Esonero contributi previdenziali, Confagri E.Romagna: “No all’esclusione di comparti strategici come l’ortofrutta: è una scelta sbagliata e discriminante”

«Una scelta sbagliata e discriminante». Confagricoltura Emilia Romagna boccia così la decisione del Governo di escludere, in particolare, il settore frutticolo o l’orticolo dall’esenzione del pagamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, prevista nel cosiddetto “decreto Rilancio”.

«È in atto una grave e ingiustificata sperequazione tra gli agricoltori che colpisce filiere essenziali per l’economia del Paese. Il comparto frutticolo rappresenta, in regione, il 13,5% dei valori produttivi del primario. Dove andremo a finire? – si chiede Albano Bergami presidente dei frutticoltori -. L’Emilia-Romagna ha già ridotto del 20% la sua produzione frutticola nel periodo 2018-2019; i raccolti di pere sono addirittura dimezzati (-48%). Finora a niente sono valsi gli appelli di tutte le rappresentanze alla politica e alle istituzioni per evitare l’incomprensibile discriminazione nei confronti di una parte strategica del sistema agricolo. All’iniziale aumento di costi sostenuti dalle aziende per l’adeguamento alle normative Covid, si è aggiunto il prevedibile – se non scontato – calo dei consumi registrato a partire dal mese di giugno. Il tutto è stato poi aggravato da una conclamata criticità produttiva dovuta a gelate primaverili e varie fitopatologie».

La posizione di Confagricoltura Emilia Romagna è chiara: «Si chiede un immediato intervento compensativo per le filiere escluse dall’esonero dei pagamenti dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro ossia l’ortofrutta, l’olivicoltura, la silvicoltura e la filiera del legno. È inconcepibile che il legislatore si sia dimenticato di questi comparti, che peraltro hanno sofferto almeno quanto il cerealicolo o il vitivinicolo della crisi causata dal lockdown e dall’epidemia sanitaria».

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