selfie con il cartonato della mucca Lola, iniziativa legata ad uno scopo benefico visto che Confagricoltura Parma si è impegnata a donare un euro per ogni immagine poi postata dai visitatori sulla pagina Facebook dell’associazione.

Due i convegni targati Confagricoltura, entrambi legati al tema del biologico e della sostenibilità. Il professor Paolo Parisini, presidente della federazione nazionale agricoltura biologica di Confagricoltura, ha parlato di un settore bio in grande crescita nel quale però “l’offerta di prodotti fatica a tenere il passo di una crescente domanda a causa dell’eccessivo peso della burocrazia, una zavorra per l’operato delle imprese agricole” ha messo in evidenza il professore nel corso del talk “Bio e km zero: mito o realtà?” moderato dal docente universitario Filippo Arfini con la partecipazione anche del socio Conad Paola Rondanini. Tante le riflessioni: dall’importanza di puntare sui mercati esteri nei quali proporre i prodotti biologici all’incremento della loro presenza sugli scaffali dei supermercati, ma sia Parisini che Rondanini hanno poi messo in guardia rispetto al binomio biologico-km0. “Spesso si fa troppa confusione in merito. Più che di km0 è corretto parlare di prodotti legati ad un territorio e che vanno mangiati nel periodo in cui sono di stagione” ha aggiunto Parisini.

Durante il secondo convegno, dal titolo “L’agricoltura del XXI secolo: sostenibilità e valorizzazione del territorio”, è invece intervenuto Gianmaria Cunial, presidente della sezione di prodotto bio di Confagricoltura Parma, che ha dialogato con l’ingegnere Luca Ruini di Barilla e con Ettore Capri, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“Dovremmo riabituare le piante a difendersi da sole – il messaggio di Cunial . Loro hanno già ogni risposta alle condizioni dell’ambiente e noi dovremmo tornare a studiare questi aspetti perché ci siamo dimenticati che le piante hanno un patrimonio genetico che è molto complesso e qualsiasi risposta verso l’ambiente l’hanno già al loro interno. Faccio un esempio: una pianta di grano ha informazioni genetiche quattro volte superiori ad un uomo. Questo significa che la pianta in caso di svariate avversità come caldo, freddo, siccità o attacco di parassiti ha una serie di informazioni che la fanno interferire con l’ambiente. La pianta, infatti, conserva memoria di quello che avviene. Studi ed esperienze sul campo dimostrano come le piante, abituandole alla coltivazione biologica, prendono sempre meno malattie perché conservano la memoria di quello che hanno vissuto in passato. Ricominciamo a studiare le piante, senza aggiungere agenti esterni e investiamo risorse sulla ricerca per trovare le risposte all’interno delle piante stesse”.

Molto positivo il bilancio tracciato dal presidente di Confagricoltura Parma Mario Marini: “C’è stata una fattiva collaborazione tra la struttura provinciale e quella nazionale della nostra organizzazione agricola che ci ha permesso di incontrare, nel cuore della città, migliaia di cittadini e raccontare quello che facciamo ogni giorno. Una grande vetrina per educare tutti al fondamentale ruolo ricoperto dall’agricoltura”.

 

 

 

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