Il No di Confagricoltura Bologna al Bilancio 2015 del Consorzio Agrario dell’Emilia

Preoccupazione e sconforto agitano la vigilia dell’Assemblea generale del Consorzio Agrario dell’Emilia, in agenda domani a Bologna. I delegati eletti all’interno della lista promossa da Confagricoltura, Cia e Copagri-Ugc Cisl di Bologna, Modena e Reggio Emilia, in rappresentanza di oltre un terzo dei soci, voteranno contro l’approvazione del bilancio. «Da anni restano inascoltate le nostre richieste. Diremo no anche al Bilancio 2015 del CAE» annunciano le rappresentanze bolognesi di Confagricoltura, Cia, Copagri e Ugc-Cisl (riunite in ‘Alleanza per l’Agricoltura’), dopo il voto contrario al Bilancio 2014 e l’astensione su quello del 2013. E ribadiscono con forza: «Chiediamo di concentrare l’attività sui servizi all’agricoltore, in primis più tecnici sul territorio invece di diminuirli. In un momento in cui chi coltiva si trova a fronteggiare enormi criticità sia in campo (per i repentini cambiamenti climatici che richiedono attenzioni e trattamenti ad hoc da zona a zona) che sul mercato (per i prezzi in caduta libera da oltre un anno), riteniamo – insistono le associazioni agricole bolognesi – che il CAE debba focalizzarsi sui servizi alle aziende partendo proprio dal rafforzamento dell’organico sul territorio, solo così si potrà dare una risposta alle crescenti esigenze dei soci».

 

La motivazione di tale voto contrario non è solo collegata alla consistente perdita (più di 5 milioni di euro) quanto a scelte sbagliate, prettamente politiche piuttosto che imprenditoriali-economiche. «Già da alcuni anni chiediamo che il Consorzio Agrario dell’Emilia concentri tutti gli sforzi nelle attività cosiddette ‘caratteristiche’: vendere prodotti e mezzi tecnici al minor costo possibile; gestire al meglio lo stoccaggio e fornire un’adeguata consulenza e assistenza tecnica consigliando, ad esempio, solo le varietà più apprezzate dal mercato e chiudendo contratti di filiera prima della semina: sono queste le priorità per gli agricoltori».

 

Poi l’attacco di Confagricoltura, Cia, Copagri e Ugc-Cisl: «Ci sono milioni di euro che se ne vanno in attività non direttamente collegate alle nostre reali esigenze, mentre si riducono o addirittura si bloccano gli investimenti che sarebbero invece necessari al buon funzionamento del Consorzio. Circa due mesi fa – incalzano le organizzazioni riunite in Alleanza per l’Agricoltura che rappresentano oltre il 70% delle aziende agricole in provincia di Bologna – ci siamo opposti alla fusione con il Consorzio Agrario di Ferrara: un’operazione a nostro avviso affrettata, che andrà presto ad appesantire la già difficile gestione amministrativa».

 

«Siamo convinti che per rendere più competitivo il Consorzio – è la conclusione di Confagricoltura, Cia, Copagri e Ugc-Cisl – si debba invertire la rotta. Siamo certi della necessità di una nuova gestione dettata esclusivamente da una logica imprenditoriale-economica e non ‘politica’».

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