LA SEDE DI FINALE EMILIA INAUGURA CON IL VESCOVO CASTELLUCCI

Si aggiunge un altro mattone alla ricostruzione post sisma. A quasi cinque anni dal terremoto che ha devastato la Bassa, inaugura domenica 15 gennaio alle ore 9 la nuova sede di Confagricoltura Modena di Finale Emilia.

Un evento particolarmente significativo per l’associazione, a cui parteciperà anche il Vescovo di Modena-Nonantola don Erio Castellucci, che impartirà la benedizione alla nuova struttura. Oltre al Vescovo Castellucci, saranno presenti il sindaco di Finale Emilia Sandro Palazzi e altre autorità civili e militari, invitate dall’associazione agricola per l’occasione.

All’appuntamento non mancheranno i vertici dell’associazione, a partire dalla presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, che sottolinea l’importanza della giornata: “Dopo quasi cinque anni, vissuti tra tante difficoltà e disagi, siamo felici di inaugurare questa nuova sede a Finale Emilia. Nella Bassa i cittadini e gli imprenditori agricoli portano ancora i segni dell’evento doloroso e traumatico che hanno dovuto affrontare nel maggio 2012, questa inaugurazione rappresenta una nuova partenza. A nome di Confagricoltura Modena ringrazio il vescovo di Modena-Nonantola don Erio Castellucci e il sindaco di Finale Emilia Sandro Palazzi che hanno deciso di essere presenti in un momento per noi così importante”.

La nuova sede finalese di Confagricoltura si trova in via Dante 6/1, si compone di due stanze a piano terra ed è operativa già da metà settembre. “Lasciarsi alle spalle la precarietà è un grande passo in avanti per noi. – spiega il segretario di zona Alessandro Pivi – Per quanti hanno vissuto la paura del terremoto e i disagi che ne sono scaturiti, penso ad esempio ai tre traslochi che abbiamo dovuto affrontare, questa inaugurazione è motivo di grande soddisfazione. Finale si sta lentamente ‘aggiustando’, ma tante associazioni e attività commerciali non hanno ancora una sede definitiva. Avere un ufficio sicuro e facilmente raggiungibile è un valore aggiunto per noi che ci lavoriamo e per i nostri associati”.

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