Cristina Orsini (Holerilla) si racconta al convegno “Inventarsi un lavoro” a Montecitorio il 15 maggio

La disoccupazione femminile in Italia è tra le più elevate d’Europa, tante donne non riescono a rimanere occupate dopo aver avuto un figlio e siamo ancora lontani dalla parità salariale. In questo scenario negativo spicca una tendenza decisamente opposta: l’imprenditoria femminile cresce moltissimo ed è cresciuta soprattutto dall’inizio della crisi ad oggi. Ed è proprio di imprenditoria femminile in tempo di crisi che si è parlato il 15 maggio, nella Sala Aldo Moro di palazzo Montecitorio, con Mario Catania, Alberta Parissi, Eva Barrera, ed alcune donne imprenditrici, tra le quali due di Confagricoltura Donna: Arianna Vulpiani, di Bio Farm Orto, e Maria Cristina Orsini, dell’azienda Holerilla, associata a Confagricoltura Bologna.

Vulpiani è una giovane imprenditrice appartenente ad una famiglia di agricoltori da generazioni. Produce olio extravergine della Sabina, in provincia di Rieti. Ha preso inoltre in affitto tre ettari di terreno alle porte di Roma, tra la via Tiberina e la via Flaminia, dove si coltivano ortaggi biologici destinati ai cittadini della Capitale.

Orsini è titolare di Holerilla (dal latino holera-verdure e illa-piccole). La sua azienda nasce due anni fa all’interno di un edificio rurale dismesso grazie all’idea di Cristina, agronoma e ricercatrice universitaria, che da vera pioniera in Italia si è cimentata nella produzione di piante edibili, seguendo gli esempi di aziende d’oltreoceano dove i microgreen sono già un business.

Le storie d’impresa sono state tutte raccolte tramite una call aperta e selezionate in modo da offrire il più vario campione possibile.

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