BRUXELLES ALZA IL TETTO DELLE EMISSIONI, MA CON GLI ADEMPIMENTI BUROCRATICI UCCIDE L’AGRICOLTURA

Da un lato l’aumento degli adempimenti imposti alle aziende agricole e zootecniche in nome della salvaguardia dell’ambiente e dell’aria che respiriamo, dall’altro l’approvazione di una modifica al regolamento sugli ossidi di azoto, che permetterà alle automobili di inquinare il doppio.

Il via libera di Bruxelles all’innalzamento del tetto delle emissioni di ossidi di azoto, precursori delle polveri sottili, da 80 milligrammi a chilometro a 168 milligrammi a chilometro per ogni veicolo in circolazione, è un provvedimento di difficile comprensione secondo Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Modena, che spiega: «In un contesto di cambiamenti climatici, in cui le polveri sottili sono in un aumento e sale il rischio per la salute dei cittadini, questa decisione dell’Unione Europea mi sembra del tutto ingiustificata. Gli agricoltori passano per inquinatori, le aziende agricole e zootecniche devono rispettare un numero sempre maggiore di norme e sono oppresse da una burocrazia sempre più pesante in nome della tutela ambientale, mentre l’inquinamento causato dalle auto viene favorito dall’innalzamento del tetto delle emissioni: a me sembra una contraddizione e mi chiedo quale sia la linea scelta dall’Unione Europea».

Sui balzelli burocratici a cui gli agricoltori e gli allevatori devono attenersi, la presidente aggiunge: «L’aver tolto i dazi doganali sull’olio e sugli agrumi ha avuto un doppio effetto negativo, a danno sia dei produttori che dei consumatori. I prodotti che arrivano dagli altri paesi del Mediterraneo non sono sottoposti agli stessi controlli di salubrità dei nostri, questo crea una concorrenza spietata e mette in ginocchio i produttori italiani, e allo stesso tempo non tutela i consumatori. La salute delle persone viene messa in secondo piano rispetto agli interessi economici e così facendo – conclude Bergamaschi – si rischia di uccidere l’Agricoltura di eccellenza italiana».

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