Agricoltura. Export, liquidità alle imprese, approvvigionamento idrico i temi al centro del Consiglio regionale di Confagricoltura. L’assessore Mammi: “Pronti a riaffermare il ruolo centrale delle nostre imprese a livello nazionale”

Oggi, al Palazzo dell’Agricoltura Piacenza, l’assessore regionale all’Agricoltura ha incontrato il presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, Marcello Bonvicini, assieme ai vertici regionali dell’associazione per fare il punto sui temi dell’agricoltura e dell’approvvigionamento idrico provinciale, in un territorio duramente colpito dalla pandemia. Sopralluogo alla traversa di Sant’Agata, sul fiume Trebbia, la presa d’acqua più antica del territorio piacentino

Bologna – Dopo aver superato mesi di emergenza sanitaria e climatica, il comparto agricolo dell’Emilia-Romagna fa sentire la sua voce proprio da Piacenza, uno dei territori più colpiti dalla pandemia, ed è pronto a ripartire da una nuova programmazione agricola. C’è soddisfazione per gli anticipi previsti dalla Politica agricola comune (Pac) e sui finanziamenti alle imprese ricevuti del Piano di sviluppo rurale (Psr), e ora servono una nuova programmazione dei contributi europei che ridia all’agricoltore dignità economica, liquidità alle imprese, e soprattutto il rilancio del paese sul piano delle esportazioni.

Sono stati questi i punti al centro del Consiglio regionale di Confagricoltura di oggi, al Palazzo dell’agricoltura di Piacenza, a cui hanno partecipato i vertici dell’associazione emiliano-romagnola Marcello Bonvicini (presidente Confagricoltura Emilia-Romagna), Filippo Gasparini (Presidente di Confagricoltura Piacenza), Guido Zama (Direttore Confagricoltura ER), Marco Casagrande (Direttore Confagricoltura Piacenza), Giovanna Parmigiani (rappresentante Emilia-Romagna giunta nazionale Confagricoltura) e l’assessore regionale, Alessio Mammi.

 “In questi mesi difficili ci siamo impegnati molto sull’accelerazione dei pagamenti- spiega l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Ci siamo resi conto durante il Covid che al centro delle priorità delle persone ci sono la salute e il cibo: l’autosufficienza alimentare è il presupposto fondamentale anche di natura politica e democratica. Bisogna fare in modo che il tema dell’agricoltura torni al centro del dibattito sociale e culturale del Paese. Il nostro PSR ha funzionato e abbiamo distribuito molte risorse: ma dobbiamo fare ancora di più, rendendo ancora più efficaci le misure e garantendo le giuste risorse a quegli ambiti che ne hanno davvero necessità.”

Al centro dell’incontro anche altre necessità come la semplificazione per le imprese del comparto agricolo.

“Ringraziando la Regione per il prezioso supporto di questi mesi- chiosa il presidente di Confagricoltura, Marcello Bonvicini– nella nuova programmazione agricola dell’Emilia-Romagna ci sono anche altre tematiche importanti da affrontare, come la semplificazione delle domande di contributo, lo snellimento degli iter autorizzativi, la riduzione del numero dei bandi e delle misure per concentrare gli stanziamenti e indirizzare gli investimenti sia nell’innovazione tecnologica che nell’economia circolare, il sostegno alla ricerca e la sua applicazione in azienda, la creazione di reali accordi di filiera per operare attraverso gli strumenti di ingegneria finanziaria e la revisione delle modalità di utilizzo dei contributi da destinare all’agricoltura integrata e biologica”.

Infine, le necessità idriche del territorio, con la visita dell’assessore Mammi, accompagnato dal presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza, Fausto Zermani, alla traversa di Sant’Agata, sul fiume Trebbia, la presa d’acqua più antica del territorio piacentino, un’opera irrigua di importanza nevralgica per il territorio, che alimenta circa 1.000 ettari di terreni coltivati prevalentemente a pomodoro da industria.

“In questa area occorre un intervento risolutivo- conclude il presidente di Confagricoltura Piacenza, Filippo Gasparini-, perché senza acqua non si produce e serve una visione dell’agricoltura che consenta un’attività fluida e dia fiducia alle imprese che già operano per lo sviluppo economico. Quello che chiediamo è lo sblocco dei vincoli che limitano la libertà delle aziende: in primis la realizzazione delle opere indispensabili e lo scioglimento degli impedimenti alla produzione”.

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