Braccio di ferro con il Parco dei Gessi: “L’abbattimento di 200 cinghiali dall’inizio dell’anno non risolve il problema”

Confagricoltura, Cia e Coldiretti di Bologna replicano all’Ente Parchi: «Chiediamo con urgenza la convocazione di un tavolo istituzionale per arrivare alla risoluzione del problema»

Continua il braccio di ferro tra il Parco dei Gessi Bolognesi e le associazioni degli agricoltori. Così Confagricoltura, Cia e Coldiretti di Bologna replicano all’Ente Parchi. «La rottura tra il Parco dei Gessi e le associazioni agricole c’è eccome» ribadiscono le tre associazioni agricole denunciando ancora una volta, loro malgrado, «l’interruzione di un rapporto che è stato per anni molto proficuo, ma che ora è ridotto ai minimi termini soprattutto per scarsa volontà del Parco dei Gessi Bolognesi».

Chiariscono la posizione Confagricoltura, Cia e Coldiretti di Bologna: «Non significa nulla l’abbattimento di 200 cinghiali dall’inizio dell’anno all’interno del Parco. Non è affatto sufficiente visto che stiamo parlando di una popolazione di oltre 2.000 capi. È inammissibile, inoltre, che le gabbie siano chiuse soprattutto in questo periodo dell’anno.  Chiediamo con urgenza la convocazione di un tavolo istituzionale per arrivare alla risoluzione del problema, che dovrà vedere in primis la partecipazione dell’Assessorato regionale all’Ambiente, rimasto fino ad ora un po’ “in silenzio”; l’assessorato all’Agricoltura; la Città Metropolitana, i Sindaci dei comuni di Ozzano, Pianoro, San Lazzaro e Bologna; l’Atc Bo 2; le aziende faunistiche e ovviamente le associazioni degli agricoltori».

 

 

 

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