Corsi sulla sicurezza undici inchieste su certificati falsi.

Corsi sulla sicurezza undici inchieste su certificati falsi.

CERTIFICATI contraffatti, corsi mai eseguiti, operai in cantiere con in tasca documenti falsi. Le violazioni dell’accordo Stato-Regioni sulla formazione in materia di sicurezza sempre più spesso finiscono in procura. Sono undici i fascicoli penali aperti fra Milano e altre procure lombarde su segnalazioni partite dall’Ats milanese (l’ex Asl) per il mancato rispetto della legge 81 del 2008, di fatto applicata dal 2012. La norma prevede per le aziende l’obbligo di garantire e pagare ai dipendenti corsi sulle dotazioni e le procedure di sicurezza. «La mancata formazione è una delle principali cause degli incidenti sul lavoro», dice Marco Morone, tecnico dell’Ats che si occupa di eseguire i controlli. Le irregolarità rilevate dagli ispettori sanitari, affiancati dalla polizia locale e coordinati dalla procura di Milano, sono i più vari. C’è il caso della società Sicur. Gest, il cui titolare è a processo con l’accusa di «avere confezionato false certificazioni, alcune recanti il logo ufficiale di Regione Lombardia. .. per lavoratori attivi nel montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi», come scrive il pm Giovanni Polizzi nella richiesta di rinvio a giudizio. E c’è il caso, affidato al sostituto procuratore Alessia Miele (nel frattempo trasferita), di un operaio addetto «a cisterne e ambienti confinanti » che ha denunciato l’azienda per cui lavora quando ha scoperto che erano stati prodotti certificati relativi a corsi sulla sicurezza che non aveva mai frequentato. Le segnalazioni, sempre più numerose, a Milano transitano dal dipartimento Salute della procura, guidato dall’aggiunto Nunzia Gatto, e in parte dal dipartimento Reati contro il patrimonio, coordinato da Riccardo Targetti. Altri fascicoli, nati da segnalazioni dell’Ats milanese, sono aperti dalle procure di Sondrio, Brescia, Busto Arsizio. La legge prevede che, in base al livello di rischio, i lavoratori debbano seguire corsi di durata compresa fra le 8 ore (per gli uffici) e le 16 ore (nell’edilizia). Ogni cinque anni è obbligatorio per le aziende garantire aggiornamenti del corso base. L’ente chiamato a verificare i requisiti delle società che offrono i corsi è la Regione. Il giro d’affari è enorme. Fra Milano e provincia i lavoratori che dovrebbero avere frequentato i corsi sono 1,86 milioni. In Lombardia si arriva a 3,8 milioni.

Se si considera che un corso in aula da 12 ore costa alle aziende fra i 300 e i 400 euro lordi per dipendente, è facile capire come il giro di affari potenziale nella sola regione si avvicini al miliardo e mezzo di euro. Assolombarda il prossimo 8 luglio organizzerà un convegno dal titolo “La salute e sicurezza sul lavoro come driver di competitività territoriale”. E un ruolo fondamentale avrà proprio l’argomento dei corsi di formazione per la sicurezza. «Quello che segnalano le procure e gli ispettori sanitari è vero ed evidente. Negli ultimi anni assistiamo al proliferare di corsi online al di fuori di ogni regola, e anche di vere e proprie truffe», dice Mariarosaria Spagnuolo, Responsabile per la Sicurezza sul lavoro di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. Susanna Cantoni, direttore del dipartimento prevenzione dell’Ats milanese, lancia un appello alle imprese perché «valutino come spendono le proprie risorse, controllando i requisiti delle società a cui affidano compiti delicati come la formazione per la sicurezza». Oltre all’eventuale denuncia penale — solitamente con le ipotesi di reato di falso e truffa — per le società sorprese a fare lavorare personale privo di certificati autentici scatta una multa intorno ai 1.300 euro. E sembrano cascarci aziende di ogni tipo. Lo scorso gennaio, durante un’ispezione in uno spazio espositivo nella zona di via Tortona, furono scoperti diversi installatori al lavoro per le sfilate di moda, «privi di certificazioni adeguate». E la procura di Milano indaga sul caso di una ditta, impegnata in una ristrutturazione edilizia in zona Ripamonti, i cui lavoratori avevano in tasca false certificazioni. Le indagini hanno portato a un’agenzia di formazione di Verbania, che indicava come propria sede un garage. Giro d’affari enorme: fra Milano e provincia i lavoratori interessati sono 1,86 milioni Cantoni, Asl Milano: “Le imprese devono controllare i requisiti delle società di formazione a cui si affidano”

(S. Casini)

 

 

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